Per farlo punta su una doppia strada: agevolazioni per chi vuole saldare i vecchi debiti e, allo stesso tempo, controlli più stretti – quasi asfissianti – su immobili, tasse non pagate ed evasione.
È questa una delle novità più pesanti contenute nel nuovo DUP 2027-2029, il Documento Unico di Programmazione che indica le priorità dell’Amministrazione di Pomezia e prepara le scelte di bilancio dei prossimi anni.
Il nuovo DUP della Giunta Felici
Il documento è stato approvato all’unanimità dalla Giunta comunale di Pomezia guidata dalla sindaca Veronica Felici con la Deliberazione n. 147 del 30 luglio, prima di essere presentato al Consiglio comunale. Formalmente, infatti, quella della Giunta è la presentazione del DUP: le successive decisioni del Consiglio dovranno arrivare entro il 30 settembre.
Ed è proprio dentro questo documento che spunta un numero capace di parlare da solo: 38.733.450,82 euro. È il totale dei vecchi debiti verso il Comune già affidati alla macchina della riscossione. Dentro questa cifra, 6.360.826,46 euro sono indicati come sanzioni, indennità e interessi.
Non significa che Pomezia abbia 39 milioni di sola IMU o TARI non pagata, né che tutti quei soldi entreranno davvero in cassa. Significa però che negli anni si è accumulata una montagna di debiti verso il Comune di Pomezia, una parte dei quali molto vecchia e difficile da recuperare.
Il Comune di Pomezia punta davvero a circa 2,6 milioni
Ed è proprio qui che i numeri diventano ancora più interessanti.
Nel DUP viene ipotizzato, sulla base delle esperienze precedenti, che soltanto una parte dei debitori aderirà alle nuove possibilità di regolarizzazione.
Il documento parla inizialmente di un’adesione nell’ordine del 10%, ma poi costruisce il conto più prudente sull’8%, arrivando a una possibile entrata di 2.589.809,95 euro.
Il meccanismo è semplice: tolti dai quasi 38,7 milioni i 6,36 milioni di sanzioni, indennità e interessi indicati separatamente, restano circa 32,37 milioni. L’8% vale proprio circa 2,59 milioni.
Tradotto per chi non mastica bilanci: sulla carta ci sono quasi 39 milioni di debiti, ma il Comune di Pomezia considera realistico riuscire a riportarne in cassa, attraverso questa operazione, una quota molto più piccola.
Prima gli sconti: la Rottamazione quinquies
La prima strada è la Rottamazione quinquies, che riguarda i debiti comunali affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Nel DUP l’adesione e il parallelo regolamento comunale sulla definizione agevolata sono ancora descritti come proposte consiliari “in corso di approvazione”.
La questione è comunque arrivata in Aula: il Comune di Pomezia ha convocato un Consiglio straordinario-urgente il 30 luglio, mettendo ai primi due punti proprio la Rottamazione quinquies e il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali.
Il concetto è immediato: meglio incassare oggi il dovuto, rinunciando nei casi previsti a interessi e sanzioni, che lasciare quei debiti per altri anni nei cassetti del Comune.
Poi la stretta: case e banche dati al setaccio
Ma sarebbe un errore leggere questa operazione come un semplice condono generalizzato.
Accanto agli sconti, il DUP mette infatti nero su bianco anche il lato duro della strategia:
- censimento del territorio,
- verifica degli immobili,
- pulizia delle banche dati,
- riscossione forzata più efficace,
- contrasto all’evasione fiscale.
Il messaggio politico è chiaro: chi ha vecchi debiti può avere una strada per mettersi in regola, ma chi continua a non dichiarare o a non pagare rischia controlli più rapidi e una pressione molto maggiore da parte del Comune di Pomezia.
L’Amministrazione punta perfino a recuperare due o tre annualità di ritardo rispetto al sistema attuale, cercando di accorciare il tempo tra quando viene scoperto un debito e quando partono le azioni per riscuoterlo.
La macchina da 2,9 milioni era partita già nel 2024
Questa offensiva non nasce oggi. Già nel 2024 Pomezia aveva bandito una gara europea da 2.901.500 euro per affidare i servizi di supporto alla gestione delle entrate e alla riscossione forzata. Con l’appalto aggiudicato a Etruria Servizi Srl.
Dentro quella decisione non c’è soltanto il tentativo di recuperare soldi già dovuti e già conosciuti. C’è anche il lavoro per far emergere nuove posizioni, controllando territorio, immobili e banche dati fiscali.
Il nuovo DUP, quindi, non inventa la stretta: la rilancia e la rende una delle linee centrali dei prossimi anni.
Nel mirino soprattutto IMU e TARI
Nei prospetti di bilancio compare una previsione di 5 milioni di euro per il recupero dell’evasione IMU, alla quale si aggiunge l’attività sul fronte TARI.
Anche qui il punto va capito bene: una previsione non è un incasso. Quei soldi possono essere contestati, rateizzati, recuperati solo in parte o non arrivare affatto.
Ed è proprio questo il numero che conterà nei prossimi mesi: non quanti milioni il Comune di Pomezia riuscirà a chiedere ai cittadini e alle imprese, ma quanti riuscirà realmente a farsi pagare.
Il conto del passato arriva adesso
La maxi operazione della Giunta Felici racconta quindi anche una storia scomoda: se oggi esistono quasi 38,7 milioni di vecchi debiti verso il Comune, significa che nel corso degli anni si è accumulata una massa enorme di somme non pagate e non ancora incassate.
Lo stesso DUP riconosce che una parte di quei debiti è molto vecchia e difficile da recuperare. Per questo il Comune prova a chiudere almeno le posizioni ancora recuperabili, ridurre cause e procedure e trasformare numeri rimasti per anni sulla carta in denaro vero.
La strategia ha dunque due facce: fare pace con una parte del passato per incassare quello che si può e, contemporaneamente, impedire che nasca un’altra montagna da 39 milioni attraverso controlli più veloci e una riscossione più dura.
Ed è qui che si giocherà tutta la credibilità dell’operazione. Perché dopo rottamazioni, controlli, appalti e grandi annunci resterà una sola domanda che interessa davvero ai cittadini: di quei quasi 39 milioni di debiti, quanti soldi Pomezia riuscirà realmente a riportare nelle casse comunali?
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