La decisione del Comune di Velletri
La conferma arriva dall’ultimo aggiornamento del Programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028, adottato dalla Giunta comunale con la Deliberazione n. 189 del 7 agosto.
L’intervento è denominato
“Riqualificazione del sito archeologico dell’Appia Antica presso l’edificio scolastico Sole Luna”.
Il responsabile indicato è l’architetto Paolo Candidi, mentre la procedura di affidamento è programmata per il 2027. Nel 2026 non è prevista alcuna spesa per quest’opera.
Da 250mila a 550mila euro
Il progetto era entrato nella programmazione comunale nel novembre 2024, con un importo iniziale di 250mila euro e l’affidamento previsto nel 2025.
Poco dopo, nel nuovo Piano triennale, la cifra è salita a 550mila euro: 300mila euro in più, equivalenti a un incremento del 120%. Contemporaneamente, l’avvio della procedura è scivolato prima al 2026 e poi al 2027.
Gli atti di programmazione consultabili non spiegano nel dettaglio da cosa derivi l’aumento.
Un progetto ancora sulla carta
I 550mila euro rappresentano al momento una previsione, non un cantiere finanziato e pronto a partire. Nella scheda comunale non compare il CUP (Codice unico di progetto), non viene indicata una gara già avviata e non è descritta puntualmente la fonte finanziaria destinata alla singola opera.
Manca anche un quadro pubblico degli interventi materiali: non è specificato se verranno realizzati coperture, passerelle, recinzioni, illuminazione, pannelli didattici o strutture per aprire il sito ai visitatori.
Sotto la scuola un’Appia ancora più antica
Il valore archeologico dell’area è però documentato.
Gli scavi effettuati presso il plesso Sole Luna, in Via dei Cinque Archi 161, hanno restituito più di 25 metri di strada basolata, con una carreggiata larga circa 4,10 metri, un marciapiede e un muro di contenimento formato da grandi blocchi di tufo.
Sotto il basolato è stata individuata anche una strada precedente alla stessa Appia Antica, realizzata con scaglie di pietra vulcanica e argilla.
Secondo gli studi archeologici, potrebbe rappresentare una delle primissime fasi costruttive dell’Appia, databile tra la fine del IV e gli inizi del III secolo avanti Cristo. La pavimentazione in basoli sarebbe invece successiva.

Le richieste rimaste senza risposta
Già nel 2016 il Comune di Velletri aveva chiesto al Gruppo Archeologico Veliterno di elaborare una proposta per valorizzare i nove chilometri dell’Appia presenti nel territorio comunale. Un secondo progetto era stato presentato nel 2017.
Nel 2020 lo stesso Gruppo tornò a chiedere interventi concreti su Soleluna, Ponte di Mele e Centocolonne.
Le associazioni hanno continuato negli anni a organizzare pulizie, passeggiate, incontri e iniziative culturali, denunciando l’assenza di una strategia organica capace di collegare le diverse testimonianze archeologiche.
L’esclusione dall’UNESCO e l’asfalto contestato
Le polemiche sono esplose nuovamente nel 2024, quando l’Appia è entrata nel patrimonio mondiale UNESCO, ma non tutti i tratti dei Castelli Romani sono stati compresi nel perimetro riconosciuto. Le associazioni locali hanno quindi avviato iniziative per chiedere l’estensione del riconoscimento.
Nello stesso periodo, il Partito democratico di Velletri e il Gruppo Archeologico Veliterno contestarono l’asfaltatura di un tratto dell’antico percorso, chiedendo al Comune di individuare i responsabili e ripristinare la pavimentazione storica.
Una vicenda distinta dal progetto Sole Luna, ma indicativa della fragilità dell’Appia veliterna.
Il tesoro archeologico può ancora aspettare
Accanto alla scuola sono intanto partiti altri investimenti, tra cui la nuova mensa e l’asilo nido finanziato dal PNRR. Proprio il progetto del nido ha richiesto lunghe indagini archeologiche preventive, costate oltre 39mila euro, a conferma della delicatezza dell’intera zona.
Il recupero del tratto romano, invece, resta affidato al Piano triennale.
La cifra è cresciuta, il valore storico è fuori discussione, ma mancano ancora progetto pubblico dettagliato, finanziamento chiaramente individuato e gara.
Dopo anni di richieste e rinvii, l’Appia accanto alla scuola Sole Luna resta visibile soprattutto negli studi degli archeologi e nelle promesse del Comune.
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