L’edificio è stato sottoposto a restauro, risanamento conservativo, adeguamento antincendio, messa in sicurezza e miglioramento sismico.
Nel frattempo le classi sono state trasferite prima a Ciampino e poi nei moduli provvisori di Marino. Il rientro arriva però con un altro conto: 12.250 euro per lo smontaggio tardivo dei prefabbricati.
Le lezioni ripartono il 9 settembre
La circolare n. 649 del 19 agosto 2026, firmata dalla dirigente Fortunata Solvino, stabilisce il calendario dell’anno scolastico 2026-2027.
Il 9 settembre entreranno prime e quinte; il 10 prime, seconde e terze; l’11 prime, terze e quarte. Dal 14 settembre saranno presenti tutte le classi «nella propria sede».
L’IIS Amari-Mercuri continuerà a essere articolato tra il plesso di Marino, in Corso Vittoria Colonna 53, e quello di Ciampino, in via Romana 11/13.
Fuori dalla sede storica dal 2021
Il lungo esilio degli studenti cominciò nel giugno 2021, quando l’edificio di Marino fu dichiarato non agibile a causa delle criticità emerse sul piano sismico.
Con l’avvio dell’anno scolastico 2021-2022, gran parte delle attività venne trasferita nella sede di Ciampino, provocando disagi agli studenti provenienti da Marino e dagli altri comuni dei Castelli Romani.
Solo il 20 febbraio 2023 le classi tornarono a Marino, ma non nel palazzo storico: furono sistemate nei moduli temporanei collocati nell’area tra via Gustavo De Luca e via Santa Rosa Venerini.
Alcuni laboratori e la palestra di Corso Vittoria Colonna continuarono invece a essere utilizzati nelle parti rimaste disponibili.
Un cantiere annunciato per 429 giorni
I lavori veri e propri nella sede storica risultano avviati operativamente il 29 gennaio 2024. Il progetto comprendeva restauro e risanamento conservativo dell’edificio, adeguamento antincendio, messa in sicurezza e miglioramento sismico.
La durata annunciata era di 429 giorni, circa 14 mesi. La conclusione programmata sarebbe quindi dovuta cadere tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2025.
Il rientro previsto per settembre 2026 arriva invece circa 31 mesi dopo l’apertura del cantiere, oltre due anni e mezzo più tardi.
Non è stato pubblicamente individuato, però, il verbale definitivo di ultimazione: è quindi corretto parlare di 31 mesi trascorsi tra l’avvio dei lavori e il rientro programmato, non di durata tecnica certificata del cantiere.
Il ritorno programmato a Corso Colonna
Un documento pubblicato dall’Istituto nel maggio 2026 indicava espressamente l’obiettivo di riprendere le attività nella sede storica con l’inizio dell’anno scolastico 2026-2027.
La circolare di agosto dispone ora l’ingresso degli studenti nelle rispettive sedi, senza annunciare nuovi trasferimenti a Ciampino o la prosecuzione delle lezioni nei prefabbricati.
La conferma indiretta più importante arriva dalla stessa Città metropolitana: i moduli provvisori non devono più accogliere le classi, ma essere smontati.
Manca tuttavia una comunicazione pubblica contenente il dettaglio delle aule assegnate e gli estremi dei collaudi finali.
Sei mesi in più per liberare l’area
Con la determinazione R.U. n. 3977 del 31 agosto 2026, la Città metropolitana di Roma Capitale ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 l’affitto dell’area di proprietà di Poste Italiane.
La proroga non serve a mantenere aperta la sede temporanea. L’atto chiarisce che occorre completare lo smontaggio dei prefabbricati e le successive attività di ripristino dei luoghi prima di restituire l’area al proprietario.
L’ultimo conto: 12.250 euro
La nuova spesa ammonta a 12.250,04 euro: 12.200,04 euro per il canone di locazione e 50 euro per il rimborso della metà dell’imposta di registro. Il canone riconosciuto a Poste Italiane è di 2.033,34 euro mensili, IVA compresa.
Il 26 giugno 2026, a pochi giorni dalla scadenza dell’affitto, l’Edilizia scolastica ha comunicato che lo smantellamento e il ripristino dell’area non sarebbero terminati in tempo. Dopo il sopralluogo del 15 luglio, Città metropolitana e Poste Italiane hanno concordato altri sei mesi.
Se la dismissione fosse stata completata entro giugno, questo nuovo esborso non sarebbe stato necessario. Sono oltre 12mila euro pubblici assorbiti dalla coda di un’emergenza nata nel 2021 e diventata sempre più lunga e costosa.
Cinque anni per tornare a casa
Nel febbraio 2023 la Città metropolitana prevedeva di completare l’adeguamento della sede storica entro i 24 mesi coperti dal primo noleggio dei moduli. Quel calendario è stato superato e sono state necessarie diverse proroghe.
Secondo la ricostruzione della stampa locale, installazione, noleggio, opere accessorie e prolungamenti avrebbero portato la sistemazione provvisoria a sfiorare complessivamente 1,7 milioni di euro.
Gli studenti tornano ora verso la normalità dopo oltre cinque anni fuori dalla sede storica. Ma l’ultimo conto resta ai contribuenti: altri 12mila euro per rimuovere strutture che avrebbero dovuto lasciare l’area entro giugno.





















