Un’astensione dal voto prevista dalle norme sul conflitto di interesse e quindi pienamente legittima, ma che ha rappresentato un elemento particolare della seduta dedicata a uno strumento destinato a disciplinare la futura vendita delle case popolari.
I consiglieri che hanno lasciato la seduta del Consiglio comunale al momento della votazione sono 6:
- Francesco Giordani (Presidente del Consiglio comunale),
- Mauro Iacoangeli,
- Sandro Caratelli,
- Simone Erriù,
- Calliope Ludovici
- Edelvais Ludovici.
Il patrimonio comunale
Il Comune di Ardea dispone attualmente di 42 alloggi ERP.
Il regolamento, predisposto dall’ufficio Patrimonio, è composto da 12 articoli e richiama la normativa vigente in materia di edilizia residenziale pubblica e alienazione degli immobili comunali.
Il primo articolo definisce oggetto e finalità del provvedimento, mentre quelli successivi disciplinano il programma delle alienazioni, che dovrà essere inserito nel piano delle alienazioni, e l’individuazione dei beni immobili che possono essere messi in vendita.
Le categorie di immobili escluse
Il regolamento prevede anche specifiche deroghe e limitazioni all’alienazione.
Tra gli immobili considerati rientrano, secondo quanto illustrato in aula, quelli di recente costruzione, i beni appartenenti al patrimonio indisponibile e gli immobili sottoposti a vincoli di carattere storico, culturale o di altra natura.
Un’apposita parte del regolamento riguarda inoltre i criteri per la determinazione del valore degli alloggi. Le stime dovranno tenere conto delle caratteristiche specifiche dell’edilizia residenziale pubblica, attraverso parametri come il valore base, il moltiplicatore e il coefficiente di vetustà.
Prelazione agli inquilini
Uno dei punti centrali del regolamento riguarda i soggetti aventi diritto all’acquisto e il diritto di prelazione. Chi occupa regolarmente un alloggio ERP avrà la possibilità di acquistarlo con diritto di prelazione, mentre il beneficio non si applica agli occupanti abusivi.
Il diritto di prelazione è la precedenza che un soggetto ha rispetto ad altri nell’acquisto di un bene, a parità di condizioni.
Il regolamento stabilisce inoltre che il nucleo familiare che non intenda acquistare l’abitazione potrà comunque continuare a vivere nell’alloggio anche qualora l’ente decida di procedere alla vendita.
Cinque anni prima di poter rivendere
Il regolamento introduce anche vincoli successivi all’eventuale acquisto. Tra questi è previsto un periodo di cinque anni durante il quale l’alloggio non potrà essere liberamente rivenduto. In caso di successiva alienazione è inoltre prevista una prelazione a favore del Comune.
Gli articoli 7 e 10 disciplinano i vincoli di inalienabilità e la relativa decorrenza, mentre le disposizioni successive regolano le procedure di vendita e le garanzie previste per i nuclei familiari.
Il divieto di vendita a riscatto
L’articolo 11 stabilisce che gli immobili comunali destinati all’edilizia residenziale pubblica non possono essere venduti con la formula del riscatto. La stessa disposizione prevede però una deroga in presenza di comprovate difficoltà nell’accesso al credito.
Nel caso in cui una famiglia interessata all’acquisto dimostri di non poter ottenere finanziamenti o prestiti dal sistema bancario per motivi documentabili, sarà quindi possibile derogare al divieto.
Prima la regolarizzazione degli occupanti
L’approvazione del regolamento non comporta comunque l’immediata vendita degli alloggi. Come spiegato dall’ufficio Patrimonio, è ancora in corso la procedura di regolarizzazione degli occupanti abusivi che hanno presentato domanda e sono stati ammessi alla sanatoria.
L’obiettivo indicato in aula è quello di concludere la procedura entro la fine dell’anno. Sono stati affidati incarichi a professionisti per il ricalcolo dei canoni, i sopralluoghi e il rilascio delle attestazioni energetiche.
Una volta completata questa fase, l’ufficio Patrimonio potrà procedere alla contrattualizzazione degli aventi diritto. La decisione sull’effettiva alienazione degli immobili, invece, spetterà all’amministrazione comunale.
Il passaggio in Consiglio comunale
In aula il provvedimento è stato presentato come uno degli strumenti necessari per arrivare alla futura alienazione degli alloggi comunali. La presidente della Commissione Patrimonio, Raffaella Neocliti, nel suo intervento ha sottolineato il lavoro svolto dagli uffici per mettere ordine nella situazione patrimoniale e completare le procedure di regolarizzazione.
Anche l’assessore al Patrimonio, Emanuela Anna Ferrante, ha rivendicato il lavoro portato avanti negli ultimi anni, ricordando il censimento dei beni e l’attività necessaria per arrivare alla definizione dei nuovi strumenti regolamentari.
Sei consiglieri fuori dal voto
Prima della votazione il presidente del Consiglio ha richiamato i consiglieri con un interesse diretto nella materia a dichiarare la propria posizione e a lasciare l’aula durante il voto, ricordando il divieto di partecipazione per chi abbia interessi legati agli alloggi popolari fino al quarto grado di parentela.
Sono stati così sei, sui 20 consiglieri presenti, compreso il Presidente del Consiglio comunale, quelli che hanno dichiarato di non poter partecipare alla votazione perché avevano un parente residente in uno degli alloggi interessati.
Tra le dichiarazioni rese in aula sono stati indicati casi riguardanti padre, madre, sorella e zio.
Il regolamento è stato quindi approvato con 11 voti favorevoli e 4 astensioni.

















