Sono 41 le squadre provenienti dalle principali università italiane ed europee che si stanno confrontando a Latina dal 2 al 5 settembre nella gestione simulata delle emergenze pediatriche, i Pediatric Simulation Games.
Latina al centro del confronto internazionale
La competizione internazionale riunisce gli specializzandi in Pediatria di università italiane ed europee e i loro tutor in un percorso fatto di scenari clinici, addestramento e confronto tra équipe.
A ideare i Pediatric Simulation Games nel 2017 è stato il professor Riccardo Lubrano, Professore Associato di Pediatria presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e primario dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina.
La prima edizione si tenne nel 2017 a Roma. Dal 2018 è Latina od ospitare i Pediatric Simulation Games, giunti all’ottava edizione, con una pausa nel 2020 e nel 2021 per l’emergenza Covid.
Che cosa sono i Pediatric Simulation Games
I Pediatric Simulation Games sono una competizione pensata per mettere alla prova la preparazione degli specializzandi nella gestione delle emergenze pediatriche.
Non si tratta quindi di una gara basata soltanto sulla conoscenza teorica. Le squadre devono affrontare situazioni cliniche simulate e prendere decisioni operative come avverrebbe in un contesto reale di emergenza.
Gli scenari vengono predisposti e seguiti da tutor e formatori. I partecipanti devono riconoscere rapidamente il problema, stabilire le priorità e intervenire in squadra. Al termine delle simulazioni viene effettuato il debriefing. È il momento nel quale vengono analizzate le decisioni prese, gli aspetti positivi e quelli da migliorare.
L’obiettivo è duplice. Da una parte c’è la competizione. Dall’altra c’è soprattutto la formazione. La simulazione permette infatti di esercitarsi su situazioni che, nella pratica clinica, richiedono rapidità, coordinamento e capacità di lavorare in équipe.
Oltre 40 squadre da università italiane ed europee
Al centro del confronto nei Pediatric Simulation Games sono gli specializzandi in pediatria provenienti da università italiane ed europee.
Per questa ottava edizione dei Pediatric Simulation Games si stanno confrontando a Latina 41 squadre. Sono presenti specializzandi provenienti da 32 atenei di tutta Italia. A loro si aggiungono 9 delegazioni di università di Francia, Portogallo, Spagna e Ungheria.
La manifestazione rappresenta quindi anche un momento di confronto tra diversi percorsi formativi. Gli specializzandi possono misurarsi con colleghi provenienti da altre realtà universitarie e affrontare insieme situazioni cliniche complesse.
Oltre trenta emergenze pediatriche da affrontare
Il programma della competizione prevede numerosi scenari di emergenza. Nel corso delle giornate di gara le squadre si sono confrontate con oltre trenta possibili situazioni cliniche.
Tra queste ci sono l’arresto cardiaco, l’insufficienza respiratoria e la polmonite. I partecipanti devono inoltre gestire casi di ostruzione delle alte vie aeree, shock settico e trauma cranico. Tra gli scenari sono comprese anche le malattie rare che possono presentarsi in pronto soccorso.

La varietà dei casi è uno degli elementi che caratterizza la manifestazione. Gli specializzandi non possono quindi prepararsi a un unico tipo di emergenza. Devono essere pronti a modificare rapidamente il proprio approccio sulla base dello scenario proposto.
Il ruolo dei tutor e il valore del debriefing
Accanto alle squadre c’è un gruppo di tutor che segue le diverse fasi della manifestazione. Il loro compito non consiste soltanto nell’osservare le prove. I tutor lavorano anche alla preparazione e al perfezionamento degli scenari clinici.
Il debriefing rappresenta una parte importante del percorso. Dopo ogni simulazione, la squadra può ripercorrere quanto accaduto. Le scelte effettuate vengono analizzate e messe in relazione con gli obiettivi didattici dello scenario.
In questo modo la gara diventa anche un’occasione di apprendimento immediato. Gli errori possono essere discussi senza le conseguenze che avrebbero in una situazione clinica reale. Allo stesso tempo, le procedure corrette possono essere consolidate.
Cinque sale di rianimazione
Nel corso della terza giornata le squadre si sono alternate nelle cinque sale di rianimazione predisposte per le simulazioni. La complessità degli scenari e l’organizzazione dei turni richiedono un coordinamento costante.
Al termine della terza giornata il professor Lubrano, ideatore di giochi, si è dichiarato molto soddisfatto:
«Siamo molto soddisfatti dell’andamento dei giochi per diversi motivi: in primis, per l’ordine di come si stanno alternando le squadre nelle cinque sale di rianimazione; poi per come stanno provvedendo ai corsi di addestramento al monitoraggio ecodinamico non invasivo e di emografia; ma, soprattutto, per il livello tecnico dei team e, inoltre, per la particolare complessità degli scenari che vengono proposti.»
Dalla formazione alla gara
Il programma prevede anche momenti specifici di addestramento. La formazione accompagna quindi la competizione e amplia l’esperienza dei partecipanti oltre la singola prova.
La componente agonistica rimane comunque centrale. Le squadre sono chiamate a confrontarsi su scenari differenti e a dimostrare preparazione, capacità decisionale e coordinamento.
Ma il risultato finale non esaurisce il significato della manifestazione. Il valore dei giochi è legato soprattutto alla possibilità di allenarsi nella gestione delle emergenze pediatriche.
La proclamazione della squadra vincitrice
La quarta e ultima giornata dei Pediatric Simulation Games è in programma sabato 5 settembre, con le semifinali e le finali, che decreteranno la squadra vincitrice dell’ottava edizione.
A difendere il titolo è l’Università degli Studi di Trieste, vincitrice della precedente edizione.
Le squadre ancora in gara proveranno dunque a conquistare il primo posto, al termine di quattro giornate che hanno portato a Latina specializzandi e tutor di numerosi atenei italiani ed europei.
Le precedenti edizioni hanno visto sul podio del vincitore sempre squadre di università italiane:
- 2025 (7ª edizione): Università di Trieste
- 2024 (6ª edizione): Università di Padova
- 2023 (5ª edizione): Università Vita-Salute San Raffaele (UniSR) Milano
- 2022 (4ª edizione): Università degli Studi di Verona
- 2019 (3ª edizione): Università degli Studi di Napoli Federico II
- 2017 e 2018 (1ª e 2ª edizione): Università di Firenze (Meyer)






















