L’ordinanza, firmata il 9 settembre 2026, concede agli occupanti 30 giorni dalla notifica per liberare l’immobile e riconsegnare le chiavi al Comune. In caso di mancato rilascio, l’Amministrazione procederà allo sgombero coatto anche con l’intervento della forza pubblica.
L’immobile confiscato e trasferito al Comune di Anzio
La vicenda riguarda l’appartamento situato al primo piano di un villino sul Lungomare delle Sirene.
Allo stesso numero civico ci sono altri appartamenti che assolutamente non sono coinvolti nella vicenda.
La confisca definitiva era stata disposta dal Tribunale di Roma con un decreto del 1996.
In una prima fase il bene risultava intestato a una Srl, mentre successivamente, a seguito di una rettifica dei titoli giudiziali, è stato individuato come appartenente a un’altra società.
Nel corso degli anni sono emerse alcune difformità negli identificativi catastali e nella denominazione della società intestataria, circostanze che avevano rallentato la procedura di destinazione del bene.
Il Comune di Anzio aveva però già manifestato nel 2006 la volontà di acquisire l’immobile per destinarlo a finalità sociali.
Il passaggio decisivo è arrivato nel 2011. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata dispose il trasferimento dell’immobile al Comune di Anzio nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava.
La consegna formale avvenne il 22 novembre 2011 e da quel momento l’appartamento è entrato a far parte del patrimonio indisponibile dell’Ente.
La precedente destinazione a finalità sociali
L’acquisizione da parte del Comune di Anzio era stata accompagnata da un preciso obiettivo: utilizzare il bene per finalità di carattere sociale.
Nel 2011 l’Amministrazione aveva indicato in particolare la possibilità di assegnarlo a un’associazione senza scopo di lucro impegnata nel sostegno alle persone con disabilità.
L’immobile era già utilizzato da una Onlus, sulla base di un rapporto di locazione risalente agli anni precedenti.
Già nel 2003 l’Agenzia del Demanio aveva adottato un provvedimento di sfratto amministrativo nei confronti dell’associazione. La vicenda era poi approdata davanti al TAR del Lazio. Si era protratta negli anni, mentre nel frattempo erano maturati anche canoni di locazione non pagati e oneri condominiali.
Nel 2012 il Comune di Anzio aveva concesso provvisoriamente l’utilizzo gratuito dell’immobile a una cooperativa sociale, fino al 30 settembre dello stesso anno, con l’obiettivo di evitare il deterioramento del bene in attesa di una destinazione definitiva.
La cooperativa è inattiva dal 2017
Uno degli elementi alla base della nuova ordinanza riguarda proprio la situazione della cooperativa.
Dagli accertamenti svolti dagli uffici comunali risulta infatti che la cooperativa è inattiva. La stessa è inoltre sottoposta a una procedura di scioglimento e liquidazione coatta amministrativa avviata nel 2017.
Il Comune di Anzio ha quindi verificato la posizione dell’attuale occupante, anche alla luce delle comunicazioni intercorse negli ultimi anni.
Il Commissario liquidatore della cooperativa, contattato dall’Ente, nel luglio 2025 avrebbe dichiarato di non aver mai preso in consegna le chiavi dell’immobile, né dal Comune né dal precedente amministratore.
Lo stesso amministratore, secondo quanto riportato nell’ordinanza, aveva invece sostenuto che nel 2018 l’immobile sarebbe stato restituito al Comune e successivamente nuovamente riconsegnato.
Una ricostruzione che, precisa l’Amministrazione, non trova riscontro nella documentazione conservata dagli uffici comunali né nelle procedure risultanti presso l’ufficio legale dell’Ente.
Nessun documento sulla presunta restituzione delle chiavi
Il Comune di Anzio riferisce inoltre che, alla richiesta di produrre documentazione a sostegno di quella ricostruzione, non sarebbe stato presentato alcun atto in grado di dimostrare l’effettiva restituzione dell’immobile nel 2018.
Sono state invece prodotte alcune bollette relative alle utenze di energia elettrica e gas intestate allo stesso amministratore.
Negli atti, inoltre, non risulta presente un verbale di consegna delle chiavi successivo alla presunta restituzione del 2018, né un elenco degli arredi e delle masserizie presenti nell’appartamento.
Sulla base di questi elementi, l’Amministrazione ha quindi accertato quella che nell’ordinanza viene definita un’occupazione “sine titulo” dell’immobile da parte della cooperativa.
Trenta giorni per lasciare l’appartamento
È da questa ricostruzione che nasce il provvedimento di sgombero.
Il Comune di Anzio sottolinea che, essendo divenuto proprietario del bene confiscato, ha il compito di recuperare l’immobile alla funzione sociale per la quale era stato acquisito.
L’Ordinanza dispone quindi nei confronti dell’amministratore della cooperativa e degli eventuali altri occupanti di lasciare libero da persone e cose l’appartamento del Lungomare delle Sirene e di riconsegnare le chiavi al Comune di Anzio entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento.
Se il rilascio non dovesse avvenire entro il termine stabilito, il Comune procederà direttamente d’ufficio con lo sgombero dell’immobile, anche mediante l’intervento della forza pubblica.
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