Un luogo che non è casuale e che riporta direttamente alle origini di una storia familiare legata per tre generazioni ai cavalli e all’antico mestiere della mascalcia.
Il ricordo a un anno dalla scomparsa
La ricorrenza cade infatti mercoledì 16 settembre, esattamente un anno dopo la morte di Vellini.
L’omaggio pubblico arriverà domenica 20 settembre e riporterà al centro della memoria cittadina una figura che per molti albanensi rappresentava qualcosa di più di un semplice artigiano.
Sandro era l’uomo dei cavalli, della carrozza e di un mestiere ormai quasi scomparso, esercitato quando Albano e i Castelli Romani avevano un volto profondamente diverso da quello di oggi.

Quel Parco della Rimembranza dove tutto iniziò
La scelta del Parco della Rimembranza assume così un significato particolare.
Proprio in via Parco della Rimembranza lavorava infatti suo padre, Enrico Vellini, conosciuto ad Albano come “Righetto” o “Sardegnola”.
Fu accanto a lui che Alessandro iniziò giovanissimo a conoscere ferri, zoccoli e cavalli, imparando un mestiere che in famiglia era già arrivato alla terza generazione.
Domenica, quindi, il ricordo tornerà idealmente proprio nel luogo dove quella storia aveva preso forma.
Una vita trascorsa insieme ai cavalli
A soli 16 anni Sandro ebbe i suoi primi due cavalli. Da allora quella passione non lo avrebbe più abbandonato.
Nel 1987 partecipò alla corsa al trotto organizzata durante la Festa dell’Unità di Albano, conquistando il primo posto.
L’anno successivo prese parte anche alla manifestazione di Villa Doria e negli anni Novanta fu presente agli appuntamenti legati alla tradizione della Festa delle Minenti, entrando così anche nell’immaginario popolare della città.
Da Albano fino alla Fiera del Cavallo di Verona
La sua esperienza andò però ben oltre i confini dei Castelli Romani.
Nel 1980 Vellini partecipò alla Fiera del Cavallo di Verona e prese parte anche al terzo concorso dei mastri maniscalchi.
Un mestiere antico e complesso: non bastava applicare un ferro allo zoccolo, bisognava conoscere l’animale, comprenderne l’appoggio e modellare il ferro sulle sue esigenze. Capacità costruite negli anni attraverso esperienza, manualità e una familiarità quotidiana con i cavalli.
L’ultimo maniscalco, ma una memoria ancora viva
Oggi gli strumenti utilizzati da Alessandro Vellini sono ancora custoditi dalla moglie Aurelia Bianchi e dalle figlie.
Ferri e utensili che raccontano una storia familiare, ma anche un pezzo della storia artigiana di Albano Laziale.
Per molti resta soprattutto l’immagine più semplice: Sandro che attraversava Albano e raggiungeva anche i centri vicini con i suoi cavalli e la carrozza.
Domenica 20 settembre quella memoria tornerà al Parco della Rimembranza. Nello stesso luogo legato alle origini del mestiere dei Vellini, Albano renderà omaggio al suo ultimo maniscalco: un uomo scomparso un anno fa, ma anche l’ultimo custode di una tradizione durata tre generazioni.
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