A Latina, durante la fase più intensa dell’ondata di calore, i decessi tra gli over 65 sono aumentati del 59% rispetto a quelli attesi. A Roma l’incremento nello stesso periodo si è fermato al 6%.
Il dato emerge dal rapporto del Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (SISMG), che analizza l’andamento dei decessi nelle città italiane durante le ondate di calore.
Il quadro racconta un mese caratterizzato da temperature molto superiori alle medie climatiche.
Le differenze sono state particolarmente marcate durante la terza ondata di calore, quella compresa nella seconda metà di luglio. È proprio in quei giorni che Latina ha registrato lo scostamento più significativo.
A Latina temperature sopra la media
Il caldo ha interessato l’intero territorio regionale. A Roma, nel mese di luglio, la temperatura apparente massima è risultata mediamente superiore di 3,3 gradi rispetto al valore climatico di riferimento del periodo 1996-2025.
La temperatura media ha segnato un’anomalia di 3,4 gradi. Anche la temperatura minima rilevata alle 8 del mattino è aumentata di 3,1 gradi.
A Latina gli scostamenti sono stati ancora più elevati. La temperatura apparente massima ha fatto registrare un’anomalia di 3,6 gradi. La temperatura rilevata alle ore 8 del mattino è risultata superiore di 4 gradi rispetto alla media di riferimento.
Un record questo in Italia, che potrebbe aver influito sul numero dei decessi.

Anche il punto di rugiada, indicatore legato alla quantità di umidità presente nell’aria, ha mostrato un aumento. A Latina la crescita è stata di 1,7 gradi, contro gli 0,8 registrati a Roma.
Il risultato è stato un caldo particolarmente persistente, accompagnato da notti e mattinate più calde rispetto alla norma.
La terza ondata ha colpito a metà luglio
Il rapporto individua nella terza ondata di calore uno dei momenti più critici dell’estate.
Nel Centro-Sud questa fase è stata caratterizzata da temperature elevate per un periodo compreso tra 5 e 16 giorni con livelli di rischio 2 e 3. Il report evidenzia che
“tra le città del centro-sud la terza ondata di calore è stata più intensa e prolungata, compresa tra 5 e 16 giorni di livello di rischio 2 e 3”.
A Roma il periodo preso in considerazione per l’analisi dell’impatto sulla mortalità va dal 15 al 22 luglio. Sono otto giorni consecutivi durante i quali le temperature hanno raggiunto livelli particolarmente elevati.
A Latina, invece, l’analisi riguarda i sette giorni compresi tra il 16 e il 22 luglio.
Ed è proprio in questa settimana che emerge la differenza più marcata tra le due città.
A Latina 27 decessi contro i 17 attesi
Tra il 16 e il 22 luglio, a Latina sono stati registrati 27 decessi tra le persone con almeno 65 anni. Il numero atteso, sulla base dei dati utilizzati dal sistema di sorveglianza, era di 17.
Si tratta di 10 decessi in più rispetto alla previsione. In termini percentuali, l’aumento è stato del 59%.

Il rapporto tecnico inserisce Latina tra i centri urbani nei quali è stato rilevato
“un eccesso significativo della mortalità nella popolazione di età 65+ anni al limite della significatività statistica”.
Il dato statistico riportato nel documento è un p-value pari a 0,054. È un valore molto vicino alla soglia convenzionalmente utilizzata per la significatività statistica.
Il risultato va comunque letto con cautela, soprattutto considerando la durata limitata del periodo osservato.
Il dato resta comunque quello più rilevante dell’analisi relativa al Lazio: durante la settimana più calda, la mortalità tra gli anziani a Latina è risultata nettamente superiore a quella attesa.
Roma registra un aumento più contenuto
Nella Capitale il quadro è stato diverso. Tra il 15 e il 22 luglio sono stati registrati 514 decessi tra gli over 65. Il valore atteso era di 487.
La differenza è quindi di 27 decessi. L’incremento percentuale è stato del 6%.

Il numero assoluto dei decessi aggiuntivi è identico a quello rilevato a Latina, ma il peso rispetto alla mortalità attesa è molto diverso. La popolazione e i valori di riferimento delle due città sono infatti molto differenti.
Il rapporto segnala inoltre che negli ospedali romani non si sono verificati cambiamenti particolarmente rilevanti negli accessi ai Pronto soccorso in corrispondenza delle ondate di calore.
Il documento parla di “lievi incrementi” degli accessi, senza rilevare variazioni considerate significative nell’andamento complessivo.
Il bilancio dell’intero mese
Se si considera l’intero mese di luglio, il quadro cambia ancora.
A Roma sono stati registrati complessivamente 2.094 decessi. Tra le persone con almeno 65 anni i decessi sono stati 1.873. Il dato atteso era di 1.879.
Nel bilancio mensile degli over 65 si registra quindi una differenza negativa di sei decessi rispetto all’atteso. La variazione percentuale indicata dal rapporto è pari allo 0%.
A Latina, invece, nel corso del mese sono stati registrati 91 decessi complessivi. Tra gli over 65 i decessi sono stati 82, contro i 73 attesi: la differenza è di nove decessi in più, mentre la variazione mensile raggiunge così il 12%.
Il dato evidenzia quindi come l’impatto della mortalità sia stato concentrato soprattutto nella fase più intensa dell’ondata di calore.
La vulnerabilità dei più anziani
Il rapporto mostra anche come il caldo non colpisca allo stesso modo tutte le fasce della popolazione.

A livello nazionale, nelle fasce comprese tra 65 e 74 anni e tra 75 e 84 anni, il bilancio complessivo non mostra un aumento della mortalità: il rapporto indica, rispettivamente, una variazione del -11% e del -8%.
La situazione cambia tra le persone di 85 anni e oltre. È in questa fascia che si concentra la maggiore vulnerabilità agli effetti delle temperature elevate.
A livello nazionale, per i grandi anziani, il rapporto indica un eccesso di mortalità dell’8%. Nelle città del Centro-Sud l’incremento arriva al 7%.
Il dato conferma quindi il ruolo dell’età tra i principali fattori di vulnerabilità durante le ondate di calore.
Luglio segnato da più ondate
L’episodio di metà luglio non è stato l’unico periodo caratterizzato da temperature elevate.
Il rapporto segnala infatti una terza ondata intensa e prolungata nel corso del mese. Una quarta ondata è iniziata il 26 luglio ed è proseguita anche nel mese di agosto.
Per Latina, il dato dell’aumento di decessi del 59% resta quindi riferito a una specifica finestra temporale, quella tra il 16 e il 22 luglio. Non rappresenta l’aumento della mortalità per l’intero mese, che si è attestato al 12% tra gli over 65.
Questa distinzione è importante per leggere correttamente i numeri. L’aumento più marcato si è concentrato nei giorni in cui le condizioni climatiche sono state più difficili.
Il dato di Latina sotto osservazione
Il quadro che emerge dal rapporto è dunque differenziato.
Roma ha registrato temperature molto superiori alla media, ma nel bilancio complessivo di luglio la mortalità tra gli over 65 è rimasta sostanzialmente in linea con quella attesa.
Latina ha invece mostrato uno scostamento maggiore. Nel mese la mortalità degli over 65 è aumentata del 12% rispetto all’atteso. Durante la settimana più intensa dell’ondata di calore, l’aumento è arrivato al 59%.
Un aumento record. Come anche a Latina spetta il record italiano del maggior aumento della temperatura alle ore 8 della mattina. Chissà se c’è un collegamento tra i due dati?
I numeri del rapporto in realtà non consentono di attribuire automaticamente ogni singolo decesso alle temperature elevate. L’analisi confronta infatti i decessi osservati con quelli attesi durante specifici periodi di rischio climatico.
Il dato di Latina rappresenta però un elemento di attenzione per il monitoraggio degli effetti delle ondate di calore sulla popolazione anziana.
Soprattutto in una fase dell’estate caratterizzata da temperature persistentemente superiori alle medie storiche.


















