È quanto ha deciso la Giunta guidata dalla sindaca Emanuela Colella con la delibera n. 209 del 13 agosto , dedicata alla conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino.
Dal sotterraneo al piano terra
I reperti, definiti dallo stesso Comune di «rilevante interesse storico e culturale», sono stati rinvenuti nel territorio di Ciampino nel corso degli ultimi vent’anni.
Al momento, sono custoditi nel locale interrato del Casale dei Monaci.
Il problema è scritto senza troppi giri di parole nell’atto: umidità, mancanza di scaffalature adeguate e microclima non ottimale impongono una soluzione diversa.
La Giunta indica quindi una sala al piano terra dello stesso Casale, da adeguare e mettere in sicurezza prima del trasferimento.
Tra i reperti archeologici principali rinvenuti a Ciampino e che verrà spostato figura anche un frammento di sarcofago romano in marmo bianco, datato tra il 130 e il 160 d.C., con Teti che reca le armi di Achille, ritrovato nell’area della Marcandreola.
È proprio questo prezioso frammento, testimonianza della ricchezza archeologica del territorio, che pubblichiamo nella foto principale di copertina
Dopo i Niobidi, un altro pezzo del problema archeologico
La decisione dello spostamento dei reperti mal conservati arriva pochi giorni dopo l’articolo pubblicato dal nostro giornale l’11 agosto sul destino dei Niobidi, scoperte nel 2012 nell’area del Muro dei Francesi-all’incrocio con la via dei Laghi e ancora senza una sede espositiva stabile nella città in cui furono ritrovati.

I principali marmi del gruppo sono oggi conservati al Santuario di Ercole Vincitore di Tivoli e alcune opere sono state esposte anche agli Uffizi.
Il Ministero della Cultura conferma che il gruppo fu rinvenuto a Ciampino nel 2012 e successivamente valorizzato a Tivoli.
Si tratta di due vicende collegate dal grande tema del patrimonio archeologico cittadino, ma materialmente distinte.
L’atto del Comune di Ciampino non pubblica purtroppo l’inventario completo dei reperti presenti nel deposito e non specifica né quanti siano né quali siano i pezzi di maggior pregio.
Il trasloco c’è, la casa definitiva ancora no
Qui sta il punto più significativo. Il Comune non si limita a ordinare una sistemazione migliore. Vuole creare anche uno spazio per inventariare, schedare e catalogare i materiali, affidando le attività tecnico-scientifiche a professionisti qualificati e mantenendo tutto sotto la vigilanza della Soprintendenza.
Ma il nuovo deposito al piano terra viene definito espressamente “sede temporanea”.
La destinazione finale resta ancora da costruire.
L’obiettivo del Comune di Ciampino è progettare una sala espositiva permanente o temporanea nella nuova biblioteca comunale, oppure in un’altra sede municipale ritenuta idonea.
La nuova biblioteca è proprio quella inserita nel recupero dell’ex Cantina Sociale, lo stesso complesso indicato anche nella programmazione comunale come possibile futuro spazio per l’esposizione archeologica.
Il Comune corre ai ripari, ma mancano ancora tempi e costi
La delibera è immediatamente eseguibile e affida agli uffici il compito di predisporre lavori, incarichi, catalogazione e futuro allestimento.
Ma nell’atto non compaiono ancora un costo complessivo, una data per il trasferimento, una data di apertura della futura sala né un inventario pubblico completo dei reperti.
Il confronto con i Niobidi rende il quadro ancora più evidente.
Ciampino possiede un patrimonio archeologico importante, ma continua a inseguire il problema della sua “casa”. I Niobidi, quattordici anni dopo la scoperta, sono ancora principalmente a Tivoli. Gli altri reperti devono invece lasciare un interrato giudicato non adeguato per trasferirsi, almeno per ora, appena un piano più sopra.
Il passo avanti esiste ed è concreto. Il Comune di Ciampino riconosce formalmente che l’attuale deposito non è più una soluzione sufficiente e dispone di intervenire.
Ma il vero traguardo sarà un altro: non semplicemente spostare i reperti da un locale a un altro, bensì dare finalmente al patrimonio archeologico di Ciampino una sede stabile, visitabile e degna del suo valore.
Leggi anche: Dopo 14 anni il tesoro dei Niobidi non trova ancora casa a Ciampino, ma il Comune ci riprova




















