Al centro dell’interrogazione presentata dal consigliere Edelvais Ludovici, il “lievitamento” dei costi: dai 490 mila euro iniziali – poi indicati in 750 mila nel Piano triennale – fino agli attuali 2 milioni e 381 mila euro, come riportato negli atti.
Oltre 2 milioni di euro per il recupero del vecchio municipio di Ardea
La consigliera ha chiesto chiarimenti sulle ragioni tecniche dell’aumento dei costi per l’intervento di recupero del vecchio Municipio di Ardea. Ha ricordato nel suo intervento che nel 2025 l’assessore Quartuccio aveva parlato di un progetto da “oltre un milione di euro” per la messa in sicurezza del tetto, il consolidamento dei muri perimetrali e altri interventi strutturali.
«Come si può arrivare a 2.381.000 euro?», ha domandato Ludovici, chiedendo conto delle varianti, dei ritardi e delle eventuali responsabilità progettuali. «Ogni volta si va là e si fa un’altra valutazione e si aggiungono spese», ha osservato, citando le fessurazioni, le infiltrazioni e le criticità statiche emerse negli anni.
La risposta del sindaco all’interrogazione
Il sindaco Maurizio Cremonini ha ricostruito l’intero iter, spiegando che il primo finanziamento ereditato dalla precedente amministrazione «non era di 750 ma di 490 mila euro», destinati al solo rifacimento delle facciate.
Le successive perizie hanno però certificato l’inagibilità dell’immobile, imponendo nuovi incarichi tecnici e verifiche sulla staticità. «In questo Comune spesso si vengono a sapere le cose postume», ha detto il sindaco, citando documentazioni sopraggiunte nel tempo.
Quello che doveva essere un semplice intervento sulla facciata dunque è diventato un complesso intervento strutturale sulla staticità dell’immobile.
I problemi con la Soprintendenza
Cremonini ha attribuito una parte rilevante dell’aumento alla lunga interlocuzione con la Soprintendenza, che avrebbe richiesto integrazioni continue:
«Ogni volta che portavamo la nuova progettualità la Soprintendenza ci aggiungeva nuove richieste».
Tra queste, analisi chimiche degli intonaci, verifiche sul peso del tetto, approfondimenti strutturali e l’incarico a un tecnico specializzato in edifici di interesse archeologico.
Per evitare ulteriori stop, l’amministrazione ha scelto di ottenere un’autorizzazione unica, comprensiva di tutte le prescrizioni.
«Quella cifra ci permette di iniziare i lavori e terminarli senza ulteriori autorizzazioni», ha spiegato il sindaco, ricordando che i prezziari vengono aggiornati ogni sei mesi e che una progettazione avviata sei anni fa risente inevitabilmente dell’aumento dei costi di materiali e manodopera.
L’avvio del cantiere per la fine dell’anno (forse)
Ora si attende l’ultimo via libera della Soprintendenza. Se non subentrano altri impedimenti, il cantiere per il recupero dell’edificio storico di via Garibaldi 5 dovrebbe partire nei prossimi mesi.
L’obiettivo, ha concluso Cremonini, è «cantierizzare la casa comunale entro fine anno, al massimo inizio dell’anno nuovo».

















