La Corte di Giustizia Tributaria ha respinto l’appello dell’amministrazione di Aprilia contro la decisione di primo grado che aveva annullato un avviso di accertamento relativo al 2020.
La somma richiesta dal Comune di Aprilia, tra imposta, sanzioni e altri oneri, ammontava complessivamente a 676.208 euro.
Al centro della controversia ci sono gli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Ater di Latina, assegnati a famiglie in condizioni di disagio abitativo.
La contestazione del Comune di Aprilia
L’avviso di accertamento era stato emesso dal Comune di Aprilia per il mancato pagamento dell’Imu relativa agli immobili.
L’amministrazione aveva sostenuto che gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non potessero essere considerati automaticamente come “alloggi sociali” ai fini dell’esenzione dall’imposta.
Secondo la posizione sostenuta dal Comune di Aprilia, per gli immobili appartenenti al patrimonio degli ex Iacp sarebbe stata applicabile soltanto la detrazione Imu prevista per questo tipo di patrimonio, pari a 200 euro.
L’amministrazione aveva inoltre contestato la documentazione prodotta per dimostrare il possesso dei requisiti necessari all’esenzione.
In particolare, secondo il Comune di Aprilia, non sarebbe stata fornita una prova sufficientemente analitica delle caratteristiche dei singoli immobili.
Un’altra contestazione riguardava la dichiarazione Imu. L’amministrazione sosteneva che l’eventuale beneficio fiscale fosse venuto meno a causa della mancata o incompleta presentazione della dichiarazione.
La difesa dell’Ater
L’Ater di Latina ha invece difeso la decisione già favorevole ottenuta in primo grado.
La posizione dell’azienda è stata chiara: gli immobili in questione possiedono le caratteristiche previste per essere considerati alloggi sociali e, quando vengono utilizzati come abitazione principale dagli assegnatari, possono beneficiare dell’esclusione dall’Imu.
Una tesi che la Corte tributaria ha ritenuto fondata.
I giudici hanno infatti respinto le contestazioni del Comune di Aprilia e confermato l’annullamento dell’avviso di accertamento.
Conta la destinazione dell’immobile
Per la Corte, ai fini dell’esenzione, non è decisiva la natura pubblica o privata del proprietario dell’immobile.
L’esenzione, quindi, non deriva semplicemente dal fatto che gli immobili appartengano a un ente pubblico o a un soggetto che gestisce l’edilizia residenziale pubblica.
A fare la differenza sono le caratteristiche dell’immobile e la sua effettiva destinazione.
Nel caso esaminato, la documentazione già prodotta nel giudizio di primo grado aveva dimostrato che gli appartamenti erano destinati a civile abitazione e utilizzati come abitazione principale dai rispettivi conduttori.
Ma non solo. Gli immobili svolgevano anche una precisa funzione sociale, quella di contrastare il disagio abitativo.
Erano stati realizzati dall’ex Iacp con contributi pubblici e successivamente assegnati attraverso provvedimenti del Comune di Aprilia a famiglie indigenti.
Elementi che, secondo i giudici, sono sufficienti a ricondurre gli immobili alla categoria degli alloggi sociali prevista dalla normativa, che contempla l’esenzione.
Confermato l’annullamento dei 676mila euro
La decisione della Corte tributaria conferma quindi l’annullamento dell’avviso emesso dal Comune di Aprilia per il 2020. L’amministrazione non potrà ottenere le somme richieste con quell’accertamento, pari a 676.208 euro complessivi.
La sentenza mette così un punto al secondo grado di giudizio sulla controversia, dando ragione all’Ater di Latina.
Il principio ribadito dalla Corte è destinato ad avere un peso anche oltre il singolo procedimento.
Nel caso degli alloggi destinati alle famiglie in condizioni di disagio, infatti, l’esenzione Imu viene collegata soprattutto alla funzione concretamente svolta dagli immobili e al loro utilizzo come abitazione principale.
Per Aprilia, invece, la decisione rappresenta una battuta d’arresto sul fronte delle entrate tributarie.
Per il futuro, milioni di euro in meno in cassa
L’accertamento da oltre mezzo milione di euro, dopo essere stato annullato in primo grado, è stato ora definitivamente respinto anche dalla Corte di Giustizia Tributaria in sede d’appello.
E il Comune di Aprilia dovrà rinunciare all’IMU del 2020 e a quella di tutti gli anni a seguire, sempre che le caratteristiche di qugli immobili non mutino nel tempo.
Parliamo di una cifra notevole, certamente di svariati milioni di euro che non entreranno nella casse comunali.


















