Ora servono altri 39.675 metri quadrati, quasi quattro ettari in più, tra terreni più un capannone industriale, che la municipalizzata capitolina dovrà comprare per un valore stimato complessivamente in 5.5 milioni di € pubblici.
Sommandoli ai precedenti, saremmo a circa 13,2 milioni di euro di soldi pubblici.
A disporlo è Roberto Gualtieri nella veste di Commissario straordinario per il Giubileo 2025, con l’Ordinanza commissariale n. 33 del 7 agosto 2026, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale solo iil 21 agosto.
Tre proprietà, quasi quattro ettari in più
Gli acquisti di terreni e immobili riguardano tre diversi proprietari.
Il pezzo grosso è il compendio di SIS Italia S.r.l.: 29.377 metri quadrati tra aree produttive e immobili, valutati 4,5 milioni di euro.
Poi ci sono 5.650 mq di Domina S.S., stimati 409.900 euro, e 4.648 mq di Alfredo Cecchini S.r.l., per altri 508.864 euro.
I prezzi non sono fissati ‘liberamente’ da AMA: derivano dalle valutazioni dell’Agenzia delle Entrate, incaricata di stabilire il più probabile valore di mercato.
AMA compra anche un capannone
Non si tratta, dunque, soltanto di prati o terreni liberi.
Nel pacchetto SIS Italia entrano anche un capannone industriale da 3.542 metri quadrati e tre cabine elettriche. Le aree produttive ammontano invece a 25.835 mq.
L’Ordinanza indica persino i valori unitari utilizzati: 480,82 euro al metro quadrato per il capannone e 109,48 euro per le aree produttive. Una vera operazione immobiliare, non un semplice aggiustamento catastale ai bordi del cantiere.
Perché servono altri terreni
La proprietà Domina serve per riorganizzare parcheggi e corsie di ingresso e uscita delle migliaia di TIR che serviranno a portare spazzatura indifferenziata raccattata da Roma in ogni dove, H24 – 365 giorni l’anno, per saturare le 600mila tonnellate annue necessarie a un mostro brucia rifiuti troppo grande per le esigenze pur elevate della Capitale.
In sostanza, della promessa pubblica di Gualtieri e l’assessore Alfonsi di usare la ferrovia per trasportare i rifiuti e non i TIR per inquinare di meno, nel progetto della ferrovia non si trova nemmeno l’ombra.
Poi c’è la “variante Fosso della Cancelliera”.
Il nuovo tracciato modificato per recuperare spazio per l’inceneritore ha spinto Acea a modificare il corso d’acqua: roba da far drizzare i peli agli antichi romani che – da grandi conoscitori dell’acqua – mai avrebbero compiuto un’opera del genere.
Infine le aree SIS, dall’altro lato di via della Cancelliera, permettono invece di spostare il fosso senza ridurre le dimensioni dell’edificio polifunzionale e di quello destinato al teleriscaldamento.
La particella 532 della Alfredo Cecchini S.r.l. entra invece nel ridisegno della viabilità.
Città Metropolitana (guidata sempre dal ‘solito’ Roberto Gualtieri) ha chiesto l’adeguamento di via di Valle Caia, con allargamento della sede stradale, nuova fascia di rispetto e una rotatoria all’incrocio con via della Cancelliera.
Gualtieri ordina ad AMA di comprare
A guidare l’operazione di acquisto dei terreni e immobili è direttamente il ‘Gualtieri Commissario’.
Già il 26 maggio, dopo aver ricevuto le stime dell’Agenzia delle Entrate, aveva chiesto ad AMA di procedere agli acquisti.
Con l’Ordinanza commissariale del 7 agosto il passaggio diventa dispositivo: AMA deve acquisire la piena proprietà dei beni.
Successivamente dovrà concederli ad attraverso un diritto di superficie oneroso per la durata della concessione. Quanto RenewRome (capitanata da Acea) pagherà ad AMA per questo diritto, però, nell’Ordinanza non viene quantificato.
AMA, Gualtieri e quei bilanci con 44,2 milioni di debiti
Dal 2022 al 2025 (durante il mandato di Gualtieri) AMA ha chiuso i bilanci con grossi problemi: +603mila euro di utile netto nel 2022, -46,5 milioni di euro nel 2023, +858mila euro nel 2024 e +831mila euro nel 2025, per un saldo complessivo ancora negativo di circa –44,2 milioni di euro pubblici.
Tanto per intenderci, nel 2025 (ultimo bilancio approvato), l’utile netto si è fermato a appena 831mila euro: a questo ritmo, per generare utili pari ai 5,45 milioni necessari a comprare il nuovo pacchetto di terreni e immobili di Santa Palomba richiesto da Gualtieri servirebbero circa 6 anni e mezzo di profitti come quello del 2025.
Il precedente: quei primi terreni finiti sotto inchiesta
Il nuovo acquisto arriva con un precedente ingombrante alle spalle.
Sui primi circa dieci ettari comprati da AMA nel 2022 per oltre 7,7 milioni di euro è aperta un’inchiesta della Procura regionale della Corte dei Conti ed una inchiesta della Procura di Roma.
A marzo sono stati notificati 14 inviti a dedurre per un presunto danno erariale superiore a 3,4 milioni: secondo la ricostruzione accusatoria, l’area sarebbe stata acquistata a un prezzo nettamente superiore a quello ritenuto congruo.
Nessuna responsabilità è stata definitivamente accertata e AMA ha sempre sostenuto la correttezza della procedura e la congruità del prezzo.
Ma la questione non si è spenta. A luglio Virginia Raggi e altri esponenti del M5S hanno depositato un nuovo esposto alla Corte dei Conti proprio sull’acquisto del primo terreno.
Il dossier immobiliare di Santa Palomba, insomma, continua a camminare parallelamente al cantiere.
Niente esproprio: si compra dai privati
C’è infine un cambio di rotta significativo. Sulle nuove proprietà (tutte situate sul comune di Roma) era stato posto anche un vincolo preordinato all’esproprio, ma Gualtieri ha deciso di non utilizzarlo.
La motivazione ufficiale, è precisa: SIS Italia, Alfredo Cecchini e Domina hanno manifestato la disponibilità alla cessione volontaria dei beni ad AMA.
Sempre Gualtieri e Acea avrebbero ipotizzato – mesi fa – anche di ‘requisire’ anche un pezzo della storica tenuta agricola di Albano, confinante con i terreni di Ama, per allargarsi in quella direzione, ma si sarebbero fermati per evitare di mettere le mani su terreni non romani su cui Gualtieri non ha i ‘super-poteri’ da commissario.

L’Ordinanza ordina quindi di procedere attraverso normali compravendite ai valori verificati dall’Agenzia delle Entrate.
Resta la fotografia.
L’inceneritore, impianto simbolo dell’era Gualtieri, affidato al raggruppamento a guida Acea Ambiente, ha bisogno di altro spazio.
AMA deve tornare sul mercato immobiliare e mettere sul tavolo quasi 5,5 milioni, dopo i 7,7 già sborsati in passato. E lo fa mentre il prezzo pagato per il primo terreno continua a essere esaminato dai magistrati.
A Santa Palomba, prima ancora che il forno inizi a bruciare rifiuti, è ancora la terra a scottare, sotto i piedi di Ama, Acea e del sindaco-Commissario Gualtieri.
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