Il Governo Draghi all’interno del “Decreto Aiuti” del luglio 2022 ha infatti destinato quasi 50 milioni di euro per 2 importanti progetti da sviluppare nei centri AMA di Ponte Malnome e Rocca Cencia entro il 31 dicembre 2026.
Si tratta di progetti, appunto, che riguardano il ciclo di differenzazione e avvio al riciclo di carta, cartone, plastica e metalli. Altro che incenerire tutto, questi progetti ci allineerebbero sì all’Europa.
Ma a differenza dell’inceneritore, che ha la massima attenzione di tutta la macchina amministrativa capitolina, questi 2 progetti sembrano fermi.
I soldi ci sono dal 2023
Roma è arrivata così a meno di quattro mesi dal termine del 31 dicembre 2026 con i due impianti da complessivi 48,5 milioni di euro ancora classificati dal portale del Campidoglio come
“in fase di gara/progettazione”.

I fondi non risultano già perduti, ma il calendario impone al Comune di Roma di spiegare immediatamente il reale avanzamento delle opere.
I soldi ci sono, la scadenza incombe: a procedere con esasperante lentezza è proprio il riciclo.
Quasi 50 milioni ancora sulla carta
Del resto, le cifre arrivano dalle schede ufficiali: 24,9 milioni per Ponte Malnome e 23,6 milioni per Rocca Cencia.
Le risorse provengono dal fondo statale istituito dall’articolo 42 del Decreto Aiuti per rafforzare gli interventi collegati agli obiettivi del PNRR.
Non si tratta, tecnicamente, di due impianti che trasformano direttamente i rifiuti in nuovi prodotti, ma di strutture destinate a separarli e prepararli per il successivo recupero nei consorzi di filiera.
Ogni impianto dovrebbe trattare 100mila tonnellate l’anno, per una capacità complessiva di 200mila tonnellate, attraverso linee dedicate a carta e cartone e a plastica e metalli.
Il calendario corre, i cantieri non si vedono
Roma indica per entrambi i progetti una durata dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026. Eppure, alla data della pubblicazione, la sezione comunale sulla trasparenza li mantiene “in fase di gara/progettazione”.
Anche il portale “Roma si Trasforma” li classifica nella fase di “Progettazione”, pur collocandone la conclusione nel quarto trimestre 2026.
Le gare furono annunciate nell’aprile 2024. Nel luglio 2025 l’Assemblea capitolina ha però dovuto ancora autorizzare la costituzione del diritto di superficie e delle servitù sulle aree AMA: un passaggio che lo stesso Campidoglio definiva necessario per perfezionare il finanziamento e procedere alla cantierizzazione. Comunicato di Roma Capitale
Quanto rischiano realmente i finanziamenti
Il 31 dicembre 2026 non comporta automaticamente la cancellazione integrale dei 48,5 milioni. Il decreto di assegnazione prevede però riduzioni o revoche qualora non vengano rispettati gli obiettivi amministrativi, progettuali, di affidamento e realizzazione stabiliti dal cronoprogramma.
In alcuni casi la revoca può riguardare la quota eccedente le spese sostenute; per il mancato raggiungimento di altri obiettivi intermedi o finali il decreto prevede una decurtazione dell’1% del finanziamento.
Applicata a entrambi gli interventi, questa percentuale corrisponderebbe teoricamente a 484.910 euro. Non è però possibile affermare che tale taglio sia già scattato: servono il cronoprogramma ministeriale aggiornato, le somme impegnate e pagate e lo stato delle procedure.
L’inceneritore Acea avanza, il riciclo resta opaco
Il confronto politico è con l’inceneritore Acea di Santa Palomba.
Su quell’impianto Gualtieri, nella veste di Commissario straordinario, ha portato avanti localizzazione, gara e acquisizione delle aree.
Per Ponte Malnome e Rocca Cencia, invece, i portali pubblici non documentano ancora l’apertura dei cantieri né mostrano aggiudicazioni, verbali di consegna o percentuali di avanzamento.
Questo non prova che nessuna attività sia stata svolta: potrebbe anche significare che le schede non siano aggiornate. Ma sarebbe comunque un problema, perché un’amministrazione che rivendica trasparenza e transizione ecologica dovrebbe consentire ai cittadini di conoscere lo stato di opere finanziate con quasi 50 milioni pubblici.
La Roma “green” alla prova dei documenti
La gerarchia europea dei rifiuti colloca prevenzione, riuso e riciclo prima del recupero energetico e dello smaltimento.
Gli impianti di selezione sono quindi essenziali per preparare i materiali al riciclo, pur avendo anch’essi un impatto ambientale.
Gualtieri sindaco e Gualtieri commissario dei rifiuti coincidono nella stessa figura istituzionale.
Spetta dunque a lui chiarire lo stato dei due progetti, pubblicando aggiudicazioni, contratti, verbali di consegna, avanzamento fisico, somme pagate e scadenze aggiornate. Altrimenti la Roma “green” resterà intrappolata nel peggiore dei materiali: la carta delle promesse.



















