È questo il nuovo sistema voluto dall’ente provinciale guidato da Roberto Gualtieri, mentre Roma Capitale ha appena approvato il proprio accordo specifico per le strade metropolitane che attraversano la Capitale.
Gualtieri fa l’accordo con se stesso
L’ultima mossa è della Giunta capitolina. Con la deliberazione n. 269 del 27 agosto, resa pubblica il 7 settembre, Roma ha approvato lo schema di convenzione con Città Metropolitana – entrambi gli enti sono guidati da Roberto Gualtieri – per rimuovere rifiuti e discariche abusive dalle arterie provinciali di proprietà metropolitana comprese nel territorio comunale capitolino, quindi interna al GRA.
Roma città, quindi per le provinciali dentro il GRA, organizzerà da sé gli interventi di pulizia e bonifica; Città Metropolitana pagherà raccolta e trasporto; il Campidoglio sosterrà il conferimento finale dei rifiuti. Tutto, comunque, entro le risorse disponibili.
Fuori Roma, invece, un accordo per ogni Comune
Per i 120 Comuni dell’hinterland la strada è diversa. L’11 novembre 2025 Gualtieri, questa volta da sindaco metropolitano, ha approvato con il decreto n. 158 uno schema generale destinato ai Comuni della provincia.
Ma non è una bonifica automatica: lo stesso decreto parla di convenzioni attuative da stipulare con i singoli Comuni, solo se interessati.
Tradotto: Pomezia deve fare il suo accordo per pulire la via Ardeatina, Anzio il suo, Albano il suo e così via per tutti i Comuni della provincia di Roma.
La strada è metropolitana, lo smaltimento lo paga il Comune
La provinciale appartiene alla Città Metropolitana, ma il sistema adottato da Gualtieri divide il conto: all’ente metropolitano spettano raccolta e trasporto; al Comune territorialmente competente restano il conferimento e lo smaltimento.
Questo schema, però, rischia di essere lungo. E il “caso” di Cerveteri lo dimostra.
Il modello ha già funzionato, ma mostra anche il suo limite. A Cerveteri la convenzione con Città Metropolitana è servita per liberare la Settevene Palo Nuova dalle discariche abusive.
La sindaca Elena Gubetti parlò però apertamente di un percorso burocratico lungo e complesso: accordo specifico, fondi metropolitani per rimozione e trasporto e risorse comunali per lo smaltimento.
Si può fare, quindi. Ma bisogna arrivarci Comune per Comune.
Ardeatina, Laurentina e Ostia-Anzio: il problema corre verso sud
Ed è soprattutto nel quadrante sud che la questione diventa enorme. La rete metropolitana comprende arterie come Ardeatina, Laurentina, Ostia-Anzio, Albano-Torvaianica, Cancelliera, Velletri-Nettuno e Padiglione-Acciarella.
Sono tutti collegamenti che attraversano o servono Roma, Pomezia, Ardea, Albano, Anzio, Nettuno e l’area dei Castelli Romani.
Sono strade percorse ogni giorno da pendolari, residenti e mezzi pesanti. Se lungo una di queste arterie nasce una discarica abusiva, non basta che la strada sia “della Provincia”: serve mettere insieme competenze, convenzione e soldi.
Città Metropolitana ha anche una leva finanziaria
Eppure le risorse non sono completamente fuori portata. Il decreto di Gualtieri richiama una norma nazionale che, per il 2025 e il 2026, consente a Province e Città metropolitane di utilizzare, entro determinati limiti, anche quote di entrate legate al Codice della strada per finanziare la rimozione dei rifiuti abbandonati lungo i cigli.
La domanda, allora, diventa inevitabile: perché non costruire una macchina metropolitana ancora più uniforme, capace di alleggerire al massimo i piccoli e medi Comuni?
Gualtieri ha due cappelli, ed è qui la contraddizione
Perché Roberto Gualtieri non amministra soltanto Roma. La Città Metropolitana comprende 121 Comuni, Roma inclusa, e circa un quarto della sua superficie è costituito proprio dalla Capitale.
Quando firma da sindaco di Roma deve pensare ai romani. Ma quando governa Città Metropolitana deve guardare anche a Pomezia, Ardea, Albano, Velletri, Anzio, Nettuno e agli altri Comuni.
La contraddizione, dunque, è soprattutto politica: Roma ha il suo accordo pronto; fuori Roma bisogna bussare uno alla volta alla porta della stessa Città Metropolitana.
E nel 2027 Roma torna alle urne
Il calendario rende il quadro ancora più delicato. Roma, che votò nell’autunno 2021, rientrerà nel turno amministrativo della primavera 2027.
È una conseguenza delle regole fissate dopo lo slittamento elettorale dovuto alla pandemia.
Non esiste alcuna prova che questa convenzione sia stata pensata in funzione delle elezioni e sarebbe scorretto sostenerlo.
Ma politicamente la domanda resta: Gualtieri sta mettendo la stessa energia nelle provinciali dei Castelli e del litorale che mette oggi sulle strade metropolitane dentro Roma?
Perché i rifiuti lungo l’Ardeatina non cambiano natura quando superano il confine della Capitale. E neppure il sindaco metropolitano dovrebbe cambiare orizzonte.
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