La presenza di intere famiglie di cinghiali nei centri abitati di Latina Lido, Sabaudia e San Felice Circeo non è un fenomeno nuovo. Già in passato si erano visti cinghiali avventurarsi sin sulle spiagge frequentate dai bagnati o tra le vie del centro abitato, creando apprensione tra residenti e turisti, oltre che curiosità.
Quest’estate la presenza dei cinghiali nel centro abitato di Sabaudia ha assunto i caratteri di una vera e propria emergenza, che ha portato gli enti competenti a dover elaborare un piano di intervento urgente.
La presenza eccessiva di cinghiali nel centro urbano comporta infatti conseguenze sulla tutela della biodiversità, sul decoro della città e, soprattutto, sulla sicurezza delle persone, con particolare riferimento al rischio di incidenti stradali.
Il piano d’intervento per la cattura dei cinghiali a Sabaudia
Il problema è stato affrontato nel mese di luglio in una riunione congiunta tra Comunità del Parco Nazionale del Circeo, alla presenza dei Sindaci e della Regione Lazio, e il Consiglio Direttivo del medesimo Ente Parco, alla presenza della Presidente Emanuela Zappone e del Direttore Stefano Donati.
La riunione ha portato all’elaborazione di un piano d’intervento per contenere la presenza dei cinghiali, nel rispetto delle direttive del Ministero dell’Ambiente in materia. La linea prescelta è stata quella di ridurre la presenza di cinghiali nei centri abitati per ricondurli nel loro ambiente naturale.
Mercoledì 26 agosto, nella sede del Parco Nazionale del Circeo, si è poi svolta la riunione tecnica finalizzata a definire le modalità operative. Al termine del confronto, il Parco Nazionale del Circeo ha autorizzato il personale del Parco dei Monti Aurunci a effettuare le catture nel proprio territorio di competenza.
I primi risultati del piano d’intervento hanno portato nei giorni scorsi alla cattura a Sabaudia di 15 esemplari di cinghiali.
Primi cinghiali catturati a Sabaudia con le gabbie
Nella notte tra il 21 e il 22 settembre sono stati catturati a Sabaudia 15 esemplari di cinghiali, tra cui 3 adulti, di cui uno un verro (maschio fertile).
La cattura è avvenuta tramite le gabbie e la Pig Brig (recinto di rete esterno alle gabbie), posizionate in aree precedentemente individuate dall’Ente Parco nazionale del Circeo.
Le gabbie erano state posizionate il 16 settembre scorso dopo un sopralluogo avvenuto il 7 settembre che ha permesso di individuare i punti più idonei per il posizionamento.
L’intervento di cattura non prevede alcun abbattimento. Gli animali catturati vengono trasferiti presso un’azienda faunistico-venatoria del territorio.
Il sistema di cattura dei cinghiali
La cattura dei cinghiali tramite gabbie tradizionali e il sistema innovativo Pig Brig sfrutta esche alimentari per attirare e bloccare gli animali, permettendo un controllo efficace della popolazione.
Per la cattura nelle gabbie, strutture metalliche rigide, si posiziona un’esca all’interno (solitamente mais o altri attrattivi). Il cinghiale, entrando e calpestando una piastra o tirando un cavo, aziona il rilascio della porta. La porta cade con un meccanismo a ghigliottina e si blocca, impedendo la fuga. Una volta chiuso il meccanismo, l’animale resta intrappolato singolarmente o in piccolo numero e si procede secondo i piani di contenimento locali.
La Pig Brig è invece una grande trappola a rete flessibile. A differenza della gabbia rigida, sfrutta un apposito varco d’entrata flessibile. I cinghiali possono continuare a entrare nel recinto per nutrirsi dell’esca anche se altri esemplari sono già dentro. Questo consente la cattura simultanea di un intero branco. Una volta dentro, la conformazione della rete impedisce agli animali di trovare la via d’uscita, massimizzando il raggio d’azione della cattura.
La collaborazione con il Parco dei Monti Aurunci
L’intervento che ha portato alla cattura dei cinghiali a Sabaudia ha visto la collaborazione tra l’Ente Parco Nazionale del Circeo e il Parco Regionale dei Monti Aurunci, con il supporto del Comune di Sabaudia.
In particolare l’ente Parco Naturale dei Monti Aurunci ha messo a disposizione competenze, personale qualificato, mezzi e strutture di cattura.
La Regione Lazio ha individuato nel Parco Naturale dei Monti Aurunci il soggetto qualificato in grado di affiancare il Parco Nazionale del Circeo nelle attività di cattura, per via dell’esperienza maturata sul campo dall’Ente.
Il Parco Naturale dei Monti Aurunci negli anni infatti ha investito in mezzi e formazione. Ha effettuato investimenti per l’acquisto di gabbie, mezzi di trasporto e attrezzature specifiche. Dispone inoltre di personale formato per la gestione di questo tipo di interventi.
Una collaborazione tra enti che promette di portare ancora risultati
La Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Circeo Emanuela Zappone ha espresso soddisfazione per i primi risultati di questi interventi, che hanno visto anche il coinvolgimento del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria della ASL di Latina e hanno ricevuto il parere favorevole anche del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Per il direttore del Parco Nazionale del Circeo, Stefano Donati la fattiva collaborazione tra i diversi enti coinvolti ha portato a risultati incoraggianti. “Confidiamo ne arrivino altri”, ha dichiarato.





















