Il nuovo tariffario riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica. L’aumento medio delle tariffe interessate è del 5,8%.
Agoaspirato e visita cardiologica, gli aumenti più pesanti
Il nuovo tariffario sanitario entra in vigore oggi e modifica gli importi di centinaia di prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale.
Per il cittadino non esente, però, l’aumento della tariffa non coincide sempre con un identico aumento del ticket.
Il punto è importante perché il ticket per la specialistica ambulatoriale resta soggetto, per le regole nazionali, al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta.
Tra le prestazioni più comuni interessate dal provvedimento spicca l’agoaspirato della mammella, che passa da 31,25 a 36,50 euro. L’incremento nominale è quindi di 5,25 euro, pari a circa il 16,8%.
Sale anche la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma incluso. La tariffa passa da 33,60 a 38 euro, con un aumento di 4,40 euro. Dove viene applicato il tetto di 36,15 euro per ricetta, tuttavia, il cittadino non esente potrebbe pagare al massimo 36,15 euro per quella prestazione. In questo caso l’aumento effettivo rispetto al precedente importo sarebbe di 2,55 euro.
Prime visite specialistiche: un euro in più
Il ritocco riguarda anche numerose prime visite specialistiche. Per molte di queste il nuovo importo passa da 25 a 26 euro, con un aumento di un euro.
La modifica riguarda, tra le altre, le prime visite
- neurologiche,
- ginecologiche,
- ortopediche,
- pneumologiche,
- endocrinologiche,
- gastroenterologiche.
Sale di un euro anche la prima visita oculistica, che passa da 25,80 a 26,80 euro.
Altre prestazioni presentano variazioni leggermente diverse.
La prima visita dermatologica o allergologica passa da 25,40 a 26,40 euro.
Quella otorinolaringoiatrica passa da 26,20 a 27,20 euro.
La visita odontostomatologica aumenta da 25,35 a 26,40 euro, con un incremento di 1,05 euro.
Più marcata è invece la variazione per la prima visita audiologica o foniatrica, che passa da 22 a 26 euro, con un aumento di 4 euro.
Gli esami: dal prelievo all’elettrocardiogramma
Il nuovo tariffario modifica anche alcuni esami molto frequenti.
Il prelievo di sangue venoso passa da 3,80 a 4,30 euro, con un aumento di 50 centesimi.
L’elettrocardiogramma passa da 11,60 a 12,05 euro, con un incremento di 45 centesimi.
La spirometria semplice sale invece da 24 a 24,90 euro, con una differenza di 90 centesimi.
Anche in questi casi, però, l’aumento della singola prestazione deve essere valutato insieme al totale della ricetta.
Se il valore complessivo delle prestazioni raggiunge già il tetto di 36,15 euro, ulteriori aumenti delle singole voci possono non tradursi in un maggiore esborso per l’assistito.
Diagnostica vascolare: aumento del 52,5%
Le percentuali più elevate si trovano in alcune categorie di prestazioni.
Secondo il confronto sulle nuove tariffe, l’incremento medio più consistente riguarda la diagnostica vascolare, con il 52,5%.
Seguono le biopsie, con il 16,8%, l’elettromiografia, con il 13,3%, e i prelievi, con il 12,8%.
La riabilitazione registra un incremento medio del 9%. Più contenuti sono gli aumenti dell’ecocolordoppler, pari al 5,4%, della medicina nucleare, al 4,5%, e delle prime visite, al 4,4%.
Si tratta però di percentuali riferite alle tariffe delle prestazioni e non necessariamente alla cifra che ogni singolo cittadino pagherà. Il costo effettivo dipende infatti dalla prestazione, dalla composizione della ricetta e dall’eventuale diritto all’esenzione.
Molte prestazioni restano invariate
Il nuovo tariffario non comporta un aumento generalizzato di tutti i ticket.
Tra le prestazioni comuni che non registrano variazioni risultano, ad esempio, la visita specialistica di controllo, ferma a 17,90 euro, la radiografia del torace, a 15,45 euro, l’ecografia dell’addome inferiore, a 37,80 euro, l’ecografia ginecologica, a 30,95 euro, e la densitometria ossea lombare o femorale, a 31,50 euro.
Questo significa che il nuovo sistema deve essere letto voce per voce. L’aumento medio del 5,8% riguarda infatti l’insieme delle prestazioni interessate dalla revisione e non significa che ogni visita o ogni esame costerà il 5,8% in più.
Il tetto di 36,15 euro e le esenzioni
Un elemento centrale per capire l’impatto sui cittadini è il tetto massimo previsto per il ticket della specialistica ambulatoriale.
Il Ministero della Salute indica che, per le prestazioni soggette a compartecipazione, l’assistito paga la tariffa della prestazione fino a un massimo di 36,15 euro per ricetta, salvo i casi di esenzione.
Restano inoltre le esenzioni previste dalla normativa.
Riguardano, a seconda dei requisiti, particolari condizioni di reddito, alcune patologie croniche o rare, l’invalidità e specifiche situazioni come la gravidanza.
Sono inoltre escluse dal ticket alcune prestazioni inserite nei programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione promossi o autorizzati dalle Regioni.
Il nuovo decreto e le 670 voci interessate
Le nuove tariffe sono state definite dal decreto del Ministero della Salute del 7 agosto 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 settembre.
Il provvedimento stabilisce le tariffe massime di riferimento per la remunerazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di assistenza protesica.
Nel complesso, la revisione riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica, per un totale di 670 voci.
Il provvedimento arriva dopo un percorso che ha coinvolto la Commissione permanente tariffe, Agenas e la Conferenza Stato-Regioni.
Codici: “Pagare di più non significa automaticamente curarsi meglio”
Sul nuovo sistema interviene anche Codici, associazione che tutela i consumatori.
Il segretario nazionale Ivano Giacomelli collega l’aumento delle tariffe anche alla situazione internazionale e all’aumento dei costi che interessano la filiera sanitaria.
Dichiara Giacomelli:
“Non possiamo ignorare che questi rincari arrivano in un momento in cui i conflitti in corso nel mondo stanno mettendo sotto pressione l’intera catena dei costi che sostiene la sanità pubblica: dall’energia alle materie prime, fino ai dispositivi medici e ai presidi protesici, molti dei quali dipendono da forniture internazionali soggette a rincari e instabilità.”
Secondo l’associazione, il rischio è che una parte di queste difficoltà finisca per ricadere sulle famiglie.
Codici richiama inoltre i problemi già presenti nel Servizio sanitario nazionale, dalle liste d’attesa alla carenza di personale, fino alle differenze territoriali nell’accesso alle cure.
“Un aumento delle tariffe non basta certo a compensare le difficoltà strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, che continua a mostrare crepe evidenti su liste d’attesa, carenza di personale e disomogeneità territoriale nell’accesso alle cure. Pagare di più non significa automaticamente curarsi meglio.”
Codici: attenzione agli aumenti più marcati
L’associazione sottolinea comunque che la maggior parte delle prestazioni più comuni non subisce modifiche e richiama proprio il tetto di 36,15 euro per ricetta, che può attenuare l’impatto di alcuni rincari.
Giacomelli invita però a non trascurare gli incrementi percentuali più elevati, citando in particolare diagnostica vascolare, biopsie, elettromiografia e prelievi.
“Non è questa la strada da perseguire per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e per garantire ai cittadini una sanità efficace e tempestiva, soprattutto in un momento storico in cui le tensioni internazionali già gravano pesantemente sul costo della vita”.
Codici ha annunciato che continuerà a monitorare gli effetti del nuovo tariffario sulle famiglie e a raccogliere le segnalazioni dei cittadini.
L’associazione può essere contattata al numero 06 5571996, tramite WhatsApp al 375 7793480 oppure all’indirizzo [email protected].
Per il cittadino, quindi, il dato da tenere presente non è soltanto l’aumento medio del 5,8%.
Per capire quanto si pagherà realmente bisogna verificare la singola prestazione, il nuovo importo, il totale della ricetta e l’eventuale esenzione. Il nuovo tariffario è entrato in vigore il 21 settembre e modifica da subito le tariffe di riferimento per le prestazioni interessate.
Leggi anche: Polstrada comunica le postazioni con autovelox mobile nel Lazio





















