Una miscela di vicende che parte dal 2008 (e forse anche prima) e ancora non ha trovato la parola fine, né nei tribunali civili né in quelli amministrativi.
La posta in palio è alta, oltre alle proprietà dei terreni c’è in ballo una cifra che sfiora il milione di euro.
Il Comune di Pomezia si prepara alla ‘battaglia’ legale
La società legata allo storico stabilimento ex Corsetti ha portato il Comune di Pomezia davanti la Corte di Cassazione – ultimo grado della Giustizia italiana – per rivendicare la proprietà di alcuni terreni sul Lungomare delle Meduse.
Ora l’amministrazione ha scelto chi la difenderà. Con una Determina del 25 settembre ha affidato l’incarico agli avvocati Antonio Aquino e Damiano Carletti, impegnando la somma di 9.274,84 euro.
Il ricorso risale al 2025; la nomina dei legali è l’ultimo passaggio documentato di una contesa che dura da anni.
La storia giudiziaria della contesa
Al centro della causa c’è una domanda: alcuni terreni utilizzati nell’area dell’ex Corsetti appartengono alla società Fagioline & Cuccettine?
La società sostiene di averne acquisito la proprietà attraverso un possesso protratto per oltre vent’anni.
Nel 2019 il Tribunale di Velletri le aveva dato ragione.
Nel maggio 2025, però, la Corte d’appello di Roma ha ribaltato quella decisione e respinto la richiesta di riconoscimento della proprietà.
È questa sentenza che la società ha impugnato in Corte di Cassazione. Il procedimento è registrato in Cassazione con il numero 17033/2025.
Il ricorso e il punto ancora aperto
Lo scontro tra Comune di Pomezia e società privata non investe soltanto i tribunali civili, ma si estende anche a quelli amministrativi: due rami dello stesso problema.
In un’altra sentenza, quella del TAR del Lazio sulla concessione dello stabilimento, si legge che il Comune di Pomezia ha depositato una proposta di definizione che considera il ricorso inammissibile.
È un passaggio rilevante, ma non equivale a una decisione finale.
La consultazione del registro pubblico ha confermato l’esistenza del fascicolo senza mostrarne il dettaglio: non abbiamo quindi potuto verificare se sia stato depositato un provvedimento conclusivo.
L’altro fronte: i canoni
La battaglia sulla proprietà si intreccia con quella sui canoni demaniali e sulla concessione.
Il Comune di Pomezia contesta alla società circa 964mila euro riferiti al periodo 2008–2020.
La società contesta la pretesa e ha sostenuto che il riconoscimento della proprietà ottenuto in primo grado incidesse sull’obbligo di pagare.
La cifra vicina al milione, dunque, è il peso economico della vicenda collegata, pendente al Consiglio di Stato.
La concessione finisce davanti al Consiglio di Stato
Nell’ottobre 2025 Pomezia ha dichiarato anche la decadenza della concessione dello stabilimento per il mancato pagamento dei canoni.
La società ha impugnato il provvedimento, ma nel giugno 2026 il TAR del Lazio ha respinto il ricorso, giudicando sufficiente a sostenere la scelta del Comune il mancato pagamento ripetuto negli anni.
Contro quella sentenza è stato poi presentato appello al Consiglio di Stato.
I fronti giudiziari sono quindi due: da un lato chi sia proprietario dei terreni, dall’altro la sorte della concessione e dei canoni demaniali. Due questioni distinte, ma strettamente collegate.
Su entrambi, prima di parlare di parola definitiva, occorre attendere i rispettivi esiti.
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