Accanto al calendario degli eventi cresce anche il dibattito sull’allestimento del centro cittadino. A far discutere è in particolare l’assenza o o limitata presenza delle luminarie e sulla scritta “Aprilia”sul campanile della chiesa di San Michele Arcangelo, chiesa peraltro coperta dai ponteggi per i lavori di restauro in corso.
La festa di San Michele e le aspettative degli abitanti di Aprilia
Quella di San Michele è una delle ricorrenze più sentite dagli abitanti di Aprilia. È una delle poche tradizioni di una città giovane che non ha una storia secolare alle spalle. Rappresenta il momento in cui Aprilia si riscopre comunità. Ha sempre richiamato l’attenzione non soltanto per il programma degli eventi, ma anche per l’aspetto scenografico del centro cittadino.
Per l’edizione 2026 l’organizzazione è stata affidata all’associazione Cuore Comico, in accordo con il Comune di Aprilia, che ha contribuito con 32mila euro. Altri 30mila euro circa derivano dal contributo dei diversi sponsor.
Già alla presentazione della manifestazione era emersa la questione delle luminarie. Gli organizzatori avevano spiegato che l’esatta quantità degli addobbi luminosi era ancora da definire. Erano al vaglio soluzioni capaci di illuminare il centro durante la festa ma, allo stesso tempo, di poter essere riutilizzate nelle edizioni successive.
Il confronto sulle luminarie
È proprio l’impatto visivo della festa a essere diventato uno degli argomenti più discussi tra gli apriliani.
Una parte delle reazioni riguarda la percezione di un centro cittadino meno addobbato rispetto a quanto molti cittadini si aspettano da una festa patronale. La questione, inevitabilmente, è approdata sui social, dove fotografie e commenti hanno alimentato il confronto tra l’edizione di quest’anno e quelle precedenti.
Il tema non riguarda soltanto l’estetica. Per molti cittadini le luminarie rappresentano infatti un elemento tradizionale della festa e contribuiscono a rendere immediatamente riconoscibile l’atmosfera di San Michele nelle strade e nelle piazze del centro di Aprilia.
Dall’altra parte, gli organizzatori hanno parlato della necessità di individuare soluzioni sostenibili e riutilizzabili negli anni, in un contesto nel quale la manifestazione viene organizzata attraverso una collaborazione tra associazione, Comune e sponsor.
Il confronto, dunque, mette di fronte due esigenze: quella di garantire alla festa un adeguato allestimento e quella di utilizzare le risorse disponibili puntando anche su materiali e soluzioni che possano essere impiegati nelle future edizioni.
La scritta “Aprilia” sul campanile
A far discutere è anche la scritta “Aprilia” collocata sul campanile della chiesa di San Michele Arcangelo.

Il campanile, che domina piazza Roma, è uno degli elementi maggiormente riconoscibili del centro cittadino. La struttura attuale fu realizzata alla fine degli anni Novanta e inaugurata il 25 aprile 1999, in occasione del 63° anniversario della fondazione della città.
La scelta di utilizzare il campanile come elemento di comunicazione visiva della festa ha quindi attirato l’attenzione dei cittadini. Sui social sono comparsi commenti soprattutto contrari, con una discussione che si è concentrata soprattutto sull’opportunità della scritta e sul modo in cui è stata inserita nel contesto architettonico della piazza.
Il punto, per chi contesta l’iniziativa, non sarebbe soltanto la presenza della parola “Aprilia”, ma il suo posizionamento su un edificio che costituisce uno dei simboli del centro storico e religioso della città.
I social diventano il luogo del confronto
Come accade sempre per la festa di San Michele, una parte significativa del dibattito si è trasferita dalle piazze alle piattaforme social.
Le fotografie del centro e del campanile diventano così il punto di partenza per commenti, confronti con il passato e valutazioni sull’organizzazione della festa.
In questo spazio virtuale le opinioni si moltiplicano rapidamente e finiscono per intrecciarsi con le altre discussioni che hanno accompagnato l’organizzazione del San Michele 2026.
Non è infatti la prima polemica che interessa l’edizione di quest’anno. Nei giorni scorsi era già scoppiato un confronto sulla gestione del mercatino artigianale, con l’associazione Il Mercatino ETS che ha contestato la propria esclusione dall’organizzazione e ha sollevato dubbi anche sulle quote richieste agli espositori.
Cuore Comico ha risposto sostenendo che il mercatino non è stato cancellato e che la gestione unitaria è legata alle responsabilità organizzative, logistiche e di sicurezza dell’intera manifestazione.
Anche sul programma musicale non sono mancate discussioni online. L’annuncio iniziale degli “Articolo 31” aveva generato aspettative che sono state successivamente ridimensionate con la precisazione della sola presenza di Dj Jad from Articolo 31 e dj Wlady, insieme a Enrico Capuano e Tony Esposito.
La modifica della comunicazione ha alimentato ulteriori commenti sui social. Ma d’altronde, senza polemica non sarebbe neanche festa. E quindi… buon San Michele a tutti!

















