È la strada indicata dall’Amministrazione guidata dalla sindaca Veronica Felici nella programmazione comunale per i prossimi anni, mentre continuano ad accumularsi controversie davanti a tribunali, TAR del Lazio e Consiglio di Stato.
Il nuovo obiettivo dell’Avvocatura
La formula contenuta nelle carte comunali è breve ma inequivocabile. Per l’Avvocatura il Comune di Pomezia indica l’obiettivo di “ottenere una riduzione dei costi di giudizio”, accompagnato dalla riorganizzazione della gestione del servizio e dalla ridefinizione delle modalità operative del settore. Nella sintesi degli obiettivi compare ancora più chiaramente la “riduzione dei costi del contenzioso”.
Il DUP, Documento Unico di Programmazione, è la bussola amministrativa sulla quale vengono costruite le successive decisioni di bilancio e gestione.
Il nuovo DUP 2027-2029 è stato presentato dalla Giunta Felici il 30 luglio con deliberazione n. 147 e trasmesso al Consiglio comunale.
Ma quanto vuole risparmiare Pomezia?
Qui arriva il primo punto da chiarire. Il DUP non indica, almeno in questa fase, una cifra da risparmiare, una percentuale di riduzione o un tetto massimo alle spese legali. Non è quindi ancora possibile parlare documentalmente di centinaia di migliaia di euro già tagliati né di un cronoprogramma economico definito.
Il “piano”, oggi, è soprattutto un indirizzo: spendere meno e cambiare l’organizzazione del servizio.
Saranno bilanci, affidamenti, regolamenti e successivi atti dell’Amministrazione a mostrare in quale modo questo obiettivo verrà concretamente raggiunto.
Le cause, però, continuano
Il tema non è teorico. Solo nel luglio 2026 il TAR del Lazio ha ordinato al Comune di Pomezia di dare esecuzione a una sentenza che riconosce a un dirigente 48.708,21 euro, oltre interessi e rivalutazione. A quella vicenda si sono aggiunti 1.500 euro di spese del nuovo giudizio, oltre agli accessori e alla restituzione del contributo unificato.
Sul tavolo restano inoltre altre vertenze importanti: dal contenzioso sul maxi stabilimento balneare di Torvaianica, arrivato al Consiglio di Stato e legato anche a una contestazione per canoni che sfiora il milione di euro, alle complicate vicende patrimoniali e urbanistiche di Pratica di Mare o di altre zone come Torvaianica alta.
Questo non significa che quelle somme rappresentino automaticamente costi legali sostenuti dal Comune: dimostra però quanto ampia e delicata sia oggi la partita giudiziaria.
La vera partita comincia adesso
Ed è proprio qui che il DUP diventa interessante. Scrivere “riduzione dei costi del contenzioso” è semplice; dimostrare il risparmio sarà molto più difficile.
Per capire se l’obiettivo della Giunta Felici produrrà effetti reali bisognerà seguire le prossime determinazioni dell’Avvocatura: quanti incarichi verranno affidati all’esterno, quanto costeranno, quante controversie verranno gestite direttamente dagli uffici, quante finiranno con una soccombenza e quanto peseranno complessivamente sui conti comunali.
La promessa, intanto, è stata messa nero su bianco: Pomezia vuole pagare meno per cause e contenziosi e riorganizzare la propria macchina legale.
Ora resta la parte decisiva: trasformare quelle poche righe del DUP in un risparmio concreto e verificabile per le casse pubbliche.
Il contenzioso parte dal rapporto coi cittadini
Dietro la voce “costi del contenzioso” non ci sono soltanto numeri scritti nei documenti contabili. Ci sono risorse pubbliche che, a seconda delle decisioni dei giudici e dell’esito delle controversie, possono essere destinate al pagamento di avvocati, spese processuali, risarcimenti e altre somme dovute.
Per un Comune, quindi, la gestione delle cause ha anche un riflesso sulla capacità di programmare le proprie attività.
Un elemento da osservare sarà la capacità dell’Avvocatura comunale di prevenire le controversie.
Non si tratta soltanto di spendere meno quando una causa è già arrivata davanti a un giudice. Una parte della partita si gioca prima, nella gestione degli atti amministrativi, nei rapporti con cittadini e imprese e nella capacità degli uffici di ridurre il rischio che una decisione del Comune finisca per trasformarsi in un nuovo contenzioso.

















