Il primo è il ponticello di Viale Po sul Fosso di Campo Ascolano; più all’interno ci sono poi i ponti sul Fosso Secco e sul Fosso di Santa Palomba, entrambi lungo la provinciale Cancelliera e sempre nel Comune di Pomezia.
Campo Ascolano, Viale Po finisce sotto esame
Il caso geograficamente più vicino alla Litoranea è quello di Viale Po, a Campo Ascolano, strada su cui grava tutto il traffico deviato dalla litoranea.
Il 5 agosto il Comune di Pomezia ha fatto eseguire prove di carico sul ponticello che attraversa il Fosso di Campo Ascolano, modificando temporaneamente la viabilità tra Via Aniene e Via Tanaro.
Ma gli atti raccontano qualcosa in più.
Sul Portale Appalti del Comune di Pomezia risultano infatti due distinti affidamenti: uno per le prove di carico e un altro per la verifica strutturale finalizzata al rilascio della certificazione di idoneità statica del ponticello. Entrambe le procedure risultano aggiudicate il 12 agosto.
Nella scheda pubblica relativa alle prove di carico, però, alla voce documentazione dell’esito compare ancora “Nessun documento”.
Questo non significa che il ponte abbia problemi, né che l’idoneità sia stata negata: significa semplicemente che dalle informazioni pubblicamente consultabili non emerge la relazione tecnica conclusiva delle prove.
Portale gare d’appalto_Avvisi di aggiudicazione, esiti e affidamenti
Più all’interno, altri due ponti sotto monitoraggio
Spostandosi dalla costa verso l’interno del territorio comunale, l’attenzione arriva sulla SP 93/b Cancelliera.
Qui Città Metropolitana ha programmato proprio in questi giorni il monitoraggio strutturale di altri due manufatti.
Il primo è il ponte sul Fosso Secco, al km 9+500: le verifiche sono state fissate dal 14 al 16 settembre, con sospensione della circolazione durante le ore di lavoro.
Il secondo è quello sul Fosso di Santa Palomba, al km 8+500, dove i controlli sono programmati per il 17 e 18 settembre. Il Comune chiarisce espressamente che entrambi i tratti interessati si trovano nel territorio di Pomezia.
Le attività rientrano nella valutazione accurata della sicurezza dei ponti esistenti.
Anche qui il punto va tenuto fermo: il controllo non equivale all’accertamento di un problema strutturale. Per Fosso Secco e Santa Palomba, al momento, non risultano pubblicati esiti che consentano di parlare di criticità accertate.
E poi c’è il Ponte D: seconda gara dopo lo stop
Sullo sfondo resta naturalmente il caso che da mesi concentra l’attenzione: il Ponte D al km 11+050 della SP 601 Ostia-Anzio, chiuso dal dicembre 2025.

Dopo l’interruzione del precedente appalto e la risoluzione del contratto con la prima impresa, Città Metropolitana ha avviato una seconda procedura di gara per completare l’opera.
Il nuovo bando è stato pubblicato a settembre e prevede 592.133,57 euro a base d’appalto, Iva esclusa, con aggiudicazione al prezzo più basso.
Ma a cambiare non è soltanto l’impresa che dovrà terminare il ponte. Anche il quadro economico complessivo è cresciuto: dagli originari 1.483.517,70 euro si è arrivati a 1.808.517,70 euro, vale a dire 325mila euro in più.
Non sarebbe corretto imputare automaticamente tutto l’incremento alla precedente impresa: il nuovo quadro serve a coprire il completamento dell’intervento dopo la ricognizione delle opere ancora necessarie.
Il dato oggettivo, però, resta: dopo il primo affidamento interrotto, il costo programmato dell’intervento è aumentato.
Ponte D, il calendario spinge verso il 2027
Il problema ora diventa anche quello dei tempi. L’aggiudicazione della nuova gara non coinciderà infatti con la riapertura del Ponte D: dopo la procedura dovranno arrivare le verifiche sull’impresa vincitrice, la consegna del cantiere e infine l’esecuzione delle opere.

Il capitolato prevede 150 giorni naturali e consecutivi dalla consegna dei lavori. Per questo, se il nuovo cantiere partirà effettivamente in autunno, il calendario porta inevitabilmente verso il 2027.
Non esiste ancora una data ufficiale definitiva di riapertura: il passaggio al prossimo anno deriva dai tempi contrattuali previsti per completare l’intervento.
Non solo Ponte D: il dossier si allarga
Il quadro che emerge dagli atti è quindi più vasto del solo ponte chiuso sulla Litoranea.
A Campo Ascolano il ponticello di Viale Po è stato sottoposto a prove di carico e a una verifica finalizzata all’idoneità statica; più all’interno del territorio di Pomezia, Fosso Secco e Santa Palomba sono finiti sotto monitoraggio strutturale.
Non significa che Pomezia abbia improvvisamente tre nuovi ponti “pericolosi”: gli atti non consentono di affermarlo. Significa però che, mentre il Ponte D affronta una seconda gara, costi aumentati e tempi destinati a spingersi verso il 2027, altri tre manufatti del territorio comunale sono contemporaneamente sotto la lente dei tecnici.
E saranno proprio gli esiti di queste verifiche a stabilire se per Viale Po, Fosso Secco e Santa Palomba il capitolo potrà chiudersi con normali controlli oppure se emergerà la necessità di ulteriori interventi.
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