Questa la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, che presenta il conto all’amministrazione regionale e la condanna a pagare 105.411,46 euro di risarcimento.
Lz sentenza è la n. 14352/2026, ed è stata pubblicata il 24 agosto Un atto chiude un nuovo capitolo di una battaglia amministrativa cominciata oltre dieci anni fa.
Il Tribunale: la Regione Lazio deve pagare entro 60 giorni
L’ultima decisione è molto concreta. Il Tribunale amministrativo ordina alla Regione Lazio di versare 105.411,46 euro a Villa Monia S.r.l. entro 60 giorni dalla comunicazione o dalla precedente notificazione della sentenza.
Se il pagamento non arriverà, è già stato individuato un Commissario ad acta, obbligato ad intervenire: il direttore generale regionale competente per Salute e Integrazione Sociosanitaria, che potrà intervenire in sostituzione dell’amministrazione.
Chi ha sbagliato: il Comune di Marino esce dalla vicenda
Sul punto delle responsabilità il quadro è netto. Il Comune di Marino non viene chiamato a pagare.
Nella precedente sentenza, oggi richiamata dal TAR, era stato infatti stabilito che l’amministrazione comunale di Marino aveva correttamente trasmesso la pratica alla Regione Lazio secondo le regole allora vigenti.
Il giudice aveva scritto esplicitamente che nessuna responsabilità risarcitoria poteva essere addossata al Comune di Marino. Il problema nasce invece dal provvedimento regionale che aveva impedito alla pratica di andare avanti.
Il servizio per i disturbi alimentari e quegli 80 posti
La storia parte da lontano. Villa Monia puntava a realizzare un servizio di assistenza domiciliare per persone affette da disturbi del comportamento alimentare.
Già nel 2009 la allora ASL Roma H aveva espresso un parere favorevole per un servizio integrativo fino a 80 utenti.
Non si parla quindi di 80 posti letto o di una nuova struttura residenziale, ma della capacità teorica di prendere in carico fino a 80 pazienti attraverso l’assistenza domiciliare.
Il diniego regionale giudicato illegittimo
La questione decisiva era già stata affrontata dal TAR del Lazio nella sentenza del 2023.
Il giudice aveva stabilito che la normativa richiamata dalla Regione Lazio non poteva essere utilizzata come ostacolo automatico all’autorizzazione del servizio domiciliare per i disturbi alimentari.
La Regione avrebbe dovuto invece procedere alla concreta verifica della compatibilità rispetto al fabbisogno assistenziale. Quel diniego era stato giudicato illegittimo e da lì era nato il diritto di Villa Monia al risarcimento.
La prima sentenza non era stata ancora eseguita
È qui che arriva la nuova “bacchettata” del TAR.
La sentenza del 2023 aveva dato alla Regione Lazio 120 giorni per proporre la somma da pagare.
Il procedimento era stato formalmente avviato nel dicembre dello stesso anno e negli anni successivi erano arrivati incontri e solleciti, ma la partita non era stata chiusa.
Il nuovo Collegio lo mette nero su bianco: la Regione Lazio non aveva provveduto entro il termine assegnato.
Villa Monia chiedeva 826mila euro, il TAR ne riconosce 105mila
La vittoria della società non è però totale sul fronte economico. Villa Monia era arrivata a quantificare il danno in 826.691 euro, sulla base del reddito che riteneva avrebbe potuto ricavare dall’attività.
Il TAR del Lazio considera però troppo ipotetici diversi elementi del calcolo e sceglie una linea molto più prudente, anche perché la struttura non risultava accreditata o convenzionata con il Servizio sanitario regionale.
Oltre 3,5 milioni di prestazioni teoriche, ma il danno è l’utile perso
Il calcolo accolto dal giudice prende in considerazione due periodi.
Fino al 2019 vengono valorizzate le giornate potenziali di assistenza per 80 utenti;
dal 2020 al luglio 2023 vengono invece conteggiati gli accessi domiciliari secondo le nuove tariffe.
Il valore teorico complessivo delle prestazioni supera 3,5 milioni di euro, ma il TAR applica un margine di utile del 3 per cento. Il risultato finale è così di 105.411,46 euro.
Ora il conto è arrivato: e il commissario è già pronto
La sentenza chiude il conto con il passato: il NO regionale aveva prodotto un danno e quel danno deve essere risarcito.
E stavolta il TAR ha tolto spazio a nuovi rinvii. La Regione Lazio ha 60 giorni per pagare; se resterà ancora ferma, dovrà subentrare il Commissario già nominato dal Tribunale.
Dopo oltre un decennio di carte, ricorsi e attese, la controversia arriva così al passaggio più concreto: il conto da pagare è stato definitivamente scritto nero su bianco.
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