I militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, nei confronti di tre persone fisiche.

Tra i beni interessati dal provvedimento, oltre all’albergo stesso, ci sono anche dei beni di lusso come orologi Rolex.
L’indagine della Guardia di Finanza
L’inchiesta è partita da una verifica fiscale operata dalla Guardia di Finanza di Pomezia, guidata dal Capitano Diego Cuzzocrea, nei confronti di un’impresa locale attiva nel settore alberghiero.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società aveva omesso di presentare le dichiarazioni fiscali previste.
Gli accertamenti fiscali hanno quindi portato a ulteriori approfondimenti. Le indagini documentali sono state svolte dai militari su delega dell’autorità giudiziaria.
Le somme sottratte al patrimonio della società
Nel corso dell’attività investigativa sarebbero emerse condotte finalizzate a sottrarre disponibilità finanziarie dal patrimonio della società. L’obiettivo contestato agli indagati sarebbe stato quello di impedire o rendere più difficile l’azione dell’Erario per il recupero delle somme dovute.
In pratica l’Amministratore dell’Hotel è risultata essere una persona priva di beni, a cui perciò i finanzieri non hanno potuto sequestrare nulla. Ma il vero proprietario era colui che percepiva tutti i soldi dell’attività alberghiera.
Dagli accertamenti sarebbe emersa la figura di questo “amministratore di fatto” dell’impresa che avrebbe ricevuto ingenti somme di denaro sulla base di un contratto ritenuto fittizio.
Un ruolo importante nelle indagini è stato svolto dall’analisi dei movimenti bancari. Gli investigatori hanno esaminato le operazioni finanziarie riconducibili alla società e alle persone coinvolte.
Denaro trasferito ad altre società
Una parte delle somme individuate dagli investigatori sarebbe stata inoltre trasferita ad altre società riconducibili agli indagati.
Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, il denaro sarebbe stato utilizzato anche per sostenere spese personali.
Gli elementi raccolti nel corso degli accertamenti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Velletri.
Sulla base delle risultanze investigative, l’autorità giudiziaria ha quindi richiesto l’adozione di una misura cautelare patrimoniale nei confronti delle tre persone coinvolte, che sono:
- il rappresentante legale, che però non aveva beni che potevano essere confiscati,
- l’amministratore di fatto,
- un terzo soggetto coinvolto in concorso nella distrazione delle somme.
Sequestrati beni di lusso e un albergo
Il decreto emesso dal Gip del Tribunale di Velletri riguarda un valore complessivo superiore a 1,1 milioni di euro. La cifra corrisponde, secondo l’impostazione dell’accusa, alle imposte che sarebbero state evase.
Il sequestro ha interessato beni di lusso nella disponibilità degli indagati.
Il provvedimento è finalizzato alla successiva confisca dei beni.
La misura può essere eseguita anche per equivalente, che significa che se lo Stato non può sequestrare i beni oggetto dell’inchiesta, in questo caso i soldi ‘trasferiti’, può comunque sequestrare altri beni per un pari importo.
Il contrasto alle frodi fiscali
Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura della Repubblica di Velletri. L’attività investigativa è stata condotta dai Finanzieri della Compagnia di Pomezia.
L’obiettivo dell’attività investigativa è individuare i meccanismi utilizzati per sottrarre risorse all’Erario e recuperare, attraverso gli strumenti previsti dalla legge, le somme ritenute dovute.
La Guardia di Finanza sottolinea come le frodi fiscali possano incidere sulle condizioni di concorrenza tra le imprese. Il contrasto a questi fenomeni rientra quindi tra le attività della polizia economico-finanziaria.
Il procedimento è ancora nelle indagini preliminari
La vicenda giudiziaria si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate nei confronti delle tre persone coinvolte dovranno quindi essere valutate nel corso del procedimento.
Come precisato dalla Guardia di Finanza, fino a un’eventuale sentenza definitiva vale il principio di presunzione di innocenza. I
l sequestro preventivo rappresenta una misura cautelare adottata nell’ambito del procedimento e non equivale a una condanna definitiva degli indagati.
Le responsabilità penali dovranno pertanto essere accertate nelle successive fasi del procedimento giudiziario.

















