In soldoni, è questa la novità contenuta nell’avviso pubblicato il 9 settembre dalla Città Metropolitana di Roma Capitale.
Il progetto agrivoltaico fa parte del disegno nazionale più ampio relativo alla transizione energetica, cioè il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili per produrre energia elettrica.
Un progetto sicuramente importante, ma che dovrebbe essere maggiormente guidato al rispetto e a una accurata attenzione verso l’ambiente stesso.
Pannelli, elettrodotto e stazione elettrica
Il progetto proposto da Alpha Solar I Srl prevede un impianto agrivoltaico da 24.978,36 kWp, con una potenza massima immessa in rete pari a 23,85 MW.
Non conosciamo altri particolari tecnici, ma guardando agli altri impianti oggi esistenti, se venissero confermati i 50 ettari, possiamo ipotizzare la presenza di circa 50mila pannelli fotovoltaici. La loro produzione potrebbe soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di circa 11.000 famiglie.
Per collegarlo alla rete nazionale sarà realizzato un cavidotto interrato lungo circa 280 metri, diretto verso la nuova cabina primaria “ALMA” di E-Distribuzione.
Sono inoltre previsti collegamenti a 150mila volt e una nuova stazione elettrica inserita sulla rete di trasmissione nazionale.
Non è ancora un decreto di esproprio
L’atto non dispone immediatamente gli espropri e non autorizza l’apertura dei cantieri, avvia, però, il procedimento diretto all’approvazione del progetto, alla dichiarazione di pubblica utilità del progetto stesso, urgenza e indifferibilità e all’asservimento delle aree necessarie.
Un passaggio ben più concreto rispetto alla partecipazione degli enti alla Conferenza dei servizi raccontata nei mesi scorsi: il progetto comincia ora a interessare direttamente le proprietà private.
Dieci particelle interessate dalle opere
L’avviso indica dieci particelle catastali del Comune di Pomezia.
Sono le aree che, secondo il documento, risultano coinvolte dal percorso del cavidotto e dalla stazione elettrica.
Non si tratta necessariamente dell’intera superficie destinata ai pannelli, il cui perimetro completo continua a non emergere dall’atto.
I proprietari potranno inviare osservazioni alla Città Metropolitana entro 30 giorni dalla notifica o dalla pubblicazione dell’avviso.
Le osservazioni devono essere inviate tramite PEC all’indirizzo: [email protected], entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso.
Per la pubblicazione del 9 settembre, il termine scade il 9 ottobre 2026.
Il progetto emerso nell’estate 2026
Il Caffè aveva portato alla luce la vicenda nel luglio scorso, ricostruendo la pratica regionale avviata nel maggio 2024 e rimasta a lungo lontana dai riflettori.
Successivamente era emersa la convocazione della Conferenza dei servizi e la nomina della dirigente Paola Camuccio come rappresentante unico di Città Metropolitana.
Il nuovo avviso mostra ora un ulteriore avanzamento, senza rappresentare ancora il via libera definitivo.
Il nodo dei laghetti dell’ex cava Tacconi
A rendere particolarmente delicato il progetto è la localizzazione indicata in via Campo Verde, nel quadrante vicino a Pratica di Mare e ai laghetti dell’ex cava Tacconi.

Si tratta di un’area inserita nel percorso avviato nel 2022 per istituire un vasto Monumento naturale comprendente anche Cava Tacconi, i laghetti di Pratica di Mare, le dune del Pigneto e i bacini di Campo Selva. Quel vincolo, tuttavia, non risulta ancora istituito.
Trenta giorni per chiedere chiarezza
Restano senza risposta alcune domande decisive: la superficie esatta dell’impianto, il numero dei pannelli, il perimetro completo, le distanze reali dai laghetti e l’attività agricola che dovrebbe proseguire nell’area.
La precedente stima di circa 50 ettari non viene confermata dal nuovo avviso.
Ora, però, cittadini e proprietari hanno uno strumento concreto: possono consultare gli elaborati depositati e presentare osservazioni entro il 9 ottobre.
Il maxi fotovoltaico non è ancora autorizzato, ma la partita sui terreni è ufficialmente cominciata.
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