A Pomezia, la variante richiesta da una società per il trattamento dei rifiuti a Valle Caia compare ancora sul sito della Città metropolitana di Roma tra le Conferenze dei servizi «in corso», a oltre tre anni e mezzo dal pronunciamento preliminare della Regione Lazio.
Documenti di conclusione della pratica non ne abbiamo trovati, quindi siamo davanti a un iter bloccato?
Quello che è certo è che c’è una bella differenza con la velocità con cui sono invece stati approvati tutti gli atti per la realizzazione dell’inceneritore di Santa Paloma.
I dubbi sull’attuale situazione
Il 3 marzo 2023 la Regione Lazio stabilì che il progetto del centro rifiuti di Valle Caia non richiedeva né la valutazione d’impatto ambientale né la verifica di assoggettabilità, precisando però che restavano necessari gli altri pareri e le autorizzazioni.

La scheda metropolitana pubblica poi documenti fino al 22 aprile 2026, ma non indica un provvedimento conclusivo della variante.
Qual è dunque oggi lo stato effettivo della richiesta?
La pagina pubblica non permette di ricostruire completamente i passaggi successivi né di escludere autorizzazioni pubblicate altrove.
Cosa vuole cambiare la società privata
Il progetto descritto dalla Regione Lazio riguarda uno stabilimento di via di Valle Caia. Prevede nuove attrezzature per selezionare vetro e rifiuti ingombranti, tra cui un trituratore, all’interno del capannone esistente.
Nel quadro presentato nel 2023, la quantità complessiva annua passerebbe da 146.535 a 160.805 tonnellate: 14.270 in più, pari al 9,7%. È una quantità richiesta nel progetto, non la prova che l’aumento sia già stato autorizzato o che quei rifiuti stiano già arrivando.
Il numero che colpisce: più 59%
La variazione maggiore riguarda le operazioni chiamate R12 e R13: la prima comprende passaggi preliminari, come la selezione dei rifiuti prima del successivo recupero; la seconda è la loro messa in stoccaggio in attesa di quelle operazioni. Il progetto porta questo gruppo da 49.566 a 78.836 tonnellate l’anno: più 59,1%.
Si riduce invece da 96.969 a 81.969 tonnellate l’R3, cioè il recupero di materiali come carta e cartone.
Due procedure, due tempi
Il confronto con la velocità delle procedure per l’inceneritore di Santa Palomba è evidente.
Per l’inceneritore di Roma, il commissario Roberto Gualtieri ha firmato il 16 gennaio 2026 l’atto che chiudeva positivamente la Conferenza dei servizi e rilasciava, tra gli altri titoli, VIA e autorizzazione ambientale.
A Valle Caia, invece, dopo la valutazione regionale del 2023 la variante compare ancora tra le pratiche in corso.
Perché questa differenza di tempi?
I procedimenti hanno oggetti, competenze e poteri diversi: il confronto pone una domanda pubblica, ma da solo non prova ritardi imputabili a un ente.
Un po’ di confusione tra le carte
C’è un altro punto da chiarire. Proprio il sito internet della società di trattamento dei rifiuti ubicata a Valle Caia descrive oggi la presenza di linee per il vetro e per gli ingombranti, proprio le attività al centro del progetto esaminato nel 2023.
Questo non dimostra che la variante sia stata realizzata senza autorizzazione: potrebbero esistere titoli successivi o un assetto diverso da quello allora proposto.
Rende però indispensabile una risposta precisa della Città metropolitana: quali linee sono attualmente autorizzate, con quali quantità, e che cosa resta da approvare nella pratica ancora aperta?
Infine: quali autorizzazioni sono vigenti oggi e che cosa riguarda esattamente la variante pubblicata?
Per noi, come per qualsiasi cittadino, gli atti pubblici accessibili non chiariscono molti aspetti. E in un settore delicato come quello della gestione dei rifiuti la trasparenza è fondamentale.
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