Le riprese coinvolgono il centro cittadino e vanno avanti anche nella notte tra venerdì 28 e domenica 30 agosto.
Il titolo non compare nell’ordinanza comunale, ma tutti gli elementi raccolti conducono alla produzione dedicata al più discusso sospettato del caso del Mostro di Firenze.
Il ciak nel centro di Frascati
A chiedere l’occupazione del suolo pubblico è stata Wildside, la stessa società che produce “Il Mostro: Pietro Pacciani” insieme ad AlterEgo.
Piazza Marconi ospita i mezzi tecnici e il campo base artistico, mentre altri spazi sono stati riservati in via Armando Diaz, via Ludovico Micara, piazza Brodolini, piazza Roma e via Terenzio Mamiani.
Le operazioni, cominciate il 28 agosto, sono autorizzate fino alle 15 di domenica 30 agosto.
La strada chiusa per le riprese
Il cuore del set è via Ludovico Micara, chiusa al traffico nel tratto compreso tra via Massimo D’Azeglio e via Armando Diaz, alle spalle di piazza San Pietro.
Per consentire il lavoro della troupe sono stati modificati temporaneamente anche sensi di marcia e accessi alle strade circostanti.
Piazza Brodolini accoglie un secondo campo base, mentre piazza Roma è utilizzata per i mezzi tecnici e via Mamiani per i furgoni del catering.
Tutti gli indizi portano alla serie Netflix
Il Comune di Frascati parla soltanto di “riprese cinematografiche” e non rivela ufficialmente il titolo.
L’incrocio tra società, date e precedenti location rende però molto solida l’identificazione.
Wildside sta girando nel Lazio proprio la nuova miniserie di Sollima: a luglio la troupe è passata per Castelnuovo di Porto, mentre ad agosto ha trasformato anche il centro storico di Palestrina.
Dopo la fase laziale, le lavorazioni si spostano a Firenze e in altre località toscane.
Il nuovo capitolo di una storia nera
La miniserie sarà composta da tre episodi e allargherà il racconto iniziato con “Il Mostro”, concentrato sulla cosiddetta pista sarda.
Questa volta il centro della narrazione sarà Pietro Pacciani e la controversa pista dei “Compagni di merende”, nella quale entrarono anche Mario Vanni e Giancarlo Lotti.
Sullo sfondo restano gli otto duplici omicidi commessi tra il 1968 e il 1985, nei quali furono uccise sedici persone.
Pacciani, tra condanna e assoluzione
Pacciani fu condannato in primo grado nel 1994, assolto in appello e destinato a un nuovo processo dopo l’annullamento dell’assoluzione da parte della Cassazione.
Morì nel 1998 prima che il nuovo giudizio potesse celebrarsi.
Proprio questa vicenda giudiziaria, segnata da testimonianze, contraddizioni e svolte improvvise, costituisce il cuore del nuovo progetto, annunciato da Netflix come un racconto delle indagini affrontato da un diverso punto di vista.
Il cast resta ancora nell’ombra
Netflix non ha ancora comunicato chi interpreterà Pietro Pacciani, Mario Vanni e gli altri protagonisti del nuovo capitolo. Personaggi che nn appaiono nella prima serie.
Sono invece ufficiali la regia di Stefano Sollima e la creazione della serie firmata dallo stesso regista insieme a Leonardo Fasoli. La produzione è affidata a Sonia Rovai, Gina Gardini, Sollima e Lorenzo Mieli.
Anche il riserbo sul cast contribuisce a rendere il set di Frascati ancora più misterioso.
Frascati diventa la Toscana degli anni Novanta
Le strade tuscolane dovrebbero prestare il proprio volto alla Toscana delle indagini e del processo Pacciani.
Non è ancora noto quale scena venga realizzata né se sul posto siano presenti gli interpreti principali. Ma tra mezzi tecnici, campo base e riprese notturne, per poche ore Frascati smette di essere soltanto Frascati: diventa uno degli scenari di una delle pagine più oscure e controverse della cronaca italiana.
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