I documenti ufficiali di Regione Lazio e RFI, infatti, descrivono già l’ipotesi di spostarla verso il liceo Volterra e trasformarla in una vera stazione ferroviaria e punto d’incrocio. Ma per conoscere la data dei lavori bisognerà ancora aspettare.
La novità torna infatti nel DUP 2027-2029 predisposto dalla Giunta Colella il 30 luglio 2026 e trasmesso al Consiglio comunale per l’approvazione.
Il DUP riapre ufficialmente il dossier Sassone
Nel documento il Comune di Ciampino utilizza parole piuttosto nette. Tra gli interventi sulla mobilità indica la necessità di “ripristinare i rapporti con i tecnici della rete ferroviaria” per trovare una soluzione allo stato di “parziale inaccessibilità della fermata FS Sassone”.
Dietro quelle poche righe c’è però un progetto molto più grande, già arrivato formalmente sul tavolo di Rete Ferroviaria Italiana Spa (RFI) e formalizzato nero su bianco in un documento che il nostro giornale vi può mostrare: spostare l’attuale fermata a 700 metri di distanza e trasformarla in un nuovo punto d’incrocio sulla linea Ciampino-Albano Laziale.

RFI ha già dichiarato di avere avviato analisi sulla ricollocazione.
Ed è proprio l’incrocio fra gli atti di Comune di Ciampino, Regione Lazio e RFI a rendere l’ipotesi dello spostamento ben più di una semplice suggestione.
Il Comune di Ciampino riapre nel DUP il nodo della parziale inaccessibilità di Sassone; la Regione Lazio ha formalizzato a RFI la proposta di trasferire la fermata e trasformarla in punto d’incrocio; RFI, a sua volta, ha indicato la delocalizzazione come già condivisa con il territorio e, nel monitoraggio successivo, ha registrato interlocuzioni e approfondimenti preliminari di potenzialità.
Non esistono ancora un progetto esecutivo né una data di cantiere, ma l’ipotesi di trasferimento è quindi tracciata in più documenti ufficiali e su più livelli istituzionali.
A giugno RFI ha già fatto eseguire indagini a Sassone
C’è poi un elemento freschissimo. Il 22 giugno scorso, poco più di un mese prima del DUP, sulla fermata Sassone sono state effettuate indagini e lavori di ripristino dalla società I.GEO per conto di RFI, tanto che il Comune di Ciampino aveva modificato temporaneamente la viabilità di via dell’Acqua Acetosa.
L’atto non specifica però che quelle indagini riguardassero direttamente il trasferimento della fermata. È quindi corretto considerarle un’attività concreta di RFI sull’impianto, non ancora la prova dell’avvio progettuale o del cantiere della nuova Sassone.
La nuova stazione dovrebbe sorgere vicino al Volterra
La proposta presentata dalla Regione Lazio a RFI individua con buona precisione la nuova collocazione: nelle vicinanze del liceo scientifico Vito Volterra, spostandosi quindi nel tratto compreso tra le attuali fermate di Acqua Acetosa e Sassone.
La futura stazione dovrebbe essere accessibile sia da via dell’Acqua Acetosa sia da via dei Laghi, con infrastrutture adeguate agli standard per le persone a ridotta mobilità.
È l’esatto contrario dell’attuale situazione: la vecchia Sassone viene descritta nella documentazione regionale come accessibile soltanto dal lato di via dell’Acqua Acetosa e priva di parcheggi nelle immediate vicinanze.
Arriverebbe anche un parcheggio di scambio
Per i cittadini il cambiamento sarebbe quindi molto concreto.
Una fermata più vicina al grande polo scolastico, raggiungibile da entrambi i lati della ferrovia e accompagnata da un parcheggio di scambio previsto dalla pianificazione comunale.
Il progetto punta a trasformare Sassone da semplice punto di salita e discesa a vero nodo della mobilità locale, collegando ferrovia, auto, studenti e quartieri oggi separati dalla linea.
Ma la parte più importante riguarda quello che potrebbe succedere sui binari.
Da un treno l’ora a due
La Ciampino-Albano è a binario unico.
Creando a Sassone una vera stazione con doppio binario, un nuovo punto, quindi, dove i convogli possano incrociarsi, la Regione Lazio ritiene possibile aumentare sensibilmente la capacità della linea.
La scheda trasmessa a RFI indica un obiettivo molto preciso: passare dall’attuale modello di un treno l’ora a due treni l’ora per ogni senso di marcia, con un programma di esercizio fino a due collegamenti orari tra Roma e Albano Laziale.
Il progetto, dunque, non riguarda soltanto qualche centinaio di metri di spostamento: potrebbe incidere sull’intera ferrovia dei Castelli.
RFI la considera una priorità, ma il cantiere non ha ancora una data
E qui arriviamo al “quando”.
Nel processo di valutazione RFI pubblicato nel 2025, lo spostamento di Sassone e la trasformazione in punto d’incrocio risultano classificati come intervento di “Massima priorità” nell’ambito degli studi sull’efficientamento degli impianti.
“Massima priorità”, però, non significa lavori imminenti. La documentazione RFI continua a collocare l’opera tra quelle da approfondire e la proposta originaria precisa che la delocalizzazione non era compresa nell’Accordo Quadro TPL vigente.
Ad oggi non risultano quindi pubblicati un costo definitivo, un finanziamento assegnato, un progetto esecutivo o una data di apertura del cantiere.
Sassone dopo il precedente Casabianca
Ciampino si trova così davanti al secondo possibile trasloco ferroviario nel giro di pochi chilometri.
Lo stesso DUP conferma infatti che il grande sottopasso di Casabianca, avviato dal Comune nel 2015 e finanziato dalla Regione nel 2017 con 13 milioni di euro, comporterà anche lo spostamento della relativa fermata nella zona 167, tra via Genova e via Napoli.

Sono due operazioni differenti: Casabianca è legata principalmente alla nuova viabilità e al sottopasso; Sassone nasce invece dall’esigenza di migliorare accessibilità e capacità della linea.
Due fermate da spostare, una città che cambia sui binari
La fotografia che emerge dal nuovo DUP è quindi molto più ampia di quanto possa sembrare. Nel giro di pochi anni due fermate ferroviarie di Ciampino potrebbero cambiare posizione.
Per Casabianca la nuova collocazione è già indicata tra via Genova e via Napoli. Per Sassone il disegno guarda invece al liceo Volterra, tra via dell’Acqua Acetosa e via dei Laghi, con parcheggio di scambio e una vera stazione capace di far incrociare i treni.
Il dossier Sassone ha quindi già superato la fase della semplice idea: Regione Lazio ha formalizzato la proposta di spostamento e trasformazione in punto d’incrocio, RFI l’ha inserita nei propri monitoraggi e classificata tra gli interventi a massima priorità di studio, mentre il Comune nel DUP del 30 luglio 2026 riapre ufficialmente il tema dell’accessibilità della fermata.
Manca però ancora la risposta che pendolari e residenti aspettano più di tutte: quando partiranno davvero i lavori? Per ora, negli atti pubblici, quella data non c’è.
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