La dottoressa aveva contestato il provvedimento che l’aveva sospesa per inadempimento dell’obbligo vaccinale anti SARS-CoV-2.
I giudici hanno dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della rinuncia della professionista a proseguire il contenzioso.
La sentenza è stata pronunciata dalla sezione staccata di Latina del TAR del Lazio. Una sentenza che chiude un piccolo capitolo di una vicenda molto più ampia che divise l’Italia, quella dei vaccini anti-Covid.
La sospensione del 31 ottobre 2021
La vicenda risale al 31 dicembre 2021, quando il Consiglio direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Latina accertò l’inadempimento dell’obbligo vaccinale introdotto dalla normativa emergenziale e dispose la sospensione dall’esercizio della professione a partire dal 1° gennaio 2022.
Il provvedimento si inseriva in una più ampia stagione di sospensioni che interessò i professionisti sanitari non in regola con gli obblighi previsti dalla legislazione adottata durante la pandemia.
Dal novembre 2021 il procedimento di verifica e sospensione venne affidato direttamente agli Ordini professionali territoriali.
L’odontoiatra impugnò la decisione davanti al TAR. Nel frattempo si sviluppò un contenzioso parallelo, già pendente davanti allo stesso tribunale con un diverso numero di registro.
La “svolta” del luglio 2026
Nel luglio del 2026, però, la ricorrente ha comunicato ai giudici di non avere più interesse a ottenere una pronuncia.
Nella dichiarazione richiamata in sentenza viene ricordato che, nel corso del giudizio, il presidente dell’Ordine di Latina aveva disposto la cessazione temporanea degli effetti della sospensione fino al 18 dicembre 2022 e che la sospensione stessa era comunque cessata per legge entro la fine del 2022.
Circostanze che hanno fatto venir meno l’interesse concreto e attuale a coltivare il ricorso.
Il TAR ha inoltre richiamato una precedente decisione, la numero 384 del 2025, con la quale era già stata dichiarata improcedibile, per le stesse ragioni, la causa principale collegata alla vicenda.
Alla luce della sopravvenuta carenza di interesse manifestata dalla ricorrente e accolta anche dall’Ordine dei Medici di Latina, il collegio non ha affrontato le questioni sollevate contro il provvedimento di sospensione.
La sentenza si limita quindi a prendere atto del venir meno dell’interesse alla decisione e a dichiarare il ricorso improcedibile.
Sentenze Covid in Italia
La decisione del TAR di Latina si inserisce in un panorama giuridico nazionale ormai consolidato sul tema degli obblighi vaccinali per il personale sanitario.
Nella stragrande maggioranza dei casi, i Tribunali amministrativi regionali e il Consiglio di Stato hanno respinto i ricorsi dei professionisti No-Vax, confermando la legittimità delle sospensioni decise dagli Ordini professionali.
La svolta definitiva è arrivata dalla Corte Costituzionale, che con diverse sentenze (tra cui la n. 14, 15 e 16 del 2023) ha dichiarato pienamente legittimo l’obbligo vaccinale introdotto dal governo durante l’emergenza Covid.
Secondo i giudici costituzionali, la misura non è stata né irragionevole né sproporzionata. Una decisione finalizzata a tutelare la salute pubblica e a garantire la sicurezza delle cure nei luoghi di assistenza sanitaria.
Di conseguenza, molti dei contenziosi ancora pendenti negli ultimi anni si stanno chiudendo, come nel caso di Latina, per rinuncia dei ricorrenti o per estinzione naturale della materia del contendere.
Le vicende del Covid si stanno chiudendo, non quelle della lentezza della giustizia.
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