L’uomo aveva ottenuto l’affidamento perché posizionato al 26° posto della graduatoria Il Comune di Latina nella graduatoria per gli alloggi popolari Ater fino a 45 metri quadrati.
Ora, un assegnatario rinuncia alla casa popolare che gli è stata destinata, la norma prevede che non possa rientrare nella stessa graduatoria, per cui non può averne un’altra in “sostituzione”.
Questo almeno che non presenti giustificazioni ritenute attendibili. Cosa che, per fortuna dell’uomo, è avvenuta in questo caso. La sua posizione in graduatoria non p stata quindi cancellata e potrà partecipare alla prossima assegnazione di alloggi.
L’immobile al 7° piano tornerà invece nella disponibilità dell’Ater di Latina e potrà essere assegnato al successivo nucleo familiare avente diritto.
La prima assegnazione e la rinuncia
La vicenda riguarda un alloggio di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Ater di Latina. L’abitazione era stata resa disponibile dall’azienda e il Comune di Latina aveva proceduto all’assegnazione il 14 luglio scorso.
Il destinatario si trovava al 26° posto utile della graduatoria relativa agli alloggi con una superficie fino a 45 metri quadrati. Il punteggio complessivo maturato era di 53 punti.
L’assegnazione era stata notificata il 15 luglio. In quella fase l’interessato aveva accettato l’immobile. Il giorno successivo, però, ha presentato una formale rinuncia.
Alla base della decisione non ci sarebbe stato un semplice ripensamento.
La richiesta è stata motivata con condizioni di salute incompatibili con la collocazione dell’abitazione a un piano alto. In particolare, l’alloggio si trova al settimo piano.
I motivi di salute documentati
La rinuncia è stata accompagnata da documentazione sanitaria specialistica.
Gli uffici comunali hanno esaminato la documentazione allegata alla richiesta e l’hanno verificata, conservandola nel fascicolo personale riservato.
Dagli atti emerge quindi che la decisione dell’assegnatario è stata considerata legata a una concreta esigenza di tutela della salute. La collocazione dell’appartamento è stata ritenuta oggettivamente non idonea alle sue condizioni fisiche.
Questo elemento è stato determinante per la decisione del Comune. L’amministrazione ha infatti distinto il caso da una rinuncia priva di giustificazione. La richiesta è stata considerata fondata su motivazioni documentate.
Il posto in graduatoria resta valido
Il punto centrale del provvedimento riguarda proprio il mantenimento in graduatoria.
Il Comune di Latina ha stabilito che la rinuncia all’immobile non comporterà la cancellazione dal circuito dell’assistenza abitativa.
L’interessato manterrà quindi il suo posto nella graduatoria generale definitiva vigente per gli alloggi fino a 45 metri quadrati. Il punteggio e la posizione maturati resteranno validi.
La conseguenza è che potrà essere preso in considerazione per una futura assegnazione. In quel caso, però, l’alloggio dovrà avere caratteristiche compatibili con le sue condizioni di salute.
Il provvedimento fa riferimento in particolare alla necessità che siano adeguate la collocazione dell’immobile, il piano e le condizioni di accessibilità.
L’obiettivo è evitare che una nuova assegnazione presenti le stesse criticità riscontrate nell’alloggio rifiutato.
L’alloggio torna disponibile
La rinuncia produce invece un effetto immediato sull’immobile già assegnato. Il Comune di Latina ha dichiarato la decadenza dalla precedente assegnazione e ha disposto la revoca dell’alloggio.
L’abitazione sarà quindi restituita al circuito delle disponibilità dell’Ater di Latina. L’azienda dovrà riacquisirla nella propria disponibilità e potrà destinarla allo scorrimento della graduatoria.
Questo significa che l’alloggio non resterà inutilizzato. Potrà essere proposto al successivo nucleo familiare che risulterà avente diritto secondo l’ordine della graduatoria.
Una decisione legata all’accessibilità
Il caso mette in evidenza anche il tema dell’adeguatezza degli alloggi di edilizia residenziale pubblica rispetto alle condizioni delle persone inserite nelle graduatorie.
L’assegnazione di un’abitazione non dipende soltanto dalla disponibilità di un immobile e dalla posizione ottenuta in graduatoria. In presenza di particolari esigenze, anche le caratteristiche concrete dell’alloggio possono diventare decisive.
Nel caso di Latina, la collocazione al settimo piano è stata ritenuta incompatibile con le condizioni fisiche documentate dall’assegnatario. Per questo motivo il Comune ha ritenuto possibile accogliere la rinuncia senza far perdere il diritto maturato.
Cosa avviene ora
Il provvedimento sarà comunicato all’Ater di Latina, che dovrà procedere alla riacquisizione dell’alloggio.
L’immobile potrà così essere destinato al successivo beneficiario individuato attraverso lo scorrimento della graduatoria.
All’interessato sarà invece notificata la decisione del Comune di Latina. La sua posizione nella graduatoria resterà valida.
La vicenda si chiude quindi con una rinuncia al singolo alloggio, ma non con la rinuncia all’assistenza abitativa. Il Comune di Latina ha riconosciuto le motivazioni sanitarie presentate e ha mantenuto il diritto dell’assegnatario a concorrere per un’abitazione più adatta.
Per il prossimo alloggio, la condizione indicata dall’amministrazione è chiara: dovrà essere strutturalmente e logisticamente compatibile con le esigenze di salute dell’interessato.




















