Una scelta che tra 2026 e 2027 sta diventando concreta per migliaia di famiglie e imprese, chiamate a mettere mano al portafoglio prima rispetto al vecchio calendario.
L’obiettivo del Comune di Pomezia
La scelta è finita anche nella programmazione finanziaria dell’Amministrazione Felici approvata all’inizio di agosto con il nuovo DUP, il Documento Unico di Programmazione, in sostanza la bussola con cui un Comune stabilisce obiettivi e priorità prima di trasformarli in bilanci, regolamenti e atti concreti.
Nel capitolo dedicato ai servizi finanziari Pomezia indica espressamente la volontà di modificare il regolamento TARI in modo definitivo
«al fine di migliorare la liquidità dell’Ente anticipando le scadenze della riscossione».
Nel novembre 2025 la modifica del regolamento TARI è arrivata anche tra gli argomenti sottoposti al Consiglio comunale.
Da due scadenze a tre: cosa è cambiato
Gli effetti sono diventati visibili in questo 2026. Sul portale comunale risultavano precedentemente indicate due scadenze ordinarie per la TARI: 30 aprile per l’acconto e 30 ottobre per il saldo.
Quest’anno 2026 il calendario è cambiato: 28 febbraio, 31 maggio e 31 ottobre.
Il primo invio comprende le prime due rate, calcolate in acconto sulle tariffe 2025, mentre il secondo contiene il saldo sulle tariffe 2026.
In sostanza, una parte della TARI che prima entrava nelle casse comunali a fine aprile ha cominciato ad arrivare già a fine febbraio, circa due mesi prima.
I soldi entrano prima, migliorano le casse comunali
Il passaggio va letto con attenzione. Anticipare la riscossione non significa automaticamente aumentare la TARI: significa cambiare il momento in cui il contribuente versa una parte della somma e, specularmente, quello in cui il Comune dispone del denaro.
Ed è proprio la liquidità il cuore della scelta indicata nei documenti comunali. La liquidità serve all’Ente per affrontare pagamenti e spese senza dover ricorrere eccessivamente alle anticipazioni della tesoreria mentre attende l’incasso delle proprie entrate.
La situazione, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Amministrazione, sarebbe comunque migliorata: al 31 luglio 2026 il ricorso all’anticipazione di cassa risultava pari a circa 6,9 milioni di euro, contro 17,1 milioni dello stesso periodo del 2025. Anche il ritardo medio nei pagamenti sarebbe sceso da 24 a 15 giorni.
Adesso resta il nodo 2027
Per i contribuenti, quindi, la prossima data certa è oggi il 31 ottobre 2026, quando scadrà la terza rata a saldo.
Per il 2027, invece, al momento non risultano ancora pubblicate nuove date ufficiali.
Saranno il regolamento vigente, gli eventuali nuovi atti del Consiglio e soprattutto la comunicazione annuale dell’Ufficio Tributi a stabilire se il calendario a tre rate verrà confermato così com’è o ulteriormente modificato.
Ed è proprio qui che si giocherà la prossima partita: capire se l’anticipo introdotto per dare più respiro alla cassa comunale resterà un’eccezione oppure diventerà la nuova normalità per i contribuenti di Pomezia.
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