La misura nasce dalla facoltà concessa ai Comuni dalla legge di Bilancio 2026, che permette agli enti locali di introdurre forme di definizione agevolata prevedendo la riduzione o l’esclusione di interessi e sanzioni, entro termini e condizioni stabiliti dal singolo Comune.
A Latina il regolamento è attualmente al centro dell’iter consiliare. La proposta di deliberazione n. 103 del 2 luglio 2026 è stata esaminata dalla Commissione Bilancio e dovrà passare al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
Chi potrà usufruirne
Il provvedimento è pensato per consentire ai contribuenti di chiudere alcune posizioni debitorie pagando meno rispetto a quanto sarebbe dovuto con l’applicazione integrale di sanzioni e interessi.
Nel caso di Latina, il testo riguarda gli accertamenti IMU e TARI riferiti al periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2026 non ancora affidati alla riscossione coattiva, cioè per cui il cittadino non ha ricevuto ancora alcuna cartella di riscossione.
È quindi importante distinguere questa procedura dalla cosiddetta Rottamazione-quinquies.
Quest’ultima riguarda infatti i carichi che sono stati già affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Per questi il Comune di Latina ha già deliberato la propria adesione alla Rottamazione-quinquies nel giugno 2026.
In altre parole, non si tratta di due strumenti alternativi per lo stesso debito: il punto decisivo è capire dove si trova la posizione del contribuente nel procedimento di riscossione.
Il punto centrale: quante rate
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibilità di distribuire il pagamento nel tempo.
La proposta iniziale prevedeva un numero più limitato di rate, al massimo 12. Nel corso dell’esame in Commissione è stata invece condivisa una modifica che porta il piano a:
- 12 rate per importi fino a 2.000 euro;
- 24 rate per importi da 2.000 a 30.000 euro;
- 36 rate per importi superiori a 30.000 euro.
L’obiettivo è rendere il pagamento più sostenibile, soprattutto per chi non sarebbe in grado di versare l’intero importo in un’unica soluzione.
Quando si potrà presentare la domanda
Secondo il testo illustrato nell’ambito dell’iter comunale, le domande dovrebbero essere presentate dal 15 gennaio al 16 marzo 2027.
Queste date saranno però operative solo una volta concluso l’iter del regolamento e pubblicati gli atti definitivi e la relativa modulistica.
Per questo, chi pensa di avere una posizione che potrebbe rientrare nella definizione agevolata non deve presentare ora una domanda.
Per i contribuenti interessati, sarà quindi importante seguire le comunicazioni ufficiali di Palazzo Municipale: saranno quelle a stabilire con precisione quali debiti potranno essere definiti, quanto bisognerà pagare, quali sanzioni e interessi saranno esclusi, come presentare la domanda e come verranno calcolate le rate.
I vantaggi per il cittadino e per il Comune di Latina
Il meccanismo può essere particolarmente significativo per chi negli ultimi anni ha accumulato una posizione debitoria e oggi vuole regolarizzarla.
Pensiamo, ad esempio, a un contribuente che abbia ricevuto un accertamento relativo all’IMU o alla TARI e che non sia riuscito a pagare nei tempi previsti.
Con la definizione agevolata potrebbe avere la possibilità di ridurre la parte relativa a sanzioni e interessi prevista dal regolamento e contemporaneamente distribuire il pagamento in più rate.
Per il Comune di Latina il vantaggio è quello di trasformare una posizione ancora da riscuotere in un’entrata effettiva, mentre per il contribuente la possibilità è quella di chiudere la propria posizione attraverso un percorso regolamentato.
E chi ha ricevuto un avviso bonario?
È uno dei temi che restano da affrontare.
Gli avvisi bonari non vanno confusi con gli accertamenti e con le cartelle: si tratta di una fase precedente della procedura.
Il problema segnalato in queste settimane riguarda proprio la possibilità, per chi riceve una richiesta di pagamento e non riesce a sostenere l’intero importo immediatamente, di ottenere una rateizzazione senza dover necessariamente arrivare alla fase successiva dell’accertamento.
È una questione distinta dalla definizione agevolata e che potrebbe richiedere un intervento specifico da parte dell’amministrazione.
Sul sito del Comune, peraltro, è già previsto un servizio di rateazione degli avvisi di accertamento IMU, attraverso il quale il contribuente può chiedere il pagamento dilazionato in presenza dei presupposti previsti.
Il Canone Unico resta fuori dal provvedimento?
Anche questo è un punto da seguire.
Il Canone Unico Patrimoniale, che interessa tra l’altro occupazioni di suolo pubblico, insegne e passi carrabili, non coincide con IMU e TARI.
L’ipotesi emersa nel confronto amministrativo è quella di predisporre uno specifico provvedimento per la definizione agevolata anche del Canone Unico.
Al momento, quindi, non bisogna considerare automaticamente ricomprese nella misura le posizioni relative a questo canone.
Una novità anche sui pagamenti dal conto corrente
Nel frattempo è cambiato anche il quadro nazionale.
Dal 12 agosto sono previste nuove disposizioni per i tributi regionali e locali e, in particolare, viene disciplinata la possibilità per Regioni ed enti locali di prevedere riduzioni di aliquote o tariffe per chi effettua il pagamento tramite addebito diretto sul conto corrente bancario o postale, secondo le modalità stabilite dall’ente.
Si tratta di uno strumento diverso dalla definizione agevolata, ma che va nella direzione di rendere più semplice e regolare il pagamento dei tributi.
Cosa deve fare ora il contribuente
Per il momento la cosa più importante è non confondere le diverse procedure.
Chi ha un debito con il Comune dovrebbe innanzitutto verificare:
- che tipo di tributo riguarda la posizione: IMU, TARI, Canone Unico o altro;
- se ha ricevuto un avviso di pagamento, un avviso bonario, un accertamento o una cartella;
- se il debito è ancora gestito dal Comune oppure è stato affidato all’agente della riscossione;
- quale periodo riguarda il debito.
Questi elementi determinano quale strumento può essere utilizzato.
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