L’amministrazione ha affidato la difesa all’avvocato Mario Marcellini, inserito nell’Albo degli avvocati del Comune per il contenzioso amministrativo.
Il costo dell’incarico è stimato in circa 8mila euro. La decisione arriva dopo il decreto cautelare con cui lo stesso TAR del Lazio ha imposto al Comune di Nettuno di intervenire per garantire l’accesso in sicurezza a un tratto di spiaggia.
Il ricorso dei comitati
La vicenda nasce da una diffida inviata il 19 gennaio 2026 al Comune di Nettuno e alle altre amministrazioni coinvolte.
Codacons, Comitato dei Mille e Dialogo avevano chiesto interventi per garantire la libera fruizione dell’arenile e condizioni di sicurezza per cittadini e bagnanti.
Secondo le associazioni, alle richieste non sarebbe seguita una risposta adeguata. Da qui la scelta di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale contestando il cosiddetto silenzio-inadempimento delle amministrazioni.
La controversia riguarda in particolare alcuni accessi al mare che, secondo i ricorrenti, non sarebbero utilizzabili in condizioni adeguate di sicurezza. Tra le zone interessate c’è anche quella di via Gramsci.
Il decreto cautelare del Tribunale
Il primo passaggio giudiziario è arrivato il 24 luglio. Con un decreto presidenziale, il TAR del Lazio ha accolto l’istanza cautelare presentata dalle associazioni e ha disposto un intervento da parte del Comune di Nettuno.
In pratica il giudice ha dato momentaneamente ragione ai comitati, in attesa che arrivi la sentenza di merito.
Il giudice ha rilevato che la situazione descritta nel ricorso richiede una risposta in tempi brevi. Nel provvedimento viene richiamato l’interesse pubblico e collettivo alla fruizione del demanio marittimo in condizioni di sicurezza.
Il decreto ha quindi imposto all’amministrazione comunale di adottare le misure necessarie per consentire l’accesso all’arenile nel tratto interessato.
Si tratta di una misura cautelare e non della decisione definitiva sul ricorso. L’ordinanza collegiale è attesa dopo la Camera di consiglio fissata per il 4 settembre.
I comitati: «Possibili tre accessi al mare»
Il provvedimento è stato accolto favorevolmente dai comitati che hanno promosso il ricorso. Secondo il Comitato dei Mille, la decisione del TAR potrebbe consentire di intervenire già nell’immediato su alcuni punti del litorale.
Il Comitato sostiene di avere individuato tre possibili passaggi che potrebbero essere aperti dal Comune.
Simone Massari, del Comitato dei Mille e Dialogo, ha contestato la gestione della vicenda da parte dell’amministrazione:
«L’Amministrazione ha ignorato le diffide, non ha risposto e non ha affrontato un problema che riguarda la sicurezza e l’uso di un bene pubblico essenziale».
Per i promotori dell’iniziativa, il decreto rappresenta anche un riconoscimento del ruolo svolto dai comitati nella segnalazione di una questione che riguarda l’uso di un bene pubblico.
Il Comitato dei Mille sottolinea:
«Il provvedimento rappresenta un’affermazione di legalità e un monito contro l’inerzia amministrativa, valorizzando il ruolo dei comitati civici nella difesa dei beni comuni. Inoltre i Comitati hanno individuato e segnalato tre possibili passaggi che potrebbero essere immediatamente aperti dal Comune».
Il Comune di Nettuno sceglie di difendersi
Dopo il decreto cautelare, l’amministrazione di Nettuno ha deciso di costituirsi formalmente nel procedimento. L’obiettivo è difendere l’operato dell’ente davanti al TAR del Lazio e far valere le proprie ragioni nella fase collegiale del giudizio.
La scelta è stata motivata anche dalla complessità della vicenda.
Il Comune di Nettuno ritiene necessario intervenire nel procedimento per rappresentare la propria posizione sui diversi profili amministrativi e sulle richieste formulate dalle associazioni.
La decisione arriva a poche settimane dall’udienza del 4 settembre. Per questo l’amministrazione ha considerato urgente procedere alla nomina del legale.
La scelta è ricaduta sull’avvocato Mario Marcellini, professionista iscritto alla sezione dell’Albo comunale dedicata al contenzioso amministrativo.
Nell’atto viene evidenziata la sua competenza nella materia e la disponibilità a occuparsi del fascicolo anche durante il periodo estivo.
Incarico da circa 8mila euro
La Giunta ha autorizzato il Comune a resistere nel giudizio promosso da Codacons, Comitato dei Mille e Dialogo. Allo stesso tempo ha individuato Marcellini come legale incaricato della rappresentanza e della difesa dell’ente.
Gli uffici dovranno ora completare gli atti necessari per il conferimento dell’incarico e per la costituzione davanti al TAR del Lazio.
La spesa prevista per l’attività professionale è indicata nell’atto in circa 8mila euro. L’importo dovrà essere formalizzato attraverso gli atti successivi del servizio legale.
Il Comune di nettuno, dunque, non intende accogliere senza contraddittorio le richieste avanzate dai comitati.
La scelta di costituirsi in giudizio apre ora una nuova fase della vicenda, nella quale l’amministrazione potrà esporre la propria posizione davanti ai giudici amministrativi.
La prossima data decisiva è quella del 4 settembre 2026. In quella giornata i giudici esamineranno collegialmente la domanda cautelare.
Il decreto presidenziale del 24 luglio, infatti, aveva previsto una prima misura urgente in attesa della valutazione da parte del collegio.
Un successivo provvedimento del 4 agosto ha inoltre respinto la richiesta di revoca del decreto cautelare e ha confermato la Camera di consiglio.
Nel frattempo, resta quindi in vigore quanto disposto dal TAR nella fase cautelare. Il Comune di Nettuno deve intervenire per garantire l’accesso sicuro al tratto di arenile interessato dal ricorso.
È già fissata anche un’ulteriore udienza in Camera di consiglio per il 27 ottobre 2026. Il procedimento resta dunque aperto e la questione degli accessi alle spiagge di Nettuno sarà ancora al centro del confronto tra le associazioni, l’amministrazione comunale e le altre istituzioni coinvolte.
La questione degli accessi resta al centro
Il punto centrale della controversia è la possibilità per i cittadini di raggiungere il demanio marittimo attraverso accessi sicuri.
I comitati sostengono che alcune situazioni immobiliari presenti sul litorale abbiano limitato la fruizione dell’arenile e chiedono interventi concreti.
I legali del Codacons Carlo Rienzi, Gino Giuliano, Valentina Colarusso e Mariangela Servino hanno accolto positivamente il primo provvedimento del TAR. Secondo il collegio difensivo, il decreto «mette un punto fermo» sulla necessità di affrontare la questione.
Gli avvocati sostengono inoltre che
«le spiagge appartengono alla collettività e la fruizione in sicurezza è un diritto inalienabile».
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