Le promesse sono contenute nel nuovo DUP 2027-2029, il Documento Unico di Programmazione, cioè la “bussola” con cui l’Amministrazione indica strategie e obiettivi dei prossimi anni e sulla quale verranno poi costruiti bilancio e programmi operativi.
Il documento è stato presentato dalla Giunta della sindaca Veronica Felici con la deliberazione n. 147 del 30 luglio 2026, approvata all’unanimità e trasmessa al Consiglio comunale per le successive approvazioni.
Più corse nelle periferie, il Comune mette le richieste nero su bianco
Il passaggio più interessante riguarda proprio i quartieri che negli ultimi mesi hanno denunciato il rischio di rimanere ai margini.
Il DUP indica tra gli obiettivi del nuovo programma di esercizio l’aumento della frequenza dei bus nelle ore di punta e soprattutto l’ampliamento della copertura nelle “aree periferiche e rurali”.
A questo si aggiunge l’obiettivo di rendere più facilmente raggiungibili le fermate e le stazioni da tutte le zone di Pomezia e dai Comuni vicini.
Non è ancora un calendario di nuove corse né l’annuncio di specifiche linee aggiuntive. È però un indirizzo politico preciso che Pomezia intende portare al nuovo gestore regionale.
Bus green, ma non significa che domani saranno tutti elettrici
Il DUP mette poi al centro la sostenibilità. L’Amministrazione vuole incentivare veicoli elettrici, tecnologie per il monitoraggio in tempo reale e sistemi capaci di migliorare l’interscambio tra autobus e altre forme di mobilità.
Il documento richiama inoltre esplicitamente l’uso di mezzi a basso impatto ambientale.
Una precisazione è indispensabile: il DUP non dice che l’intera flotta di Pomezia diventerà immediatamente elettrica. “Green” è dunque la direzione indicata dal Comune, non una caratteristica già garantita per ogni autobus oggi in circolazione.
Il gestore operativo, Autolinee Troiani, presenta comunque il nuovo servizio dell’Unità di Rete 10 con lo slogan “Più Green che mai” e dal 1° luglio gestisce per conto di Astral le otto linee che interessano Pomezia.
Dal 1° luglio il Comune non decide più direttamente
Ed è proprio qui che nasce il grande cambiamento.
Dal 1° luglio 2026 il TPL non è più gestito direttamente dal Comune di Pomezia: competenze e regia sono passate alla Regione Lazio e ad Astral, nell’ambito della nuova Unità di Rete 10 “Litorale Sud”.
Il Comune di Pomezia lo aveva annunciato ufficialmente il 25 giugno, spiegando ai cittadini che sarebbe iniziato un periodo di assestamento e invitandoli a segnalare disservizi e proposte.

Il DUP fotografa bene il nuovo ruolo: Pomezia dovrà fornire indicazioni operative all’ente regionale attuatore, collaborare per correggere il servizio e integrarlo con PUMS, parcheggi e sistema generale della mobilità.
In sostanza, il Comune di Pomezia non guida più direttamente gli autobus, ma vuole continuare a dire dove e quando dovrebbero passare.
Il nuovo servizio parte e dopo pochi giorni arrivano le correzioni
Il debutto, però, non è stato indolore. Già il 4 luglio, appena tre giorni dopo l’avvio della nuova gestione, Astral annunciava un primo potenziamento per Pomezia, riportando le partenze verso la stazione di Santa Palomba fin dalle 4.45 del mattino, dopo le prime interlocuzioni con l’Amministrazione comunale.
L’8 luglio Comune di Pomezia e Astral si sono poi seduti attorno a un tavolo tecnico insieme al gestore Troiani e alla Regione Lazio.
Pomezia chiedeva sostanzialmente di recuperare l’assetto precedente al 30 giugno; Astral assunse l’impegno a ripristinare entro fine mese diverse linee introducendo anche migliorie.
Il 27 luglio Astral annunciava quindi un ulteriore “potenziamento e razionalizzazione” dell’Unità di Rete 10 per Pomezia e Nettuno, spiegando che le modifiche erano nate dal confronto con i Comuni.
Roma 2, la protesta che ha costretto tutti a tornare al tavolo
Dietro quelle correzioni ci sono anche mesi di proteste.
Il caso simbolo è Roma 2, circa duemila residenti.
Prima dell’avvio della gestione regionale era emersa l’ipotesi di eliminare il passaggio degli autobus su Viale delle Arti e Via Fiorucci, spostando il servizio sulla sola Via Solfarata. Sarebbero state coinvolte cinque fermate complessive.
Il 29 aprile i residenti organizzarono un’assemblea pubblica, seguita da una petizione e da una raccolta firme.
La contestazione riguardava soprattutto anziani, studenti, lavoratori e persone con difficoltà motorie che rischiavano di ritrovarsi più lontani dai bus.
Quella battaglia ha ottenuto almeno un risultato: gli autobus continuano a entrare nel quartiere.
Per quanto riguarad i tagli delle corse, in un primo momento c’è stata la disponibilità di Astral e Regione Lazio.
Leggi anche: Trasporti pubblici, grande vittoria per i cittadini di Pomezia: niente tagli del 35%.
La nuova polemica: meno corse e fermate ancora contestate
Ma la pace non è arrivata. Ad agosto il Comitato Roma 2 è tornato alla carica. Secondo i calcoli dei residenti, confrontando il vecchio e il nuovo servizio che interessa il quartiere, le corse complessive considerate passerebbero da 60 a 39, con una riduzione del 35%. Vengono inoltre contestati alcuni orari e la soppressione di fermate su Viale delle Arti e Via Fiorucci.
Le richieste sono molto concrete:
- più autobus tra le ore 7 e le ore 9,
- migliori collegamenti con Santa Palomba nelle fasce pendolari,
- corse serali,
- un servizio del sabato più utilizzabile.
Ed è proprio qui che le promesse del nuovo DUP incontrano la realtà.
La promessa adesso deve diventare autobus veri
Pomezia scrive infatti che vuole aumentare frequenze e copertura nelle periferie, ottenere più risorse regionali per nuove linee e orari oggi scoperti e spingere verso autobus elettrici e mobilità sostenibile.
Nel bilancio programmatico allegato al DUP continuano inoltre a comparire 1,252 milioni di euro l’anno, dal 2027 al 2029, sotto la voce “Trasporto pubblico locale”, mentre al Comune viene assegnato soprattutto un ruolo di programmazione, coordinamento e monitoraggio.
La partita, dunque, è appena cominciata.
Dal 1° luglio gli autobus sono diventati regionali. Ma i problemi restano inevitabilmente locali. E dopo le proteste di Roma 2, i primi aggiustamenti di Astral e le nuove promesse inserite nel DUP, per la Giunta Felici il banco di prova sarà molto semplice da misurare: capire se nelle periferie arriveranno davvero più corse, negli orari in cui servono, e se la svolta “green” uscirà dalle pagine della programmazione per salire finalmente a bordo degli autobus.
Leggi anche: Pomezia, nuovo asilo nido pubblico da 60 posti e 1,44 milioni di euro. Ecco dove nascerà



















