Siamo sulla via Appia, all’altezza del chilometro 58, nel territorio di Cisterna, a solo un chilometro da quello di Latina.

A Tres Tabernae è ripartita una nuova campagna di scavi archeologici nel sito al XXXIII miglio della via Appia, dove le ricerche si concentrano sui resti di un edificio di culto di età tardoantica, individuato nel 2024.
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Un nuovo capitolo di una ricerca che potrebbe contribuire a ricostruire un pezzo importante della storia del cristianesimo nel Lazio meridionale.
I protagonisti della nuova campagna di scavi
Gli scavi, in concessione del Ministero della Cultura, sono condotti dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (PIAC) sotto la direzione scientifica di Vincenzo Fiocchi Nicolai e Alessandro Vella, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Cisterna e con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, diretta da Alessandro Betori, attraverso il funzionario archeologo responsabile del sito, Daniela Quadrino.
La campagna proseguirà fino al 16 ottobre e coinvolge sei allievi del PIAC, insieme a studenti provenienti da altre università italiane.
Il loro lavoro spazia dallo scavo stratigrafico alla documentazione grafica e fotografica, fino al trattamento preliminare dei materiali recuperati.

Un luogo già raccontato negli Atti degli Apostoli
Il fascino di Tres Tabernae nasce anche dalla sua storia più antica.
L’insediamento era una mansio, una stazione di sosta collocata lungo la via Appia al XXXIII miglio, poco a sud dell’attuale centro di Cisterna di Latina.
Ma Tres Tabernae non è soltanto un sito archeologico.
Il suo nome compare infatti nel Nuovo Testamento, per la precisione negli Atti degli Apostoli (28, 15-16). È qui che alcuni cristiani andarono incontro a san Paolo, durante il suo viaggio verso Roma.
Un riferimento breve, quasi una traccia lasciata tra le pagine della storia, che rende questo luogo uno dei punti di particolare interesse per la ricostruzione delle prime presenze cristiane nel territorio.
Nel IV secolo dC Tres Tabernae era già sede episcopale. Nei secoli successivi l’insediamento avrebbe attraversato profonde trasformazioni, fino alla costruzione dell’edificio di culto che oggi costituisce uno dei principali obiettivi della ricerca archeologica.

Sotto la chiesa, le tracce di un insediamento romano
La campagna conclusa nel 2025 ha già permesso agli archeologi di ricostruire una complessa sequenza di trasformazioni.
La chiesa venne edificata tra la fine del V e gli inizi del VI secolo, riutilizzando strutture appartenenti a un precedente insediamento romano, caratterizzato da ambienti sia residenziali sia produttivi.
Si tratta di un edificio di dimensioni relativamente contenute, con un’unica aula terminante in un’abside, all’interno della quale sono stati individuati anche i resti di una schola cantorum in muratura, elemento che offre importanti indicazioni sull’organizzazione dello spazio liturgico.
E poi ci sono le tracce che, più di altre, restituiscono la dimensione umana e spirituale del luogo: frammenti di decorazione pittorica, motivi ornamentali, iscrizioni e alcune sepolture databili al VI secolo.
Sono testimonianze frammentarie, ma capaci di raccontare la vita di una comunità cristiana che, secoli dopo il passaggio di Paolo, aveva ormai lasciato un’impronta profonda sul territorio.

L’abbandono, forse nel tempo delle invasioni longobarde
La storia della chiesa, però, sembra interrompersi bruscamente.
Le evidenze archeologiche indicano infatti l’abbandono e la distruzione dell’edificio tra la fine del VI e la prima metà del VII secolo.
Una cronologia particolarmente significativa se messa in relazione con le fonti storiche che ricordano la temporanea soppressione della diocesi di Tres Tabernae durante l’invasione longobarda.
È proprio su questa fase e sulle trasformazioni che l’hanno preceduta e seguita che le nuove indagini potranno fornire ulteriori elementi.
Cosa cercano gli archeologi nel 2026
La nuova campagna punta ad approfondire la conoscenza della chiesa e delle strutture ad essa collegate, cercando di chiarire come sia stata costruita, come sia cambiata nel tempo e quale rapporto avesse con l’insediamento circostante.
Ogni ambiente, frammento e traccia stratigrafica può contribuire a ricomporre un quadro più ampio: quello della progressiva trasformazione di un insediamento romano in un centro cristiano e, successivamente, del suo declino tra la tarda antichità e l’alto Medioevo.
È una ricerca che va oltre il singolo edificio. Le indagini di Tres Tabernae possono infatti offrire nuovi elementi per comprendere il processo di cristianizzazione del territorio pontino, seguendone le dinamiche attraverso l’archeologia, le strutture architettoniche e le testimonianze della comunità che abitò questi luoghi.
E, forse, proprio sotto gli strati ancora da scavare potrebbero trovarsi nuove risposte.
Dallo scavo alla valorizzazione
La campagna archeologica rappresenta anche un passo importante in vista della valorizzazione e della futura fruizione pubblica dell’area.
L’obiettivo non è soltanto riportare alla luce strutture e reperti, ma restituire leggibilità a un luogo che conserva una storia lunga secoli e che, per il suo legame con la via Appia e con il viaggio di san Paolo verso Roma, occupa una posizione particolare nella memoria del cristianesimo antico.
A rendere possibile la nuova campagna contribuisce anche il sostegno di alcune realtà private del territorio che hanno scelto di investire nella ricerca archeologica e nella formazione: Fondazione Roffredo Caetani, BSP Pharmaceuticals S.p.A. e Gelit S.p.A.






















