A consentire l’allontanamento dal territorio nazionale è stata la collaborazione tra il Commissariato di Polizia di Stato di Cisterna di Latina, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Latina e l’Autorità giudiziaria.
L’ingresso in Italia con un visto di breve durata
Secondo quanto comunicato dalla Polizia di Stato, l’uomo era entrato regolarmente in Italia nel giugno 2024 con un visto di breve durata.
Alla scadenza del periodo di soggiorno autorizzato, però, non aveva presentato una richiesta per ottenere un permesso di soggiorno.
La sua permanenza sul territorio nazionale è stata quindi oggetto di una verifica amministrativa da parte della Polizia. L’accertamento è arrivato parallelamente all’attività di polizia giudiziaria avviata dopo l’intervento degli agenti del Commissariato di Cisterna.
L’intervento dopo la lite in famiglia
L’arresto era scattato nelle scorse settimane. Gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di P.S. di Cisterna di Latina erano intervenuti dopo una segnalazione relativa a una lite in ambito familiare.
Gli accertamenti svolti nell’immediatezza avevano portato all’arresto dell’uomo in stato di quasi flagranza.
I reati contestati rientrano nella materia del cosiddetto “Codice Rosso”, espressione utilizzata per indicare le norme e le procedure introdotte per rafforzare la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.
Al termine dell’udienza di convalida, il Tribunale di Latina aveva disposto nei confronti dell’indagato diverse misure cautelari. Tra queste l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla persona offesa e il divieto di dimora nel Comune di Cisterna di Latina.
Gli accertamenti sulla posizione amministrativa
Parallelamente al procedimento giudiziario sono state avviate le verifiche relative alla permanenza dell’uomo in Italia.
La Polizia ha ricostruito la sua posizione amministrativa, accertando che il periodo di soggiorno collegato al visto di breve durata era ormai scaduto e che non era stata presentata una domanda per il rilascio di un permesso di soggiorno.
Per procedere con l’allontanamento dal territorio nazionale era però necessario il nulla osta dell’Autorità giudiziaria. Una volta ottenuto il provvedimento, il cittadino filippino è stato condotto presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Latina.
È stato quindi avviato l’iter amministrativo per rendere effettiva l’espulsione.
Il decreto di espulsione e le misure adottate
Nei confronti dell’uomo è stato adottato il decreto di espulsione. In attesa dell’organizzazione del rimpatrio sono state inoltre disposte le misure previste dalla normativa vigente.
Tra queste figurano l’obbligo di firma e il trattenimento del passaporto. Quest’ultimo rappresentava un elemento necessario per rendere concretamente possibile l’accompagnamento alla frontiera.
La fase amministrativa è stata seguita dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Latina, che ha operato in raccordo con il Commissariato di Cisterna e con l’Autorità giudiziaria.
La collaborazione tra i diversi uffici ha permesso di completare gli adempimenti necessari e di arrivare al rimpatrio effettivo del cittadino straniero.
Un procedimento giudiziario ancora nella fase preliminare
Resta distinto il piano amministrativo da quello giudiziario.
Il rimpatrio è infatti legato alla posizione dell’uomo sul territorio italiano e al relativo provvedimento di espulsione. Non equivale a una condanna definitiva per i fatti contestati nell’ambito dell’intervento per la lite familiare.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari.
Le misure adottate dal Tribunale di Latina sono provvedimenti cautelari e, come precisato dalla stessa comunicazione relativa alla vicenda, devono essere considerate nel rispetto del principio di non colpevolezza fino a una eventuale sentenza definitiva.
Le accuse relative ai maltrattamenti, pertanto, appartengono alla fase investigativa e cautelare del procedimento e dovranno essere valutate nelle successive fasi giudiziarie.
La collaborazione tra gli uffici
La vicenda di Cisterna mette dunque in evidenza due percorsi che si sono sviluppati in parallelo.
Da una parte l’attività della Squadra Volante e del Commissariato, intervenuti dopo la segnalazione della lite familiare e impegnati negli accertamenti di polizia giudiziaria.
Dall’altra il lavoro dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Latina, chiamato a verificare la regolarità della permanenza dell’uomo e a gestire gli adempimenti relativi all’espulsione.
Il coordinamento tra le strutture ha consentito di arrivare al rimpatrio nei giorni scorsi, dopo l’adozione del decreto di espulsione e il completamento delle procedure necessarie.
La Polizia di Stato, attraverso questa attività, ribadisce l’importanza del controllo delle posizioni amministrative dei cittadini stranieri e dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione quando ne ricorrano i presupposti.
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