Le analisi effettuate da Arpa Lazio sui campioni raccolti durante il sopralluogo del 12 agosto hanno infatti rilevato valori conformi ai limiti previsti dalla normativa per quanto riguarda la presenza dei due più pericolosi batteri: Escherichia coli ed Enterococchi.
C’è un forte sospetto, invece, che il colpevole della moria possa essere una microalga tossica per i pesci, anche se, per averne la certezza, bisognerà attendere ancora qualche giorno.
Nei campioni prelevati è stata infatti riscontrata una presenza particolarmente elevata di alcune microalghe. Una di queste, in particolare, può provocare la morte di pesci e invertebrati.

Mare in difficoltà: chiazze marroni e moria di pesci
È una estate tribolata quella che stanno avendo i bagnanti del litorale laziale.
Con il caldo fuori la norma e l’acqua del mare uguale al classico “brodo”, prima l’acqua ha iniziato a tingersi con macchie marroni, ma per fortuna si trattava solo di un’alga non tossica, poi sono arrivati anche i pesci morti sulla spiaggia.
Il fenomeno era stato infatti segnalato da numerosi cittadini, che avevano riferito di aver visto numerosi pesci morti in diversi punti del litorale del territorio comunale.
Per verificare la situazione, mercoledì 12 agosto i tecnici di Arpa Lazio hanno effettuato un sopralluogo insieme al personale della Asl Roma 6, Servizio Veterinario Sanità Animale.
Nel corso dei controlli sono stati effettivamente trovati alcuni esemplari di alaccia, la Sardinella aurita Valenciennes, morti. Sul posto, però, non è stato possibile stabilire subito la causa della morte.

Asterionellopsis glacialis, l’alga ‘buona’ presente in quantità elevate
I tecnici di Arpa Lazio hanno quindi raccolto campioni di acqua di mare e di fitoplancton. Le analisi sono state successivamente eseguite nei laboratori dell’Agenzia.
Sul fronte microbiologico, i risultati sono rassicuranti. Arpa Lazio comunica che, in entrambi i campioni di acqua analizzati,
«i valori dei parametri microbiologici risultano conformi ai valori limite previsti dalle norme in materia di balneazione».
L’attenzione si è invece concentrata sulla composizione del fitoplancton.
In entrambi i campioni è stata rilevata una fioritura di Asterionellopsis glacialis. Le concentrazioni registrate sono state di 4.675.688 cellule per litro in un campione e di 7.561.256 cellule per litro nell’altro.
La specie rappresentava rispettivamente il 70 e il 79 per cento del fitoplancton complessivamente rilevato nei due campioni.
Arpa Lazio precisa che si tratta di una diatomea (alga microscopica) per la quale «non ha tossicità segnalata».
La sua presenza, quindi, non viene indicata dall’Agenzia come direttamente responsabile della moria osservata lungo la costa.
Akashiwo sanguinea, l’alga “cattiva”, principale indiziata
Un quadro diverso emerge per un’altra specie individuata nei campioni.
Si tratta di Akashiwo sanguinea, un dinoflagellato presente in quantità significative, cioè un piccolo organismo formato da una sola cellula, con una coda, che vive soprattutto nel mare.

Le analisi hanno rilevato 339.703 cellule per litro nel primo campione e 564.899 nel secondo.
È proprio questa microalga a rappresentare uno degli elementi di maggiore interesse per comprendere quanto accaduto ad Ardea.
Arpa Lazio spiega infatti che l’Akashiwo sanguinea
«può determinare morie di pesci ed invertebrati per anossia e produzione di tossine che influenzano altri organismi planctonici».
La specie può inoltre avere effetti sulle caratteristiche dell’acqua. Secondo quanto rilevato dall’Agenzia, infatti,
«rilascia tensioattivi solubili in acqua, con conseguente produzione di schiuma».
La presenza contemporanea delle due specie e le concentrazioni rilevate costituiscono quindi un elemento importante per l’interpretazione del fenomeno.
Non significa però, allo stato attuale delle verifiche, che sia stata definitivamente individuata la causa della moria.
I pesci inviati all’Istituto zooprofilattico
Per arrivare a un quadro completo serviranno anche gli esiti degli accertamenti effettuati direttamente sugli animali. Durante il sopralluogo del 12 agosto, il personale della Asl Roma 6 ha infatti raccolto alcuni esemplari di pesci morti.
I campioni sono stati inviati all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Lazio e Toscana, dove sono ancora in corso le analisi.
Gli accertamenti potranno fornire ulteriori elementi per capire se la morte degli esemplari sia compatibile con il fenomeno di proliferazione delle microalghe rilevato nell’acqua.
Per il momento, dunque, le analisi ambientali hanno escluso valori microbiologici fuori dai limiti previsti per la balneazione, ma hanno evidenziato un fenomeno di fioritura algale che merita ulteriori verifiche.
Le verifiche proseguono sul litorale di Ardea
L’indagine sul fenomeno coinvolge più soggetti.
Arpa Lazio si sta occupando degli aspetti ambientali e delle analisi dell’acqua e del fitoplancton.
La Asl Roma 6, attraverso il Servizio Veterinario Sanità Animale, ha invece effettuato i prelievi degli esemplari di pesce. Gli accertamenti sugli animali sono ora affidati all’Istituto zooprofilattico.
La collaborazione tra le diverse strutture servirà a mettere insieme i risultati delle analisi. Lo stesso ente regionale sottolinea che le attività di verifica condotte da Arpa, Asl e Istituto zooprofilattico
«consentiranno di stabilire un quadro complessivo della situazione e di comprendere quindi le cause del fenomeno».
I risultati degli ulteriori esami saranno resi disponibili non appena conclusi.
La moria aveva interessato diverse spiagge di Ardea e litorali limitrofi ed era stata accompagnata dalle numerose segnalazioni dei cittadini.
Il sopralluogo ha permesso di confermare la presenza di pesci morti e di raccogliere i campioni necessari agli accertamenti. Le prime analisi spostano ora l’attenzione sulla componente biologica dell’acqua e, in particolare, sulla presenza di Akashiwo sanguinea.
Resta invece da chiarire il ruolo preciso della fioritura algale nel fenomeno osservato. Per questo saranno decisivi gli esiti delle analisi sui pesci e gli ulteriori elementi che potranno emergere dagli accertamenti in corso.
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