È il bilancio di una nuova serie di controlli effettuati dal Comando Provinciale di Roma Guardia di Finanza di Roma, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), negli impianti di distribuzione di carburante della Capitale e della provincia di Roma.
Tra le località interessate dalle verifiche c’è anche Frascati, insieme a Roma e Civitavecchia. Un’attività che interessa direttamente gli automobilisti, perché i controlli hanno riguardato sia la qualità del carburante erogato, sia la correttezza dei prezzi comunicati ed esposti dai distributori.
Gasolio controllato direttamente sul posto
Per verificare la qualità del carburante è stato utilizzato anche il laboratorio chimico mobile dell’ADM: una sorta di laboratorio su quattro ruote che consente di analizzare rapidamente i campioni prelevati dai distributori.

Le analisi effettuate su alcuni campioni di gasolio hanno evidenziato un’anomalia nel cosiddetto “punto di infiammabilità”, risultato inferiore al limite previsto dalla legge, indicato in circa 55 gradi Celsius.
Ma cosa significa concretamente?
La scoperta del gasolio ‘allungato’
Il punto di infiammabilità indica, in termini semplici, la temperatura alla quale un liquido può produrre vapori sufficienti a prendere fuoco in presenza di una fonte di innesco.
Nel caso del gasolio, un valore troppo basso può essere un segnale della presenza di sostanze più volatili rispetto a quelle normalmente presenti nel carburante.
Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’anomalia riscontrata sarebbe compatibile con una miscelazione del gasolio con altre sostanze, come componenti più leggeri o benzina.
L’obiettivo di una simile pratica, sempre secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe quello di aumentare illegalmente il volume del prodotto e ridurre il carico fiscale.
Cosa può significare per l’automobilista
Un carburante non conforme non rappresenta soltanto un problema fiscale.
La presenza di componenti estranee può infatti modificare le caratteristiche del gasolio e influire sul funzionamento del sistema di alimentazione del motore.
Tra le possibili conseguenze vengono indicate problemi di combustione, rendimento inferiore e maggiore usura di alcuni componenti, come gli iniettori. Insomma, quel carburante danneggia il motore.
Il problema riguarda anche la sicurezza: un gasolio con un punto di infiammabilità anormalmente basso può presentare una maggiore facilità a sviluppare vapori infiammabili, con conseguenti rischi nelle fasi di trasporto, stoccaggio ed erogazione.
Gli accertamenti effettuati nella prima fase dell’operazione hanno portato complessivamente al sequestro di oltre 26.100 litri di carburante ritenuto non conforme.
Controlli anche sui prezzi alla pompa
L’altra parte dell’operazione ha riguardato un tema particolarmente seguito dagli automobilisti: la trasparenza dei prezzi dei carburanti.
I Gruppi della Guardia di Finanza di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio hanno effettuato 34 controlli sulla corretta applicazione delle disposizioni relative ai prezzi.
Sono state individuate 9 violazioni complessive:
- 5 relative alla mancata trasparenza dei prezzi esposti;
- 1 riguardante irregolarità nella tenuta dei registri;
- 3 per la mancata comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso la piattaforma prevista.
Quest’ultimo obbligo serve a rendere disponibili alle autorità i prezzi praticati dai distributori, favorendo una maggiore trasparenza del mercato e permettendo di verificare più facilmente le informazioni relative alle tariffe applicate.
Cinque persone deferite
Al termine della prima fase dei controlli, cinque responsabili sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa.
Le attività rientrano nel dispositivo di vigilanza economica e finanziaria della Guardia di Finanza, con l’obiettivo di contrastare le frodi nel settore dei carburanti e verificare il rispetto delle regole da parte degli operatori.
Per quanto riguarda le ipotesi di reato contestate, è importante precisare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari. Le persone sottoposte a indagine devono pertanto essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva, secondo quanto previsto dal principio di presunzione di innocenza.
Per lo stesso motivo non è autorizzata la diffusione dei nominativi delle attività coinvolte nei controlli.
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