Il confronto con le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl si è svolto martedì 8 settembre, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole.
Le organizzazioni sindacali e la Rete degli Studenti Medi del Lazio hanno chiesto interventi strutturali per rendere gli edifici più sicuri e adeguati alle temperature estreme.
Regione Lazio, possibile ordinanza oltre i 35 gradi
Alla riunione presso la Regione Lazio hanno partecipato l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Politiche di Ricostruzione, Viabilità e Infrastrutture Manuela Rinaldi, l’assessore al Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica Alessandro Calvi e il direttore regionale ai Lavori pubblici e infrastrutture Luca Marta.
Al centro dell’incontro c’è stata l’emergenza caldo nelle scuole e più in generale le condizioni degli edifici scolastici durante le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno illustrato alla Regione le principali criticità riscontrate e le richieste per affrontare l’emergenza.
La Regione ha accolto le proposte avanzate dai sindacati e ha annunciato la possibilità di ricorrere a strumenti straordinari.
Gli assessori Calvi e Rinaldi hanno indicato una possibile soluzione nel caso in cui le condizioni climatiche non dovessero migliorare nei prossimi giorni, ovvero la sospensione delle lezioni con temperature oltre i 35 gradi:
«Siamo di fronte a una criticità che ha carattere d’urgenza. Come tale, può essere affrontata solo ricorrendo a strumenti straordinari.
Per questa ragione abbiamo preso l’impegno, come condiviso con i sindacati, e qualora la situazione non dovesse mutare entro un paio di giorni, di valutare, anche con gli uffici preposti, la predisposizione di un’ordinanza per dare la possibilità anche alle scuole di sospendere le lezioni se le temperature dovessero superare i 35 gradi».
Entro ottobre un tavolo permanente sull’edilizia scolastica
La Regione guarda però anche oltre l’emergenza immediata. L’obiettivo annunciato è quello di affrontare in modo strutturale il problema della qualità degli edifici scolastici e della loro capacità di resistere alle temperature sempre più elevate.
Entro ottobre dovrebbe essere convocato un tavolo permanente con l’Ufficio scolastico regionale, l’Upi, l’Anci, le organizzazioni sindacali e gli altri soggetti interessati.
Il tavolo dovrà occuparsi della programmazione degli interventi sull’edilizia scolastica e del reperimento delle risorse necessarie. Una parte specifica del lavoro sarà dedicata alle opere necessarie per affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
Per la Regione la priorità riguarda non soltanto gli studenti, ma tutte le persone che ogni giorno frequentano gli istituti:
«Il benessere degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico sono una priorità e un impegno che, come Regione Lazio, abbiamo posto sempre come priorità».
UGL Lazio: «Ora serve un piano strutturale»
Il confronto viene valutato positivamente dalla UGL Lazio, che ha partecipato all’incontro con Anna Rita Fantacci, componente della Segreteria regionale guidata dal segretario Armando Valiani.
Il sindacato considera l’apertura del tavolo un primo passo, ma chiede che il confronto prosegua con interventi concreti. L’obiettivo indicato è costruire un piano capace di affrontare sia l’emergenza attuale sia le conseguenze delle temperature estreme nel medio e lungo periodo:
«Riteniamo importante che la Regione abbia avviato un percorso di confronto con le parti interessate. Il nostro obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma contribuire alla costruzione di soluzioni concrete, partendo dalle criticità esistenti e programmando interventi capaci di produrre risultati nel breve e nel medio-lungo periodo».
Secondo l’organizzazione sindacale, il problema non può essere ricondotto alla sola installazione dei condizionatori. La risposta dovrebbe comprendere una serie di interventi di efficientamento degli edifici.
Tra le soluzioni indicate figurano pompe di calore ad alta efficienza, impianti fotovoltaici, schermature solari e interventi sull’isolamento termico. L’obiettivo è migliorare le condizioni interne degli edifici e ridurre anche i consumi energetici.
Gli studenti: «9 scuole su 10 prive di climatizzazione»
La questione era stata sollevata nei giorni scorsi anche dalla Rete degli Studenti Medi del Lazio.
L’organizzazione studentesca ha denunciato le condizioni degli istituti a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni.
Il coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, Simone Montori ha dichiarato:
«È inaccettabile rientrare a scuola con più di 30° e senza un piano reale e attuato per mitigare la situazione. Serve un intervento coordinato da parte di Ministero, Regione Lazio e Enti locali».
Secondo i dati citati dalla Rete degli Studenti Medi, sulla base di un’indagine di Tuttoscuola, in Italia 9 scuole su 10 sono prive di condizionatori.
Per la Città Metropolitana di Roma Capitale, sempre secondo i dati riportati dall’organizzazione, sarebbero necessari interventi su circa 8mila aule, per una spesa stimata in 25 milioni di euro nella sola provincia di Roma.
Un quadro che, secondo gli studenti, diventa particolarmente problematico alla luce dell’aumento delle temperature e della durata delle ondate di calore.
La Rete degli Studenti Medi del Lazio cita inoltre i dati di Worklimate, secondo cui negli ultimi 100 giorni 77 sarebbero stati caratterizzati da temperature estreme.
La critica ai 20 milioni annunciati dal Ministero
Il coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, Simone Montori, ha criticato anche lo stanziamento di 20 milioni di euro annunciato a livello nazionale e definito tradivo e insufficiente:
«Valditara annuncia uno stanziamento di 20 milioni, un intervento insufficiente e tardivo. Pensare di affrontare il problema a pochi giorni dall’inizio delle lezioni è inaccettabile, a pagarne le conseguenze non possono essere studenti e docenti».
La richiesta degli studenti è quindi quella di superare la logica dell’intervento emergenziale. Per la Rete, il problema delle temperature nelle aule si inserisce in una situazione più ampia legata alle condizioni dell’edilizia scolastica:
«Solleciteremo le provincie per dar vita ad un piano straordinario di messa in sicurezza delle scuole. La Regione Lazio deve contribuire a rendere gli edifici scolastici spazi sicuri con uno stanziamento straordinario di fondi, perchè è anche da qui che passa il diritto allo studio.»
Il sindacato studentesco annuncia che monitorerà la situazione nelle scuola fin dal primo giorno:
«Raccoglieremo le segnalazioni nelle scuole e vigileremo affinché la salute di chi studia venga garantita»
Dall’emergenza alla programmazione
Il confronto aperto in Regione mette sullo stesso tavolo una questione immediata e un problema di più lunga durata. Da una parte c’è la necessità di gestire le giornate più calde e garantire condizioni adeguate nelle aule. Dall’altra c’è la necessità di intervenire sugli edifici con una programmazione pluriennale.
La possibile ordinanza regionale rappresenterebbe una risposta all’emergenza. Il tavolo permanente annunciato entro ottobre dovrebbe invece affrontare il tema delle risorse, degli interventi e delle responsabilità tra i diversi enti.
La richiesta condivisa dalle organizzazioni sindacali e dagli studenti è quella di evitare che il caldo nelle scuole venga affrontato soltanto attraverso misure temporanee. L’obiettivo indicato è rendere gli edifici scolastici più efficienti e sicuri, anche alla luce di condizioni climatiche che stanno cambiando.
Il percorso avviato in Regione può diventare l’occasione per passare dall’emergenza alla programmazione.
Il nodo ora sarà capire quali provvedimenti verranno adottati nei prossimi giorni e, soprattutto, quali interventi entreranno nella programmazione del tavolo permanente annunciato per ottobre.



















