Le cabine dello stabilimento balneare di Torvaianica distrutte dalle violente mareggiate non devono essere ricostruite a spese del Concessionario: il Consiglio di Stato – secondo e ultimo grado della Giustizia Amministrativa – ha respinto l’appello del Comune di Pomezia, confermando sul punto la precedente decisione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio.
La sentenza, pubblicata il 18 settembre, chiude almeno questo capitolo della lunga battaglia amministrativa tra il Comune di Pomezia e Antica Madia s.r.l., concessionaria dell’ex stabilimento Bagni Belvedere di piazza Ungheria.
Il Comune di Pomezia perde anche il secondo round
Il Comune di Pomezia aveva impugnato la sentenza del TAR del Lazio del novembre 2025, che aveva annullato l’ordine con cui Palazzo comunale pretendeva il ripristino delle cabine crollate.
Ma il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e lasciato ferma quella conclusione a favore del Concessionario. Le spese del giudizio sono state compensate.
Il punto centrale è semplice: secondo i giudici, quelle cabine non sono venute giù perché il Concessionario aveva trascurato i propri normali obblighi di manutenzione.
Le mareggiate prima del crollo
La vicenda nasce dagli eventi che colpirono Torvaianica tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.
Le mareggiate erosero progressivamente l’arenile fino a creare, secondo la documentazione richiamata nella sentenza, un dislivello di circa 3,5 metri davanti alla struttura. Già prima del crollo erano emersi problemi alle fondazioni e situazioni di pericolo.
Nel febbraio 2024 intervennero anche i Vigili del fuoco, che constatarono l’erosione provocata dal moto ondoso e disposero l’interdizione del pubblico esercizio e dell’arenile sottostante.
Per i giudici non fu cattiva manutenzione
È proprio la causa del crollo a diventare decisiva.
Il Consiglio di Stato ha affermato che il cedimento non derivò dalla violazione degli obblighi di custodia o manutenzione del Concessionario, ma dalle ulteriori mareggiate che colpirono una struttura già compromessa dall’erosione.
Il Collegio ha respinto anche la tesi sostenuta dal Comune di Pomezia secondo cui una mareggiata dovrebbe essere considerata parte del normale rischio d’impresa di chi gestisce uno stabilimento balneare.
Gli eventi esaminati vengono invece ricondotti a condizioni eccezionali, esterne alla sfera di controllo del Concessionario.
Prima serviva mettere in sicurezza l’arenile
C’è poi un passaggio particolarmente significativo della sentenza.
Per i giudici, ordinare al Concessionario di ricostruire le cabine prima che il Comune o gli altri enti competenti consolidassero l’arenile e la struttura demaniale pubblica sulla quale poggiavano risultava “quanto meno perplesso e intempestivo”.
Il Consiglio di Stato è arrivato quindi alla conclusione più importante dell’intera vicenda: la ricostruzione delle cabine crollate a causa di eventi atmosferici di tale portata non può essere messa a carico del Concessionario.
Per il Comune di Pomezia si tratta così della seconda decisione sfavorevole sullo stesso punto, dopo quella del TAR del Lazio. (LEGGI)
E per Torvaianica resta sullo sfondo il problema che ha originato tutto: la fragilità di un tratto di costa che le mareggiate avevano già profondamente scavato molto prima che le cabine finissero a terra.

















