Una macchina organizzativa che, nelle intenzioni del movimento, dovrà accompagnare la candidatura nei diversi territori della città e consentire a Futuro Nazionale di presentarsi con una struttura già definita.
La scelta di Milano, spiega il movimento, «non è casuale».
La competizione per Palazzo Marino viene considerata una sfida di primaria importanza, nella quale Futuro Nazionale intende presentarsi
«con una struttura organizzata, una squadra competente e una presenza concreta e capillare nei quartieri e nei Municipi».
Burgio, dunque, è il nome sul quale Vannacci ha deciso di puntare. Una candidatura che ha già provocato la reazione di Matteo Salvini, che non ha risparmiato una battuta sull’origine del candidato.
Salvini: «Può piacere ai cittadini di Anzio»
A margine di un sopralluogo al Villaggio Olimpico di Milano, il vicepremier e leader della Lega ha spiegato che il centrodestra dovrebbe arrivare a una decisione in tempi brevi.
«Conto che entro settimana prossima ci sia il nome» del candidato sindaco, ha detto Salvini.
Interpellato su Giovanni Terzi, uno dei nomi circolati nelle ultime settimane, il ministro ha espresso un giudizio positivo:
«Un amico e una persona molto valida, è stato un ottimo amministratore comunale, ero in Comune insieme a lui».
Per Salvini, Terzi è
«uno dei nomi che sicuramente potrebbero rilanciare Milano insieme a qualcun altro».
Il leader della Lega ha confermato che sono in corso interlocuzioni tra i vertici nazionali della coalizione anche sulla scelta dei candidati alle prossime comunali.
«Sì, però non ve lo diciamo», ha risposto ai cronisti che gli chiedevano maggiori dettagli sugli incontri.
Poi la domanda è arrivata proprio su Burgio. E Salvini ha risposto con una battuta che inevitabilmente chiama in causa la distanza tra il candidato di Futuro Nazionale e il capoluogo lombardo:
«Sicuramente può piacere ai cittadini di Anzio visto che è di Anzio».
Quanto alla scelta della Lega e degli alleati, però, il vicepremier ha indicato una direzione diversa:
«Noi sceglieremo per Milano qualcuno di Milano che sappia dov’è Rogoredo, Corvetto, Bovisa, Niguarda e il Gallaratese».
Chi è Carmelo Burgio
Carmelo Burgio è nato ad Anzio l’8 giugno 1957, ma ha vissuto l’infanzia anche ad Alessandria della Rocca, in Sicilia.
Dopo la Nunziatella di Napoli e l’Accademia Militare di Modena, entra nell’Arma dei Carabinieri, dove costruisce una carriera lunga quasi cinquant’anni.
Nel 1980 viene assegnato al 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” di Livorno, e nel corso della carriera totalizza oltre 700 lanci.
Nel 1982 partecipa alla missione in Libano, è poi comandante di sezione e in seguito vicecomandante del GIS, il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri, e viene impiegato anche nei servizi di scorta al Presidente della Repubblica negli anni di Francesco Cossiga.
Tra il 1987 e il 1993 comanda la compagnia e successivamente il Reparto Operativo di Cagliari.
Una carriera tra antimafia e missioni internazionali
Negli anni successivi Burgio è comandante provinciale a Trapani e Caserta, occupandosi principalmente di lotta alla criminalità organizzata, e partecipa alle missioni Alba in Albania e IFOR/SFOR in Bosnia.
Nel 2003, subito dopo l’attentato di Nassiriya in cui morirono 19 italiani tra militari e civili, viene nominato comandante del Reggimento Multinational Specialized Unit in Iraq.
Successivamente ricopre incarichi alla Direzione Investigativa Antimafia, occupandosi di investigazioni preventive e controllo degli appalti pubblici, comanda la 1ª Brigata Mobile e, promosso generale di divisione nel 2017, guida infine il Comando delle Scuole dell’Arma e i comandi interregionali “Culqualber” e “Podgora”.
Ha conseguito due lauree, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza nazionale e internazionale, oltre a due master in studi strategici.
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