Le strutture non risultano più funzionali al servizio di raccolta dei rifiuti e, secondo quanto riportato nell’atto pubblicato all’Albo pretorio, rappresentano oggi un problema sotto il profilo dell’igiene, della sicurezza e del decoro urbano.
Mentre i cittadini di altre città le invocano come soluzione alla raccolta dei rifiuti, chi le ha sperimentate fa clamorosamente marcia indietro.
L’abbaglio della finta differenziata
La raccolta differenziata porta vantaggi all’ambiente, al decoro della città, all’occupazione, alle tasche dei cittadini. Questi obiettivi sono stati tutti raggiunti in tutte le città d’Italia e d’Europea che hanno applicato una raccolta differenziata organizzata seriamente.
A Latina non è così.
Latina è rimasta una delle ultime città, insieme a Roma, ad avere ancora prevalenza di cassonetti in strada. E infatti Latina, come Roma, è sporca, la raccolta funziona male e costa tanto. Di conseguenza le tasse per i cittadini sono alte.
I politici si fanno abbindolare da proposte di istallazioni di pseudo isole ecologiche come quelle interrate appunto. Sono impianti che fanno la gioia solo di chi li vende, ma non servono assolutamente a migliorare la raccolta differenziata. Anzi, la peggiorano.
Creano solo grossi problemi di igiene e decoro e la percentuale di differenziata non cresce.
Il nostro giornale lo dice da decenni: l’unica raccolta differenziata che funziona e che fa raggiungere quei risultati positivi prima descritti è quella Porta a Porta.
Ma va fatta bene. Ampliando il servizio a tutta la città, educando i cittadini, infliggendo le multe a chi non la applica.
Tutte le città che l’hanno introdotta seriamente hanno avuto lo stesso ciclo: all’inizio tutto sembra un po’ difficile e costoso. Poi ci si accorge che separare bene carta, vetro, metalli e altro porta soldi e fa risparmiare. La città diventa meno maleodorante, paga meno per lo smaltimento rifiuti, incassa di più vendendo il materiale differenziato, e, non ultimo, diventa più facile scovare gli evasori.
Queste isole ecologiche interrate funzionano, ma solo nei posti dove la differenziata Porta a porta viene fatta bene da decenni. Funzionano, cioè, solo se il cittadino è stato già educato.
A Latina non è così.
Un incarico da 1.500 euro
Ora bisognerà spendere soldi per rimuoverle. Soldi da aggiungere a quelli spesi per installarle, a quelli persi per questi anni di mancata differenziata. Tutti soldi che devono uscire dalle tasche dei cittadini.
Prima di procedere con gli interventi sarà necessario definire nel dettaglio modalità e costi della rimozione.
Per questo l’amministrazione ha deciso di affidare all’esterno la redazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica.
L’incarico è stato affidato all’ingegnere Giorgio Onori, professionista con sede a Latina.
Il professionista dovrà occuparsi della progettazione preliminare dell’intervento. Il compenso stabilito dal Comune è di 1.500 euro, a cui si aggiungono il contributo Inarcassa del 4%, pari a 60 euro, e l’Iva al 22 per cento, pari a 343,20 euro.
La spesa complessiva ammonta quindi a 1.903,20 euro. L’importo sarà coperto attraverso le risorse previste dal Piano economico finanziario del servizio di igiene urbana per il periodo 2026-2029.
L’affidamento è stato effettuato direttamente, considerato il valore contenuto dell’incarico.
Il Comune di Latina ha ritenuto congrua l’offerta presentata dal professionista e ha proceduto con l’affidamento dopo aver verificato la regolarità contributiva e la documentazione richiesta.
Prima la progettazione, poi la rimozione
L’intervento non riguarda quindi ancora la rimozione fisica delle tre strutture. Il primo passaggio sarà la definizione del progetto necessario a stabilire come intervenire.
Il documento dovrà tenere conto dello stato dei luoghi e delle caratteristiche delle strutture interrate.
Sarà inoltre necessario verificare la presenza di eventuali interferenze con i sottoservizi.
Il professionista dovrà individuare le modalità tecniche per rimuovere le isole ecologiche e ripristinare le aree interessate.
Il progetto servirà anche a quantificare con maggiore precisione i costi dell’intervento successivo.
In questa fase il Comune di Latina ha quindi scelto di affidare all’esterno le competenze tecniche necessarie, considerando anche i carichi di lavoro e le risorse disponibili all’interno del Dipartimento IX Ambiente.
Le tre strutture sono ormai dismesse
Il sindaco di Latina Matilde Celentano ha dichiarato:
“È in corso da parte di questa amministrazione un’azione concreta e progressiva per eliminare i simboli di degrado che per decenni hanno caratterizzato alcune aree della nostra città, restituendo decoro ai cittadini.
Pochi giorni fa sono terminate le operazioni di rimozione e smantellamento delle sovrastrutture del vecchio distributore di carburante di via Carducci, un’area dismessa da anni e che si trovava in una condizione di grave abbandono.
Si tratta di un intervento che abbiamo fortemente voluto perché quella struttura, nel cuore della città, era diventata ormai un vero e proprio simbolo di incuria e di degrado urbano, oltre a rappresentare una situazione non più compatibile con le esigenze di igiene, sicurezza e decoro di un’area così centrale.
Compiamo ora un ulteriore passo nella stessa direzione. Con la determina pubblicata ieri è stato, infatti, affidato l’incarico professionale per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica finalizzato all’eliminazione delle tre isole ecologiche interrate presenti nel centro cittadino.
Sono opere realizzate nell’ambito di un progetto risalente al 2012 e che oggi non risultano più funzionali ai servizi di raccolta dei rifiuti.
La loro permanenza costituisce un elemento di criticità rispetto ai requisiti di igiene, sicurezza e decoro urbano e, proprio per questo, abbiamo ritenuto necessario intervenire con una progettazione specifica che consenta di arrivare alla loro eliminazione.
Non si tratta di interventi isolati, ma di un percorso preciso che questa amministrazione sta portando avanti: intervenire su situazioni che si sono trascinate per anni, affrontare i problemi invece di lasciarli irrisolti e restituire progressivamente alla città spazi più ordinati, sicuri e decorosi.
Analoghe azioni volte a restituire il decoro urbano sono in programma sulle rotatorie della città, con progetti simili a quello portato a termine in via Don Torello con un progetto di riqualificazione grazie ad una sponsorizzazione, nonché nei borghi e nelle aree periferiche della città.
Il nostro obiettivo è eliminare quelle situazioni che nel tempo sono diventate sinonimo di abbandono e di mancanza di decoro urbano. La rimozione del vecchio distributore di via Carducci e l’avvio della progettazione per eliminare le isole ecologiche interrate rappresentano due tasselli di un’unica strategia: cancellare progressivamente i segni del degrado e restituire decoro e sicurezza alla nostra città”.
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