E l’autunno rischia di non prospettarsi esente da rischi.
I numeri aggiornati al 10 settembre arrivano dall’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc): in Europa sono stati registrati 1.285 casi autoctoni di febbre del Nilo in 15 Paesi dall’inizio della stagione estiva.
L’Italia è il Paese più colpito, con 590 casi, davanti alla Grecia, ferma a 319, e alla Spagna, con 104.
I numeri, in realtà, sono condizionati anche dall’accuratezza delle rilevazioni, differente a seconda della nazione europea.
I numeri West Nile in Italia
Nel nostro Paese, Latina (con i suoi 34 casi) si trova purtroppo nella parte alta della classifica.
A precederla sono Padova, con 50 casi, Milano con 48 e Roma con 46. Seguono Torino (30), Oristano (25), Caserta (22), Cremona (21), Novara (18) e Mantova (17).
La diffusione del virus non riguarda soltanto singoli casi. Attraverso il sistema di sorveglianza europeo sono state individuate 161 aree interessate dal West Nile virus in 15 Paesi. Anche in questo caso l’Italia è in testa, con 64 aree, seguita da Grecia (21) e Romania (20).
Il caldo allunga la stagione delle zanzare
Ma in questo 2026 c’è anche un ulteriore fattore di cui bisogna assolutamente tenere conto.
L’eccessivo caldo di quest’anno porterà infatti quasi certamente ad un allungamento della stagione in cui viene favorita un’ampia diffusione delle varie specie di zanzare.
Il picco delle temperature estive e la previsione di avere mesi autunnali insolitamente caldi faranno sì che le zanzare rimarranno attive e continueranno a riprodursi fino ad autunno inoltrato.
Questa è al momento solo una ipotesi, che si spera non sarà poi confermata dai numeri dei prossimi mesi.
certo il territorio di Latina deve rimanere uno dei più attenzionati.
Che cos’è la febbre del Nilo
La febbre del Nilo occidentale (West Nile fever) è un’infezione provocata dal West Nile virus, trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette.
Il ciclo naturale coinvolge soprattutto le zanzare e gli uccelli, mentre l’uomo e altri mammiferi possono infettarsi accidentalmente. In Europa la trasmissione è particolarmente legata alla presenza della zanzara Culex pipiens.
Nella maggior parte dei casi l’infezione passa inosservata: circa l’80% delle persone infettate non sviluppa sintomi.
In circa il 20% dei casi può invece comparire la cosiddetta febbre del Nilo, generalmente caratterizzata da febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari e articolari; possono comparire anche rash, vomito o diarrea.
La forma più grave è quella neurologica, che può provocare meningite, encefalite o altre manifestazioni del sistema nervoso. Riguarda meno dell’1% degli infetti, ma il rischio aumenta soprattutto nelle persone anziane e in quelle con alcune condizioni di salute.
Non esiste attualmente un vaccino autorizzato né una terapia antivirale specifica per l’uomo: la prevenzione passa soprattutto dalla protezione dalle punture di zanzara.
In Europa cresce anche la sorveglianza sulla Dengue
Il bollettino Ecdc segnala contemporaneamente la presenza di casi autoctoni di Dengue in Europa.
Il West Nile Virus e la Dengue appartengono alla stessa famiglia di virus (Flaviviridae) e condividono la trasmissione tramite le zanzare, ma sono patogeni distinti con vettori e manifestazioni cliniche differenti.
Dall’inizio del 2026 al 9 settembre, Italia e Francia hanno segnalato rispettivamente 24 e 5 casi contratti localmente.
Nell’ultima settimana l’Italia ha comunicato altri 21 casi autoctoni: due nell’area di Lecce e 19 in quella di Livorno, entrambi cluster già conosciuti. Nessun nuovo caso è stato invece segnalato dalla Francia.
Per il territorio pontino, dunque, i 34 casi di West Nile rappresentano un dato da tenere sotto osservazione proprio mentre la stagione delle zanzare è ancora in corso.
L’Ecdc sottolinea infatti che la maggior parte dei casi europei si concentra tra luglio e settembre, quando l’attività dei vettori è maggiore.
Leggi anche: Latina, erosione costiera, dopo due anni via ai lavori sul litorale: Foce Verde e Rio Martino insieme a Sabaudia

















