La ricostruzione degli investigatori ha fatto emergere una vicenda pianificata nei dettagli.
La messinscena avrebbe inoltre provocato un ingiustificato allarme e l’interruzione di un pubblico servizio, con l’intervento delle pattuglie e del personale sanitario.
La chiamata per l’investimento
L’indagine è partita da una richiesta di emergenza arrivata alla centrale. La segnalazione parlava di un pedone investito da un’auto lungo una strada del centro urbano di Cisterna.
Gli agenti della Polizia locale sono arrivati sul posto per effettuare i primi accertamenti sulla dinamica dell’incidente.
Fin dai primi momenti, però, la ricostruzione presentata dalle persone coinvolte ha mostrato alcuni elementi poco convincenti.
A insospettire gli investigatori è stato soprattutto il comportamento della persona indicata come il pedone investito.
Il comportamento che ha insospettito
Nonostante la segnalazione di un incidente che avrebbe potuto provocare lesioni, il presunto ferito ha rifiutato l’intervento e le cure del personale del 118.
Il presunto pedone investito ha scelto invece di essere accompagnato direttamente in ospedale dal conducente del veicolo che, secondo la prima ricostruzione, lo avrebbe investito.
La circostanza ha spinto gli agenti ad approfondire gli accertamenti. Anche le dichiarazioni raccolte sul posto non hanno contribuito a chiarire la dinamica.
I testimoni ascoltati dagli investigatori hanno infatti fornito versioni tra loro contrastanti.
Le incongruenze hanno riguardato diversi aspetti della vicenda e hanno fatto sorgere ulteriori dubbi sulla reale dinamica dell’incidente.
Le immagini delle telecamere
A quel punto la Polizia locale di Cisterna ha deciso di verificare quanto accaduto attraverso i sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
Gli investigatori hanno acquisito e analizzato sia le immagini delle telecamere comunali sia quelle provenienti da impianti privati.
Il materiale raccolto ha permesso di ricostruire gli spostamenti delle persone coinvolte e di confrontarli con la versione fornita agli agenti.
Secondo quanto emerso dalle immagini, il presunto investimento non sarebbe stato un incidente casuale. I tre soggetti avrebbero infatti pianificato l’azione, coordinando i propri spostamenti prima di raggiungere il luogo stabilito.
I tre sarebbero arrivati a bordo di veicoli distinti per poi mettere in scena il finto investimento. La sequenza documentata dalle telecamere avrebbe quindi smentito la ricostruzione iniziale fornita agli investigatori.
Dichiarazioni incompatibili con gli accertamenti
Il quadro investigativo è stato ulteriormente rafforzato dagli accertamenti successivi.
Le dichiarazioni rese dai sospettati durante le audizioni formali sono state giudicate contraddittorie e incompatibili con gli elementi oggettivi raccolti.
Gli investigatori hanno confrontato le dichiarazioni con i rilievi tecnici, la sequenza temporale degli eventi e la documentazione sanitaria acquisita nel corso delle indagini.
Da questo confronto sarebbero emerse ulteriori discrepanze. Gli elementi raccolti hanno portato così gli agenti a contestare ai tre una condotta organizzata e finalizzata alla simulazione del sinistro.
La denuncia a piede libero
Al termine degli accertamenti, i tre sono stati denunciati a piede libero all’Autorità giudiziaria.
Le accuse contestate riguardano il concorso nella simulazione del sinistro stradale, il procurato allarme e l’interruzione di pubblico servizio.
La vicenda non avrebbe infatti prodotto soltanto una falsa rappresentazione dell’incidente.
La segnalazione ha determinato l’attivazione dei servizi di emergenza e l’invio sul posto delle pattuglie della Polizia locale.
Le risorse impiegate sono state quindi sottratte, per il tempo necessario agli interventi e agli accertamenti, alle ordinarie attività di controllo e tutela della sicurezza pubblica.
Le indagini della Polizia locale
L’attività investigativa ha consentito di ricostruire la vicenda partendo proprio dagli elementi che non coincidevano con la prima versione dei fatti.
Il comportamento del presunto ferito, le testimonianze contrastanti e le immagini della videosorveglianza sono stati determinanti per mettere in discussione la dinamica inizialmente segnalata.
L’analisi complessiva degli elementi raccolti ha poi portato alla denuncia dei tre soggetti.
Ora la vicenda è all’attenzione dell’Autorità giudiziaria, alla quale spetterà valutare gli elementi raccolti e le responsabilità delle persone denunciate.
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