Nel 2025 c’era stata la richiesta di mediazione da un milione di euro presentata contro il Comune di Pomezia dall’unico proprietario di un immobile che ancora vive nel borgo. La motivazione della enorme cifra è: lesione e svalutazione del proprio immobile abitativo,.
L’uomo però, di recente, è venuto a mancare.
Per questo motivo ora la moglie, che è l’ultima abitante (insieme a una figlia) del borgo, ha promosso una seconda mediazione, questa volta sui “diritti reali”, chiamando al tavolo sia il Comune di Pomezia sia Nova Lavinium Srl.
Sono due procedimenti distinti e il milione di euro riguarda soltanto il primo ormai estinto insieme al proprietario scomparso.
Il Comune di Pomezia si siede al tavolo della mediazione
La mediazione, ricordiamo, è un metodo legale per risolvere un litigio tra due o più persone senza dover andare dal giudice in tribunale.
Con la Determinazione dirigenziale n. 1041 dell’11 agosto, il Comune di Pomezia ha deciso di aderire alla mediazione avanzata dalla proprietaria, affidando a un legale esterno il compito di assistere l’Ente.
La linea di Pomezia è chiara: partecipare al procedimento per contestare le richieste e far valere le proprie ragioni. L’atto non specifica, però, quale diritto reale venga rivendicato dalla donna, né individua catastalmente il bene interessato.
La presenza di Nova Lavinium rende comunque la vicenda particolarmente significativa: la società è da anni protagonista del complesso contenzioso che riguarda immobili, strade e aree interne del Borgo di Pratica di Mare.
Anche il Comune di Pomezia, in atti precedenti, è intervenuto sul tema della fruizione pubblica degli spazi e degli ostacoli presenti all’ingresso.
Insomma, un intreccio di soggetti e di interessi degno della più intricata soap opera.
Prima c’era stata la richiesta da un milione
Il precedente risale al 24 dicembre 2025.
Quel giorno il Comune di Pomezia acquisì al protocollo la proposta di mediazione del proprietario (poi scomparso), con una richiesta complessiva di 1.000.000 di euro per il presunto “danno da lesione e svalutazione del proprio immobile abitativo”.
È questo, e soltanto questo procedimento, quello al quale è possibile associare documentalmente la cifra del milione di euro.
L’uomo è poi morto nel marzo 2026. Il successivo procedimento promosso da dalla moglie presenta però un oggetto formalmente diverso: non viene indicata una richiesta risarcitoria, ma una controversia sui “diritti reali” contro Comune di Pomezia e Nova Lavinium.
Il documento pubblico non consente ancora di sapere se si tratti di proprietà, passaggio, servitù o di un altro diritto collegato all’immobile.
L’ultima famiglia rimasta nel Borgo
La storia della coppia che abita dentro Pratica di Mare era già diventata pubblica molto prima delle mediazioni.
Nel maggio 2024 la stampa locale descriveva l’uomo come l’ultimo abitante del Borgo insieme alla moglie. Poche settimane prima aveva anche inscenato una protesta davanti al Comune di Pomezia.
Al centro della protesta c’erano proprio le difficoltà che, secondo quanto riferito allora, la coppia incontrava nell’utilizzare liberamente le strade interne del Borgo, dentro il quale viveva e risiedeva.
La cronaca dell’epoca documentava la presenza di ostacoli all’accesso e inseriva la vicenda nella più ampia e annosa controversia sulla fruizione delle aree interne di Pratica di Mare.
Strade e piazze, una battaglia che viene da lontano
Il nodo delle strade del Borgo è stato più volte portato davanti ai giudici.
Nel gennaio 2024 il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 527, ritenne che Nova Lavinium non avesse raggiunto un livello probatorio sufficiente per dimostrare la propria proprietà esclusiva delle aree cortilizie e viarie interne.
La decisione riguardava però quello specifico contenzioso amministrativo e non equivale, da sola, a una definitiva attribuzione civilistica della proprietà delle strade.
Anche il Consiglio comunale di Pomezia è intervenuto negli anni sul tema, discutendo il ripristino della fruizione delle vie e la rimozione degli elementi che ne limitavano l’accesso.
Ora il nodo è capire cosa rivendica la proprietaria dell’immobile
Ed è qui che si concentra l’ultima vicenda.
La sequenza è oggettivamente particolare: prima una famiglia rimasta praticamente sola ad abitare nel Borgo denuncia pubblicamente difficoltà di accesso; poi il proprietario chiede un milione di euro sostenendo che il proprio immobile sia stato leso e svalutato.
Dopo la sua morte, la moglie apre un nuovo procedimento che chiama in causa direttamente Comune di Pomezia e Nova Lavinium e mette al centro i “diritti reali”.
Ma è proprio su questo ultimo punto che occorre fermarsi ai documenti: non è ancora pubblico il contenuto della domanda di mediazione della donna e quindi non è possibile affermare quale diritto rivendichi né quale sia il rapporto giuridico tra questa seconda iniziativa e quella da un milione di euro presentata in precedenza dal marito.
Una cosa, però, è ormai certa: la vicenda dell’ultima famiglia residente nel Borgo di Pratica di Mare non si è chiusa con la morte di del proprietario. Ad agosto 2026 è ancora aperta e adesso, accanto al Comune di Pomezia, al tavolo della mediazione compare direttamente anche Nova Lavinium.
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