I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, sezione di Latina, hanno ritenuto necessario acquisire ulteriori chiarimenti sulla valutazione medica che aveva portato all’esclusione definitiva dal servizio.
La decisione è arrivata dopo che la difesa ha contestato in modo dettagliato sia il metodo utilizzato durante gli accertamenti sia le conclusioni raggiunte dalla Commissione incaricata di verificare le condizioni del militare.
Il giudizio di non idoneità
Al centro della vicenda, che si sta svolgendo in provincia di Latina, c’è il giudizio espresso il 13 febbraio 2025 dalla Commissione Medica Interforze di seconda istanza. Il responso aveva stabilito che il finanziere era
«non idoneo permanentemente al servizio d’istituto nella Guardia di Finanza in modo assoluto dalla data del verbale».
Una valutazione particolarmente rilevante per il diretto interessato, che ha deciso di rivolgersi al TAR del Lazio chiedendo di cancellare il provvedimento e gli atti che avevano portato alla sua adozione.
La vicenda sanitaria era iniziata già nel 2024. Nel corso dei mesi erano stati effettuati diversi accertamenti presso le strutture sanitarie militari.
Tra questi anche valutazioni psicodiagnostiche e psichiatriche. Nel settembre 2024 era stato formulato un giudizio di inidoneità temporanea.
Nei mesi successivi sono proseguiti gli esami. Nel gennaio 2025 il militare è stato sottoposto anche al test di Rorschach presso il Policlinico militare di Roma.
Il test di Rorschach è un noto test psicologico basato sull’interpretazione di 10 tavole con macchie d’inchiostro simmetriche e serve ad analizzare il funzionamento cognitivo.
A seguire sono state redatte nuove relazioni psicodiagnostiche e psichiatriche.
Il percorso si è concluso con il giudizio di febbraio 2025 sulla sua permanente non idoneità al servizio.
La difesa contesta la valutazione
Il finanziere ha contestato le conclusioni raggiunte dall’amministrazione. Nel corso del procedimento davanti al TAR ha messo in discussione la metodologia e gli esiti degli accertamenti svolti dalla Commissione incaricata dal tribunale.
La difesa ha presentato una serie di osservazioni tecniche e ha depositato anche relazioni redatte da consulenti di parte.
Secondo quanto riportato dai giudici, le contestazioni sono state formulate in maniera dettagliata e hanno riguardato diversi aspetti della verificazione, cioè l’accertamento disposto dai giudici per avere un ulteriore parere sulla questione.
La parte ricorrente ha inoltre sollevato una contestazione relativa alle modalità con cui si sarebbe svolto uno degli incontri durante la verificazione.
La difesa sostiene di aver assistito a un
«incontro unilaterale, svoltosi a porte chiuse, tra due membri della Commissione verificatrice e il perito della parte resistente, con totale e illegittima estromissione della difesa del ricorrente».
Un passaggio che, per il TAR del Lazio, necessita di essere chiarito prima di arrivare alla decisione definitiva sulla causa.
Il Tribunale vuole risposte dalla Commissione
I giudici della Quarta sezione del Tribunale amministrativo Regionale per il Lazio non hanno quindi ritenuto sufficiente il materiale già presente nel fascicolo.
Il TAR ha chiesto all’amministrazione e, in particolare, alla Commissione Medica che ha svolto la verificazione, di prendere posizione in modo puntuale sulle contestazioni presentate dalla difesa.
Dovranno essere analizzate anche le relazioni mediche prodotte dai consulenti del finanziere.
L’obiettivo è consentire al collegio di avere un quadro più chiaro prima di stabilire se il giudizio di non idoneità permanente sia corretto oppure debba essere rivisto.
La Commissione dovrà quindi predisporre una relazione chiarificatrice. Il termine fissato dal tribunale è di 30 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, o dalla sua eventuale notificazione se precedente.
La decisione arriverà a novembre
Il TAR non ha dunque accolto né respinto in questa fase il ricorso del finanziere. La causa resta aperta e sarà esaminata nuovamente dopo l’acquisizione dei nuovi chiarimenti.
La prossima udienza pubblica è stata fissata per il 18 novembre 2026. Sarà in quella sede che i giudici potranno valutare il nuovo materiale e le spiegazioni richieste alla Commissione medica.
La questione resta quindi ancora da definire.
Da una parte c’è il giudizio sanitario che ha stabilito la definitiva non idoneità al servizio nella Guardia di Finanza. Dall’altra ci sono le contestazioni della difesa e le relazioni tecniche depositate nel procedimento.
I giudici hanno scelto di approfondire ulteriormente la vicenda prima di pronunciarsi.
Una decisione che non entra ancora nel merito definitivo delle ragioni del finanziere, ma che indica la necessità di chiarire alcuni aspetti della verificazione e delle valutazioni mediche sulle quali si fonda il provvedimento contestato.
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