L’amministrazione ha ritenuto opportuno presentare appello al Consiglio di Stato, ultimo grado della giustizia amministrativa, contro la decisione dei giudici che avevano accolto il ricorso di un residente e annullato il provvedimento autorizzativo.
Al centro della vicenda non ci sono i limiti sulle emissioni elettromagnetiche, ma le modalità con cui è stata valutata la scelta dell’area destinata all’antenna.
Il Comune di Ardea sceglie di andare avanti
La decisione di valutare l’appello è arrivata dopo la trasmissione agli uffici competenti della sentenza del TAR, acquisita dal Comune di Ardea il 2 luglio scorso.
Il provvedimento del Tribunale aveva annullato l’autorizzazione rilasciata per la realizzazione dell’impianto nell’area di via della Caffarella, a Colle Romito. La sentenza aveva inoltre condannato l’amministrazione al pagamento delle spese legali sostenute dal ricorrente.
Il Comune di Ardea ha evidenziato l’opportunità di presentare appello contro la sentenza e contestare la decisione del TAR del Lazio.
L’antenna prevista a Colle Romito
La controversia riguarda una nuova stazione radio base per la rete di telefonia mobile di Iliad. L’impianto era stato previsto nell’area di via della Caffarella, a Colle Romito.

Contro l’autorizzazione si era rivolto al TAR un residente della zona. L’uomo vive nelle immediate vicinanze dell’area individuata per la realizzazione dell’antenna e aveva contestato diversi aspetti del procedimento.
Tra le preoccupazioni rappresentate nel ricorso c’erano anche i possibili effetti sulla salute, il valore dell’abitazione e l’impatto sul paesaggio.
Il TAR ha riconosciuto la possibilità per il residente di impugnare l’autorizzazione. Secondo i giudici, chi vive vicino a un’infrastruttura di questo tipo può contestare il provvedimento quando prospetta possibili conseguenze negative sulla qualità della vita o sul paesaggio.
Il punto decisivo della sentenza, però, non riguarda direttamente queste contestazioni.
Il problema individuato dai giudici
I giudici amministrativi hanno concentrato la loro attenzione sull’iter seguito per arrivare all’autorizzazione dell’impianto.
Il Comune di Ardea dispone di un regolamento specifico per la localizzazione delle stazioni radio base. La disciplina, approvata nel 2007, è stata ritenuta ancora vigente dal TAR.
Il regolamento del Piano antenne indica alcuni criteri da seguire per individuare le aree più adatte alla collocazione delle antenne.
Tra questi c’è la preferenza, quando possibile, per zone già interessate dalla presenza di infrastrutture tecnologiche o dalla viabilità.
L’obiettivo è ridurre l’impatto delle nuove installazioni sul territorio, compreso quello visivo e paesaggistico.
Secondo il TAR, però, nel caso dell’antenna di Colle Romito non sarebbe stata svolta un’istruttoria adeguata su questo punto.
Non sarebbe stata verificata l’eventuale presenza di siti alternativi. Non sarebbe stata inoltre motivata in modo sufficiente la scelta dell’area individuata per la nuova stazione radio base.
Nella sentenza i giudici parlano di una
“totale assenza di istruttoria sulla localizzazione della stazione radio base secondo i criteri preferenziali dettati dal regolamento”.
È proprio questa carenza ad aver portato all’annullamento dell’autorizzazione.
Non è una questione di emissioni elettromagnetiche
Un aspetto importante della sentenza riguarda la natura delle contestazioni accolte.
L’annullamento dell’autorizzazione non è stato determinato dal superamento dei limiti elettromagnetici. Il TAR non ha stabilito che l’impianto avrebbe prodotto emissioni oltre i limiti previsti dalla legge.
La questione riguarda invece il procedimento amministrativo.
In particolare, secondo il Tribunale, il Comune di Ardea avrebbe dovuto svolgere una verifica più approfondita sulla localizzazione dell’antenna prima che si perfezionasse il procedimento autorizzativo.
Il rispetto del regolamento comunale è quindi diventato il punto centrale della decisione.
Il regolamento comunale è ancora in vigore
Nel corso del giudizio era stata messa in discussione anche la permanenza in vigore del regolamento comunale che disciplina la localizzazione degli impianti di telefonia mobile.
Il TAR del Lazio ha però ritenuto che quelle disposizioni siano ancora applicabili.
Per i giudici, quindi, il Comune di Ardea avrebbe dovuto tenere conto dei criteri previsti dal regolamento durante l’istruttoria relativa all’impianto di Colle Romito.
La mancata verifica di eventuali localizzazioni alternative e l’assenza di una valutazione adeguata sulla scelta del sito hanno rappresentato, secondo il Tribunale, un vizio sufficiente per annullare l’autorizzazione.
È su questo punto che ora il Comune di Ardea intende confrontarsi con il giudice amministrativo in appello.
Respinta la contestazione sul vincolo paesaggistico
Il TAR non ha comunque accolto tutte le contestazioni presentate dal residente.
Tra gli aspetti sollevati nel ricorso c’era anche la presunta necessità di una specifica autorizzazione paesaggistica per l’impianto.
Su questo punto il Tribunale ha dato ragione a Iliad.
I giudici hanno richiamato la normativa nazionale che, in determinate condizioni, prevede una deroga all’autorizzazione paesaggistica per infrastrutture di comunicazione elettronica ad alta velocità realizzate su terreni gravati da uso civico.
L’assenza di una specifica autorizzazione paesaggistica, quindi, non è stata considerata sufficiente per rendere illegittimo il progetto.
La questione dovrà ora essere affrontata anche alla luce della decisione del Comune di Ardea di presentare appello.
Nel frattempo, l’amministrazione dovrà confrontarsi con le motivazioni contenute nella sentenza. Il nodo resta quello della localizzazione e della necessità di svolgere un’istruttoria conforme ai criteri previsti dal regolamento comunale.
Duemila euro di spese legali
Oltre all’annullamento dell’autorizzazione, il TAR ha condannato il Comune di Ardea al pagamento delle spese di lite in favore del residente che aveva presentato il ricorso.
L’importo è stato fissato in 2.000 euro, oltre agli accessori di legge.
Ora il Comune di Ardea ha scelto di impugnare la decisione al Consiglio di Stato.
La vicenda dell’antenna Iliad di Colle Romito resta quindi aperta e sarà il giudizio di appello a stabilire se la sentenza del TAR dovrà essere confermata oppure modificata.



















