Le cinque aste sono state pubblicate l’11 agosto , con termine per partecipare fissato alle ore 18 del 7 settembre.
Il giorno successivo sono iniziate le aperture delle offerte. Il risultato è stato netto: quattro lotti deserti e uno conteso. Le procedure sono consultabili sul portale comunale.
Oltre 40 ettari senza acquirenti
Sono rimaste senza risposte all’asta le particelle forestali:
- 40 alla Madonnella,
- 45 a Monte Cavo,
- 84 a Monte Cavo,
- 88 al Maschio delle Faete.
Complessivamente si tratta di 40,55 ettari di bosco e di prezzi a base d’asta per 258.577 euro, senza contare IVA e spese tecniche.

Il Comune di Rocca di Papa aveva messo in vendita il materiale legnoso certificato ricavabile dagli interventi programmati. Ma alla scadenza nessuna impresa ha deciso di presentare una proposta per questi quattro lotti.
Il Comune di Rocca di Papa deve riaprire i fascicoli
Per le quattro aste deserte non esiste un’aggiudicazione da completare. Il Comune dovrà quindi tornare sui singoli fascicoli e decidere, attraverso nuovi atti, se riproporre le vendite oppure modificare prezzi, tempi o condizioni.
Al momento della verifica non risulta ancora pubblicata questa decisione.
Il caso più delicato riguarda le particelle 84 e 88: erano già rimaste senza offerte diverse volte tra il 2024 e il 2025, anche dopo precedenti riduzioni del prezzo.
Ribassi inutili e un problema irrisolto
Nell’agosto scorso il Comune di Rocca di Papa aveva stabilito di tentare nuovamente la vendita delle particelle 84 e 88 senza ulteriori ribassi.
Aveva però scelto di non conteggiare l’incremento della massa legnosa nel frattempo maturato, con l’obiettivo dichiarato di rendere i lotti più appetibili.
L’espediente non è bastato. Anche questa volta le imprese sono rimaste alla finestra.
Il nuovo flop, dunque, non appare come un incidente isolato, ma come la prosecuzione di una difficoltà che dura da quasi due anni. Lo ricostruisce la Determinazione comunale n. 401 dell’11 agosto scorso.
Perché nessuno ha presentato offerte?
Gli atti non indicano una motivazione ufficiale e attribuire una causa certa sarebbe scorretto.
Le condizioni economiche forniscono però alcuni elementi: oltre al prezzo della legna, gli acquirenti devono considerare IVA, spese di progettazione e collaudo, contratto, cauzioni e obblighi legati all’esecuzione del taglio.
Per la sola particella 40, ad esempio, la base era di 129mila euro, accompagnata da oltre 17mila euro di spese tecniche. Non erano inoltre ammesse offerte al ribasso.
Il Comune di Rocca di Papa aveva disposto di pubblicizzare le aste anche presso l’associazione PEFC, il Parco dei Castelli Romani, i Comuni confinanti e almeno cinquanta aziende boschive del territorio.
L’assenza di proposte non può quindi essere spiegata, almeno sulla carta, soltanto con la scarsa visibilità dell’avviso.
Il nodo potrebbe essere la convenienza complessiva delle operazioni, ma soltanto gli operatori economici potrebbero confermarlo.
L’unico lotto che vale oro
La situazione cambia completamente per la particella forestale 134 di Monte Cavo, estesa per 14,18 ettari.
Qui sono arrivate due offerte: 142.550 euro dalla società La Palanzana e 207.927 euro dal Gruppo Maces Costruzioni Generali, a fronte di una base di 137.927 euro.
La Commissione ha proposto l’aggiudicazione al Gruppo Maces, che ha offerto 70mila euro in più rispetto alla cifra di partenza.
La vendita, però, non è ancora definitivamente conclusa. Il Comune di Rocca di Papa dovrà verificare il possesso dei requisiti dichiarati dall’impresa, approvare l’aggiudicazione con una determina formale e arrivare alla stipula del contratto.
È questo ciò che accadrà ora per concludere la quinta asta. Il verbale ufficiale precisa che, prima della firma, dovranno essere completati i controlli.
Intanto i tagli su terreni privati continuano ad aumentare
Il paradosso diventa più evidente allargando lo sguardo ai Castelli Romani.
Mentre una parte della legna comunale non trova compratori, continuano ad aumentare le superfici interessate da autorizzazioni forestali su terreni privati.
Nel marzo scorso il nostro giornale ha raccontato il diradamento previsto su 23,73 ettari di castagneto a Lariano e altri interventi per quasi 33 ettari complessivi tra Rocca di Papa e Velletri.
A questi casi si aggiungono i 10,12 ettari di bosco ceduo castanile autorizzati a Colle Fornace, nel territorio di Velletri.
Si tratta di interventi formalmente autorizzati e non necessariamente già completati: una distinzione indispensabile.
Il caso di Lariano, i nuovi tagli tra Rocca di Papa e Velletri e l’intervento di Colle Fornace mostrano comunque una sequenza sempre più fitta.
Il vero conto è quello complessivo
Il taglio ceduo non comporta la cancellazione definitiva del bosco: i tronchi vengono recisi, mentre dalle ceppaie possono nascere nuovi germogli.
La ricrescita, però, richiede tempo e il cambiamento del paesaggio è immediato. Per questo la vicenda supera il destino economico delle quattro aste deserte.
La domanda è ormai più grande: quante superfici possono essere tagliate contemporaneamente senza modificare profondamente il volto verde dei Castelli Romani?
La legna può restare invenduta e tornare all’asta. Un bosco appena tagliato, invece, non torna adulto con la stessa velocità con cui il Comune può firmare una nuova determina.




















