Il problema è esploso ieri pomeriggio durante il Collegio dei docenti, quando sarebbe emerso che la sede di via della Stazione non sarebbe ancora concretamente utilizzabile. Un’incertezza che coinvolge due licei e arriva a poche ore dalla prima campanella.
La Città Metropolitana di Roma, competente per le scuole superiori, arriva così all’appuntamento più prevedibile dell’anno senza aver assicurato per tempo una soluzione chiara.
L’ipotesi: presentarsi senza entrare
Secondo quanto circolato subito dopo la riunione, nella vicenda sarebbero intervenuti anche alcuni avvocati, senza però riuscire a sbloccare la situazione in tempo per il rientro.
Alcuni genitori e docenti avrebbero quindi proposto di presentarsi regolarmente questa mattina, ma di non entrare nell’edificio: una forma di protesta pubblica per richiamare l’attenzione della Città Metropolitana di Roma. Non risulta, al momento, uno sciopero formalmente proclamato, ma il rischio di un’astensione dalle lezioni e di una mobilitazione è ormai concreto.
Il polo condiviso resta in bilico
La sede di Cecchina, accanto alla stazione ferroviaria, era stata individuata per accogliere cinque classi del liceo scientifico Vailati di Genzano: 5DA, 5AA, 3B, 4B e 3F. Lo stesso edificio era stato inizialmente destinato alla nuova succursale del liceo James Joyce di Ariccia.
Due progetti distinti, ma riuniti sotto lo stesso tetto, che avrebbero dovuto trasformare l’ex De Amicis in un nuovo polo scolastico condiviso. Ora i problemi dell’immobile rischiano di produrre conseguenze sull’organizzazione di entrambi gli istituti.
Il Joyce attende ancora certezze
Per il Vailati il trasferimento delle cinque classi era stato stabilito dalla circolare numero 405 del 16 luglio.
Per il Joyce, invece, l’ingresso nella terza sede di Cecchina non risultava ancora formalizzato nelle ultime circolari pubbliche: le classi continuavano a essere distribuite tra la sede centrale di Ariccia e quella di Vallericcia.
L’incertezza sull’utilizzo dell’edificio rischia quindi di colpire subito il Vailati e, contemporaneamente, di rinviare o complicare l’apertura della nuova succursale del Joyce. Il progetto del polo scolastico di Cecchina.
Un anno dopo, nuovi disagi
Non è il primo problema affrontato dagli studenti del Vailati. Già nell’anno scolastico 2025-2026 la precedente succursale di Genzano era stata interessata da gravi disagi, compresi problemi igienici collegati alla rottura delle fogne.
Cecchina avrebbe dovuto rappresentare la soluzione alla carenza di spazi. Invece, il nuovo anno parte con altre incognite.
Anche il Joyce, che attendeva nuovi locali per ampliare la propria disponibilità di aule, rischia di dover continuare a fare affidamento soltanto sulle sedi già operative.
Anche la sede centrale diventerà un cantiere
A rendere ancora più delicata la posizione del Vailati sono i lavori attesi nella sede centrale di via Achille Grandi.
L’intervento di adeguamento antincendio, aggiudicato il 30 giugno, vale 400mila euro e dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2026.
Il rischio è quello di dover gestire contemporaneamente una succursale incerta a Cecchina e un cantiere nella sede principale di Genzano, con possibili cambi di aula, interdizioni temporanee e percorsi alternativi. Gli interventi previsti al Vailati.
La programmazione finisce sotto accusa
Il risultato è una partenza ad altissimo rischio per entrambi i licei: cinque classi del Vailati sospese nell’incertezza, la nuova succursale del Joyce ancora da rendere operativa e un edificio che, nonostante lavori e annunci, non offre garanzie alla vigilia dell’apertura.
Ritardi difficili da giustificare e una programmazione sbagliata che scaricano il prezzo dell’emergenza su studenti, famiglie e personale di due istituti. Se non arriveranno risposte immediate, la prima campanella potrebbe trasformarsi nel primo giorno di protesta.
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