Nonostante la netta bocciatura arrivata dalla Corte di Giustizia Tributaria di Latina, che ha annullato l’avviso di accertamento emesso nei confronti di un cittadino, l’ente avrebbe deciso di impugnare la sentenza e portare la vicenda al grado successivo di giudizio.
Al centro del contenzioso c’è un avviso di accertamento TARI relativo agli anni 2022, 2023 e 2024. Il Comune di Aprilia aveva richiesto il pagamento di 2.172 euro per un immobile composto da un magazzino e da un piccolo orto situato in città.
Le contestazioni del cittadino
Il proprietario aveva contestato la richiesta sostenendo che l’immobile fosse da anni totalmente inutilizzabile e incapace di produrre rifiuti.
A sostegno della propria tesi aveva depositato la documentazione che attestava la cessazione dell’unica utenza elettrica già dall’aprile del 2019. In tribunale aveva inoltre prodotto le fotografie che mostravano l’assenza di arredi e l’abbandono del locale.
Di diverso avviso il Comune di Aprilia, che aveva difeso la legittimità della pretesa tributaria.
La tesi del Comune era che un magazzino resta potenzialmente idoneo a produrre rifiuti anche in assenza di utenze e che il contribuente non aveva presentato la richiesta annuale di esenzione prevista dal regolamento comunale.
Argomentazioni che però non hanno convinto il giudice.
La sconfitta del Comune di Aprilia
Nella sentenza n. 738/2026, la Corte tributaria ha ricordato che il presupposto della TARI è la capacità dell’immobile di produrre rifiuti e che tale presupposto viene meno quando il bene risulta oggettivamente e stabilmente inutilizzabile.
I giudici hanno ritenuto provata questa condizione sulla base della cessazione dell’utenza elettrica, dell’assenza di beni all’interno del locale e dello stato di totale dismissione documentato fotograficamente.
Secondo la Corte, inoltre, la mancata presentazione della domanda annuale di esenzione non può far nascere un tributo laddove manchi il presupposto materiale dell’imposta.
Per questo motivo l’avviso di accertamento emesso dal Comune di Aprilia era stato integralmente annullato. Le spese di giudizio erano inoltre state compensate tra le parti.
Si torna in Tribunale
Una decisione che sembrava aver chiuso la partita. Ma, a quanto emerge, potrebbe rappresentare soltanto il primo tempo di una battaglia legale destinata a proseguire.
Il Comune di Aprilia, infatti, non avrebbe intenzione di archiviare la pratica. Vista la Determinazione pubblicata è ora pronto a chiedere una nuova valutazione del caso in appello, nel tentativo di recuperare la somma contestata.
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