Una richiesta urgente in attesa che gli stessi giudici poi sentenzino nel merito della questione più in là nel tempo.
Il Consiglio di Stato ha però respinto la richiesta. La vicenda, comunque, non è ancora conclusa: i giudici dovranno appunto esaminare il ricorso del Comune di Latina nel merito.
Cosa è successo
Al centro della disputa c’è un progetto della società Retina Op Undici Srl per realizzare a Latina un impianto destinato alla produzione di biometano.
Il combustibile dovrebbe essere ottenuto dal biogas prodotto utilizzando materiali di origine agricola e animale.
Il progetto interessa un’area che coinvolge in particolare i residenti di Borgo Carso e Strada Casal delle Palme.
La sua realizzazione è contestata dall’amministrazione comunale, che negli ultimi anni ha adottato alcuni provvedimenti per cercare di fermare l’intervento.
La società ha però impugnato le decisioni del Comune davanti al Tribunale Amministrativo regionale (TAR) di Latina. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso della società.
A quel punto il Comune di Latina ha fatto appello al Consiglio di Stato, ultimo grado della giustizia amministrativa, chiedendo anche di sospendere gli effetti della sentenza del TAR in attesa della decisione definitiva.
Il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta
Il Consiglio di Stato, con un’ordinanza della Quarta Sezione, ha ora respinto la richiesta di sospensione.
È importante chiarire cosa significa. I giudici non hanno ancora stabilito definitivamente se l’impianto potrà essere realizzato oppure no.
Hanno semplicemente deciso che, per il momento, non ci sono motivi sufficienti per bloccare gli effetti della sentenza del TAR del Lazio.
Il ricorso del Comune di Latina resta quindi aperto. Il Consiglio di Stato dovrà ancora esaminare nel dettaglio le ragioni dell’amministrazione e quelle della società.
I tempi lunghi del Comune di Latina
Uno dei punti sui quali si concentra la decisione riguarda il momento in cui il Comune di Latina è intervenuto per cercare di fermare la procedura.
La società aveva presentato al Comune una PAS (Procedura Abilitativa Semplificata).
Si tratta, semplificando, di una procedura amministrativa che permette di comunicare all’ente pubblico la volontà di realizzare determinati interventi. L’amministrazione deve controllare la pratica entro tempi stabiliti.
Se entro quei termini non interviene, la procedura può produrre effetti favorevoli per chi ha presentato la richiesta: una sorta di silenzio-assenso.
Secondo quanto riportato nella nota della capogruppo M5S Maria Grazia Ciolfi, il Comune di Latina sarebbe intervenuto circa un anno dopo la presentazione della PAS.
È proprio questo uno dei punti contestati: perché il Comune è intervenuto dopo così tanto tempo? E perché non sono state effettuate prima le verifiche necessarie?
Perché il tempo è importante
Il ragionamento dei giudici è legato anche a un altro aspetto. Se una società presenta una pratica e, trascorso un determinato periodo, ritiene di poter procedere, nel frattempo può organizzare investimenti, incarichi e attività legate al progetto.
Per questo, quando un’amministrazione interviene successivamente per cambiare la situazione, deve spiegare in modo adeguato perché lo fa e perché ritiene prevalente l’interesse pubblico.
Nell’ordinanza, il Consiglio di Stato ha rilevato che il provvedimento del Comune di Latina non sembra aver valutato in modo sufficiente proprio questi aspetti.
In altre parole, secondo i giudici, non sarebbe stata spiegata abbastanza bene la ragione per cui il Comune abbia deciso di intervenire dopo il trascorrere del tempo e non sarebbe stato adeguatamente considerato anche l’affidamento maturato dalla società.
La posizione di Ciolfi
La decisione è stata commentata da Maria Grazia Ciolfi, capogruppo del Movimento 5 Stelle Latina, che da tempo segue la vicenda e contesta la gestione amministrativa del progetto.
Per Ciolfi, il nuovo pronunciamento della giustizia amministrativa rende necessario fare chiarezza sui diversi passaggi della storia. La richiesta rivolta all’amministrazione riguarda soprattutto i tempi e le decisioni adottate dopo la presentazione della PAS.
La capogruppo M5S chiede inoltre alla sindaca e alla maggioranza di spiegare ai cittadini quale sia oggi la situazione.
«Non bastano più le rassicurazioni. Servono spiegazioni», afferma Ciolfi.
Aspetto amministrativo e aspetto politico
La partita giudiziaria non è ancora terminata. Il Consiglio di Stato dovrà decidere sul ricorso presentato dal Comune contro la sentenza del TAR del Lazio.
La decisione arrivata oggi riguarda infatti soltanto la richiesta di sospendere temporaneamente quella sentenza. Non è quindi ancora arrivata una parola definitiva sulla possibilità di realizzare l’impianto.
Nel frattempo, il pronunciamento riporta l’attenzione sui passaggi amministrativi che hanno caratterizzato la vicenda. In particolare, sui tempi della procedura presentata dalla società e sull’intervento successivo del Comune.
Per i cittadini di Borgo Carso e Strada Casal delle Palme, che da tempo seguono la questione, il prossimo passaggio sarà quindi la decisione definitiva del Consiglio di Stato e, sul piano politico, le spiegazioni che l’amministrazione comunale deciderà di fornire sulla gestione della vicenda.
Leggi anche: Latina, la politica (ri)prova a fermare la centrale biogas di Borgo Carso





















