Un cambiamento importante per la comunità scolastica, arrivato dopo mesi di lavoro e preparativi, che la dirigente scolastica Simona Venti racconta come la conclusione di una «traversata impegnativa».
Quello che Il Caffè aveva titolato come “Mission Impossible” è diventato possibile, come nelle più emozionanti trame dei film di Tom Cruise.
Le lezioni iniziano lunedì 14 settembre, secondo un apposito calendario (LEGGI QUI)
La lettera della Preside
In una lettera rivolta a studenti, famiglie e personale, la Preside sceglie la metafora del viaggio in mare.
«Quando, dopo una lunga traversata, i marinai scorgono gli uccelli nel cielo, sanno che il porto è vicino», scrive.
E ora, raggiunto quel porto, la comunità dell’Istituto comprensivo Gramsci può guardare al nuovo anno scolastico con una prospettiva diversa, tra corsi, viaggi, gemellaggi, attività pomeridiane, concerti e nuove iniziative.
Dietro il trasferimento, però, ci sono mesi di lavoro intenso.
Venti sottolinea lo «sforzo straordinario» del personale della scuola, impegnato a rendere possibile il passaggio nella nuova sede, spesso con il coinvolgimento delle famiglie.
Un ringraziamento va anche al Consiglio d’Istituto e a quanti hanno condiviso «preoccupazioni, urgenze e tanto lavoro».
Il grazie alle Commissarie
Un passaggio centrale della lettera riguarda il ruolo delle istituzioni.
La dirigente ringrazia le Commissarie Prefettizie che, «con autentico spirito di servizio», hanno perseguito l’obiettivo di «offrire una scuola migliore ai nostri ragazzi».
Un impegno che, sottolinea, è stato portato avanti «costantemente, instancabilmente e silenziosamente».
Anche il personale comunale è stato coinvolto nel cambiamento.
Dipendenti, dirigenti, funzionari e tecnici hanno dovuto affrontare in tempi stretti il trasferimento degli uffici, lasciando spazio alla nuova comunità scolastica.
«E posso assicurare loro che ne vale la pena», scrive Venti.

“Un ambiente di studio accogliente”
Perché al centro del progetto restano soprattutto gli studenti.
La dirigente li descrive come ragazzi «straordinari», capaci di affrontare i cambiamenti con resilienza e ottimismo.
La nuova sede, secondo la dirigente, rappresenta proprio per loro un segnale importante:
«Un ambiente di studio accogliente, curato e più adeguato alle loro tante e diverse potenzialità».
Ora la scuola Gramsci è pronta a cominciare una nuova pagina della sua storia. Lasciato l’edificio di via Marco Aurelio, il nuovo anno scolastico parte da piazza dei Bersaglieri, con l’obiettivo di trasformare il cambiamento in un’opportunità.
«Perché questa è la scuola che vogliamo», conclude la dirigente. «E questa è la comunità di Aprilia: un volo di rondini nel cielo azzurro del futuro».
Dall’iniziale scetticismo ai complimenti
L’avevamo definita “Mission impossible.

Era la fine di giugno e l’annuncio che la scuola Gramsci sarebbe stata spostata al palazzo comunale di Piazza dei Bersaglieri e contestualmente gli uffici comunali sarebbero stati sparsi in varie parti di Aprilia sembrava davvero una “mission impossible”.
Quello di cui si favoleggiava da decenni, cioè lo spostamento della scuola, e nessuno era riuscito a fare, veniva tentato ora, sotto commissariamento della città.
Lo scetticismo sulla riuscita di una operazione di tale portata in meni di due mesi e mezzo era nostro, ma anche di tutta la città.
Ed oggi non solo dobbiamo ricrederci, ma dobbiamo fare i complimenti a tutte le parti in causa che hanno contribuito alla riuscita.
Certamente qualcosa sarà ancora da aggiustare, da sistemare, sia sul fronte della scuola che quello degli uffici comunali, oggi un po’ sparpagliati in giro per la città, in attesa vengano effettuati i lavori al Centro Tulipano, dove andranno a collocarsi.
Non tutto è concluso, ma l’operazione può dirsi riuscita a tutti gli effetti.
A questo punto non ci resta che fare (contenti) i complimenti alla Preside, a tutti i lavoratori dell’Istituto scolastico, agli stessi studenti e genitori, a tutta la macchina del Comune di Aprilia e, non ultime, alle tre Commissarie straordinarie, che tante volte abbiamo criticato, ma che stavolta vanno solo apprezzate.

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